Sull’asilo nido di Falciano. Psrs

    L’annuncio del governo della decisione di affidare ad una società privata la gestione dell’asilo nido di Falciano ha comprensibilmente suscitato molte reazioni, gran parte delle quali hanno evidenziato forti preoccupazioni per la paventata dismissione di una parte fondamentale dello stato sociale quale e’ l’istruzione.
La rappresentanza consiliare del mio partito nei giorni scorsi ha presentato una interpellanza per fare piena luce su questa vicenda che rischia di diventare l’ennesima regalia ai soliti noti a discapito delle famiglie sammarinesi che con molta probabilità dovranno far fronte a costi maggiori per dare l’opportunità ai loro figli di avere un adeguato percorso educativo.
A questo proposito uno dei principali interrogativi posti dal Psrs riguarda la qualità e la quantità degli oneri a carico della società privata a cui verrà concessa la gestione dell’asilo nido visto che l’edificio adibito a sede dell’attività e’ stato ristrutturato a spese dello Stato per l’importo complessivo di oltre 800 mila euro. A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca e quindi non vorrei che dietro a questa operazione ci sia l’intenzione di privilegiare qualcuno che nel campo dell’educazione e della formazione ha particolari interessi.
Il governo afferma che il contenimento della spesa pubblica e’ la ragione che sta alla base della scelta di privatizzare l’asilo nido di Falciano. Ebbene, personalmente ritengo che i tagli non possano partire dai fondi previsti per l’educazione e l’istruzione dei nostri figli. E’ a mio parere una scelta politicamente sbagliata. Lo Stato non può e non deve diminuire il proprio impegno a sostegno delle strutture e degli strumenti necessari a garantire adeguati percorsi formativi alle nuove generazioni. Invece il governo pare avere intrapreso la strada diametralmente opposta e cosa ancor più grave dichiara che la privatizzazione della gestione dell’asilo nido di Falciano si inserisce in un più ampio piano strategico che riguarda l’intero settore scolastico. E’ quindi una scelta ideologica di stampo liberista che copre la conquista privata di un fondamentale settore della formazione della persona, come se il pubblico fosse spazzatura e il privato oro colato.
Questo significa che nel prossimo futuro dovremo attenderci la privatizzazione anche delle scuole di grado superiore?.
Credo che sia arrivato il momento di fare chiarezza e di informare il Consiglio Grande e Generale sulle vere intenzioni del governo per quanto concerne le prospettive del sistema scolastico del nostro Paese. Non si può rimanere ulteriormente nell’ambiguità di un piano strategico segreto che nessuno conosce. I socialisti riformisti non sono legati alle ideologie ottocentesche, ma sostengono che i settori che riguardano l’istruzione, la sanità di base, la previdenza, le fonti di energia, gli organi istituzionali vadano gestiti dallo Stato. In tutti gli altri settori auspicano la ricerca di sinergie tra pubblico e privato e la socializzazione di una serie di servizi statali non strategici e troppo dispendiosi.
Il diritto all’istruzione rappresenta una conquista sociale irrinunciabile alla quale i socialisti di San Marino hanno dato un contributo determinante attraverso l’azione costante dei suoi uomini e delle sue donne che hanno ricoperto ruoli di governo. Il Psrs rimarrà coerente con gli ideali e i valori del riformismo socialista sammarinese e pertanto proseguirà la propria battaglia in difesa di un diritto fondamentale spettante alle nuove generazioni.
Sul sistema scolastico, infatti, non possono assolutamente prevalere gli interessi di pochi. Mai.
Simone Celli (Segretario PSRS)
Repubblica di San Marino, li 15 gennaio 2012

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