Sulla trasmissione di Report

Le preoccupazioni della vigilia sui probabili contenuti del programma di Rai 3 “Reporter” sono state positivamente superate e le aspettative dei promotori ampiamente deluse. Resta però in noi una amarezza che è tutta nostra e che va oltre il visto, il detto,il non detto ed il non visto. Non ci preoccupa affatto la pochezza di cronisti che non sanno di che cosa parlano spinti solo dal desiderio di fare odience, così come non ci preoccupa l’ intenzione del Capitano della finanza che vuole ripristinare le dogane e chiede 400 uomini per tenere a bada San Marino. Novello Alberoni? Non ci preoccupa neppure l’atteggiamento spavaldo della conduttrice che si meraviglia e stupisce del fatto che le convenzioni internazionali stanno sopra alle leggi nazionali, sarebbe sufficiente che si iscrivesse ad un corso per corrispondenza di diritto internazionale che si convincerebbe che è proprio così. Non ha per nulla modificato il nostro pensiero sul libero mercato quell’imprenditore che si lamenta della concorrenza sleale delle ditte sammarinesi solo perché hanno una minore imposta sul reddito poiché si è dimenticato che per tassare un utile bisogna prima produrlo e che questo è assolutamente indipendente dalla tassazione che seguirà; anche a lui un bel corsetto per corrispondenza non farebbe male. Ciò che veramente ci ha impressionato è stata la incapacità assoluta dei “ nostri” a difendereci da queste pesanti accuse, la loro incapacità a sostenere la legittimità di San Marino nel mercato italiano, in quello europeo ed in quello mondiale. Ci ha impressionato l’annuncio fatto sulla ipotesi di chiudere 3 o 4 banche senza conoscerne le motivazioni. Soprattutto ci preoccupa e ci indigna questa continua guerra fra personaggi politici che minacciano querele, annunciano scandali, si rimpallano le responsabilità, si minacciano a vicenda. Questo è il vero scandalo! I rapporti con l’Italia si devono sistemare e devono essere ricondotti nell’alveo della collaborazione e dell’amicizia; ciò ci sembra possibile e fattibile in tempi brevi: le premesse ci sono tutte e i due Ministri degli esteri sono impegnati su questa linea da noi pienamente condivisa e sostenuta.
L’unico ostacolo al raggiungimento di questo importante obiettivo di far riprendere fiducia nel sistema San Marino possiamo essere solo noi stessi, la nostra politica conflittuale, il nostro pressapochismo, il nostro adagiarsi su ipotesi miracolistiche che non si possono avverare. Non si può continuare a perdere altro tempo perché il tempo è ampiamente scaduto. Occorre passare dalle parole ai fatti; occorre ritrovare unità, rialzare la testa, andare di nuovo orgogliosi del nostro San Marino che non ha bisogno di protezioni ma di una classe politica seria e disposta ad qualsiasi sacrificio pur di raggiungere questo risultato. E’ un invito che noi facciamo e che speriamo sia ascoltato ed attuato.

San Marino 11 Maggio 2009- 1708° dfR
L’ufficio stampa
Circolo del Buon Governo

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