Sulla legge elettorale

Istituzione dei due collegi elettorali, istruzioni per l’uso
L’USDM ragiona sulla opportunità e sulle ipotesi di riforma elettorale
prevista dal programma di governo

Prima riunione del nuovo anno per l’USDM, che in questo modo da’ il via anche a un ciclo di serate di approfondimento e di formazione politica sui temi di attualità.
Focus sulla legge elettorale, dunque, mercoledì 14 gennaio, presso la sede di Cailungo. Relatore Antonio Putti, che già in passato aveva partecipato a tutte le commissioni e ai gruppi di lavoro che si erano occupati di questa materia.
In particolare, si è ragionato sull’ipotesi di istituzione dei due collegi elettorali, come indicato nel programma di governo. Tanti gli interrogativi: quanti seggi destinare ai cittadini residenti all’estero? Due, tre, o più? Con quali simboli? Con quali liste? E queste liste, dovranno essere vincolate alle coalizioni? O no? Come dovranno votare i cittadini esteri: nei consolati, con il voto telematico, o che altro?
E’ vero che si tratta di argomenti che non hanno urgenza, o immediatezza, ma è stato sentimento comune auspicare che la maggioranza cominci presto a lavorare anche su questo argomento, perché le decisioni eventualmente da prendere siano prese nella prima fase della legislatura, piuttosto che alla fine. Questo darà modo di approfondire il dibattito sia con gli stessi cittadini esteri, sia con tutte le forze politiche.
Ma si è parlato anche di legge delle Giunte, vista l’ormai prossima scadenza elettorale delle giurisdizioni amministrative. Ottima occasione per un excursus storico finalizzato a capire meglio l’evoluzione di questi organismi e la necessità di una loro eventuale ridefinizione. Un interrogativo su tutti: dare il voto anche ai residenti?
Naturalmente il dibattito è stato accesissimo e quanto mai partecipato, sfociato poi in una posizione comune a tutti: eseguire il censimento per verificare chi abita a San Marino e a quale titolo e poi riformare la legge sulle residenze per normalizzare una situazione assai degenerata negli ultimi anni. Solo dopo questi passaggi si potrà aprire il dibattito politico sul voto ai residenti per quanto riguarda le Giunte.
Allo stato attuale, i tantissimi compiti affidati ai poteri locali non sono suffragati da sufficienti strumenti e risorse per essere efficacemente esercitati. Quindi, una riforma in questo senso sarebbe davvero auspicabile.

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