Sul caso Siri, Bac ed esecutivo San Marino

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Caso Siri, Bac: “mutuo regolare e nessuna intermediazione politica”

Intanto l’Esecutivo smentisce interessamenti da parte di qualcuno dei sette segretari. Sulla fuga di documenti il segretario Guidi: “riteniamo non siano usciti da San Marino”, ma assicura approfondimenti

Bac ha accordato il mutuo a Siri “senza alcuna intermediazione politica”. Lo sostiene la stessa banca in una nota nella quale afferma: “In riferimento alle notizie di stampa relative al rapporto che la BANCA AGRICOLA COMMERCIALE Istituto Bancario Sammarinese S.p.A. ha instaurato con il Dott. Armando Siri, si intende precisare quanto segue. Senza alcuna intermediazione politica, la Banca ha accordato al Dott. Siri un mutuo allo scopo di acquistare un fabbricato da mettere a reddito; ad oggi, non v’è alcun elemento che lasci presumere una minor capacità di rimborso da parte del Dott. Siri. Sul piano patrimoniale, la Banca presidia quotidianamente tutte le proprie ragioni di credito. La stipula del mutuo al Dott. Siri non ha determinato alcun tipo di danno all’Istituto: la sua incidenza si attesta allo 0,17% del totale dei crediti concessi. La Banca si è contraddistinta per l’apertura di oltre 5.000 nuovi conti correnti negli ultimi due anni ed ha sempre mostrato assoluta attenzione ai profili reputazionali, prontamente riscontrando, in questa come in altre occasioni, le richieste dell’autorità, cui resta a disposizione per gli ulteriori chiarimenti che si ritenessero opportuni o necessari”. 

Il Governo, dal canto suo, vista la ridda di voci seguita alla pubblicazione de “L’Espresso” che parlava dell’interessamento di un “esponente istituzionale” sul mutuo concesso al sottosegrtario Siri, ha ritenuto di chiarire la posizione dei suoi membri: “Come Congresso di Stato, posso dire in maniera chiara per tutti i 7 rappresentanti del Congresso di Stato, che nessuno di noi ha agito per facilitare il mutuo o le pratiche bancarie di chicchessia. Siamo al governo proprio perché queste pratiche non avvengano. Siamo tutti e sette sereni e tranquilli”, ha detto il Segretario agli Affari Esteri e Giustizia Nicola Renzi.

A fare riflettere è anche la fuga di documenti con timbro e protocollo di Banca Centrale. Nelle carte pubblicate da “L’Espresso” compare il timbro di protocollo e il protocolloelettronico della sola BCSM. Non c’è invece l’affoliazione o il protocollo delle procure italiane o dell’autorità giudiziaria sammarinese, il che fa sospettare che la fuga di documenti possa essere.

Sull’argomento, mentre ancora tutto tace da Via del Voltone, ha risposto il Segretario Eva Guidi con qualche titubanza: “Ad oggi vedendo le notizie che sono circolate, se di fuga di documenti si può parlare, riteniamo non sia avvenuta all’interno della nostra Repubblica. Ipotizziamo che vengano dal di fuori della nostra Repubblica. Comunque ci sono approfondimenti in atto anche da questo punto di vista”, ha detto il Segretario alle Finanze. Sui rapporti politici in Bac già Report nella trasmissione, dei primi di maggio, veniva indicato come amico di uno dei principali azionisti dell’istituto di credito sammarinese, Emanuele Rossini, l’ex parlamentare leghista Gianluca Pini, notato tra l’altro nei mesi scorsi nei pressi di Via del Voltone. Sul piano della indagine giudiziaria sammarinese, il fascicolo è stato aperto in seguito alle segnalazioni dell’agenzia di informazione finanziaria ed è in carico al Commissario della legge Laura di Bona.

 

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