Sulla proposta di Piano Energetico del Governo

COMUNICATO STAMPA


Finalmente anche il Governo ha presentato la sua proposta di “Piano Energetico Nazionale”.

Evidenziamo “finalmente” perché dall’opposizione e da ben 9 mesi, il PDCS coerentemente, ha affrontato con una proposta di legge quadro, presentata in prima lettura in Consiglio Grande e Generale, le tematiche del risparmio energetico e dell’incentivazione all’utilizzo razionale delle fonti energetiche rinnovabili per la Repubblica di San Marino.


La proposta del PDCS, sviluppata nell’ottica di fornire al Paese alcuni strumenti per migliorare la situazione ambientale, al contrario di quella del Governo, non ha usufruito di alcun finanziamento pubblico: è nata dalla collaborazione gratuita di un gruppo di amici che da tempo studiano a livello professionale queste tematiche.
Seppur essa evidenziasse con precisione quali fossero le linee guida per affrontare alcuni dei problemi che affliggono il nostro Stato e che il Governo da tempo dichiara di voler risolvere, definendo i cittadini di San Marino “spreconi” per i consumi troppo elevati di luce, acqua, gas e gasolio, è stata ignorata dal Governo stesso e tenuta in disparte, chiusa nei cassetti della Segreteria del Consiglio.

Visto che il Testo di Legge del Governo è in buona parte simile a quello del PDCS, visto che le indicazioni inserite nell’Art.46 dell’ultima Legge Finanziaria prevedono ciò che noi proponevamo nella nostra stesura, ed ancora, visto che nel Decreto Delegato n. 53 del 16/4/2007 sono riportati i nostri stessi obiettivi individuati nella nostra proposta del dicembre 2006…, perché il nostro progetto è stato ignorato? Perché non lo si è utilizzato, integrandolo con le proposte della maggioranza, per giungere ad un progetto unitario che tenesse conto del contributo di tutti?

Come già successo con il Piano Particolareggiato del Centro Storico, con la vicenda dei giochi, con quella delle antenne, e con tanti altri provvedimenti passati in sordina, i progetti del Governo sono serviti ad accontentare gli interessi di pochi compagni, a scapito di quelli dell’intera comunità sammarinese e ad un costo forse troppo alto per essere considerati “PROGETTI SOSTENIBILI” per la Repubblica di San Marino, per non parlare poi dell’ultima novità di soggiorni e residenze a pagamento.


E’ arrivato il momento di indicare alla popolazione cosa prevedeva la proposta di Legge Quadro del PDCS costata alla Repubblica 0,00 €uro:

– impegno della Repubblica a sottoscrivere al più presto il Protocollo di Kyoto;

– istituzione dell’Ufficio dell’Autorità per l’Energia e l’Ambiente;

– coinvolgimento dell’Università nell’attuazione dei progetti di intervento;

– individuazione delle micro-zone climatiche per San Marino;

– individuazione delle temperature massime e minime di esercizio degli impianti di condizionamento e riscaldamento negli edifici;

– adeguamento delle reti di distribuzione dell’energia, del gas e dell’acqua;

– obbligo in tutti gli interventi di edilizia pubblica, di conseguire l’obiettivo del risparmio energetico, individuazione dei bacini territoriali di intervento per determinare la tecnologia da incentivare in funzione delle condizioni microclimatiche ed orografiche del luogo;

– la verifica dell’interesse delle aziende agricole, a sviluppare la propria attività anche nel settore della produzione di energia da biomassa, biogas, pellet, e con ciò introdurre il teleriscaldamento per piccole zone residenziali.


Nell’Art. 9 della proposta di legge del PDCS si stabilisce che l’AASS, quale azienda pubblica, dovrà essere l’unico soggetto gestore delle reti di distribuzione energetica per acqua, gas ed elettricità per la Repubblica di San Marino e ad essa, viene concessa la possibilità di produrre e gestire energia in particolare da fonte rinnovabile, (ad oggi per vincoli normativi non può neppure produrre quella tradizionale).

Viene previsto inoltre che l’AASS dovrà essere la sola sul territorio sammarinese, a poter importare o esportare acqua, luce e gas, viene prescritto che immediatamente, dovrà iniziare l’installazione dei “famosi” contatori bidirezionali e nell’art. 21, vengono indicati i Decreti e le Leggi da modificare che oggi la limitano a non produrre energia per il proprio Stato.

Sono previsti nell’art.10 gli incentivi a sostegno dell’utilizzo delle fonti rinnovabili con:

– contributi in conto capitale;

– riduzione degli oneri di concessione;

– deduzioni per le imprese rateizzabili in 5 anni e in 3 per i privati;

– abbattimento dell’imposta monofase al 7% per i privati per quelle tecnologie che conseguono risparmio energetico e generano energia da fonte rinnovabile;

– il riconoscimento del bene strumentale dell’1% sugli impianti di produzione energetica per le imprese.

Nella proposta del PDCS inoltre, sono indicate le modalità per concedere ed ottenere gli incentivi. Alle aziende ad alta emissione inquinante e altamente energivore, viene fatto obbligo di nominare un Energy Manager che preparato, secondo corsi di formazione indicati anch’essi nella proposta di legge, dovrà attuare tutte le misure per conseguire nella medesima azienda la riduzione dei consumi energetici e limitare le emissioni di CO2, (l’azienda che non provvede alla nomina del tecnico, non potrà accedere a nessun incentivo).

Ed ancora, sono indicati quali dovranno essere i settori fondamentali per conseguire gli obiettivi di risparmio energetico: l’agricolo (produzione da biomassa), quello edile (risparmio energetico e produzione dal solare e geotermico), quello industriale (limitazione delle emissioni di gas ad effetto serra e risparmio energetico).

Ogni anno la Segreteria di Stato all’Industria in concerto con l’Ufficio dell’Autorità per l’Energia e l’Ambiente e la Segreteria di Stato al Territorio, riferiranno al Consiglio Grande e Generale dello stato di attuazione della Legge e dei correttivi da attuare, verificando le procedure che in altri Stati si stanno perseguendo.

Gli interventi che mirano a conseguire il risparmio energetico in edilizia sono suddivisi fra quelli assoggettati a:

– Interventi di Manutenzione Ordinaria (installazione di pannelli solari termici, pompe di calore per acqua e aria calda e climatizzata);

– Interventi di Manutenzione Straordinaria (installazione di pannelli fotovoltaici e altre tecnologie di produzione energetica da fonte rinnovabile, incluse le opere di manutenzione edile, utili all’isolamento dell’involucro di edifici esistenti che non ricadano però in aree tutelate o in Piani Particolareggiati).

Inoltre tutti i nuovi edifici, per ottenere gli incentivi sopra esposti, dovranno essere costruiti tenendo conto delle specifiche indicate nell’Allegato B (requisiti minimi della prestazione energetica degli edifici) ed individuate fra quelle previste nell’Unione Europea; tali edifici dovranno essere predisposti per accogliere gli impianti di produzione da fonte rinnovabile.

In poche parole la proposta del PDCS prevede l’obbligo di realizzare edifici a basso consumo energetico, capaci di non disperdere energia termica in inverno ed in grado di schermare l’ingresso del calore in estate, ma anche l’opportunità, migliorando il proprio edificio, di usufruire dei numerosi incentivi previsti.

La proposta non prevede l’obbligo di installare gli impianti per l’utilizzo dell’energia rinnovabile, ma solo la loro predisposizione, secondo le indicazioni previste nell’Allegato C. (La realizzazione degli impianti verrebbe comunque incentivata anche successivamente).

Perchè allora il Governo, pur avendo a disposizione in Consiglio Grande e Generale una proposta simile che non è costata nulla al Paese, ne ha commissionata una per il “Risparmio Energetico” all’Università (che non l’ha neppure gestita direttamente) ed un’altra sulle fonti rinnovabili a Etamax Srl?

A voi la risposta.

Ufficio Stampa del
PARTITO DEMOCRATICO CRISTIANO SAMMARINESE

San Marino, 12 agosto 2007

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