Sulle archiviazioni e la legge sul giusto o equo processo

Sulle archiviazioni e la legge sul giusto o equo processo

Leggendo alcuni articoli comparsi sulla stampa di sabato, mi corre l’obbligo di precisare alcune cose riguardo all’archiviazione di numerosi fascicoli pendenti presso il Tribunale Unico.

Il periodo transitorio, quello cioè intercorrente tra l’entrata in vigore della legge sul “giusto processo” e il 1° giugno 2009, si è reso necessario per dare modo ai Giudici e ai Cancellieri di introdurre le nuove procedure in maniera graduale.

L’altro aspetto che si è deciso di affrontare con un intervento una tantum riguarda i fascicoli “dimenticati” nei cassetti, quelli cioè per cui il tempo assegnato per il completamento della fase istruttoria è già scaduto. Si è stabilito quindi che in questi casi, qualora in questi nove mesi non si fosse giunti ad un rinvio a giudizio o ad una archiviazione, il fascicolo sarebbe passato all’archivio, in modo da sfoltire il pendente e riservare i dibattimenti per i procedimenti che hanno la possibilità concreta di pervenire a conclusione.
La ratio stessa della legge è quella di avere tempi più stetti per l’istruttoria proprio per evitare che i procedimenti si trascinino troppo a lungo in questa fase e finiscano per occupare il calendario delle udienze dibattimentali pur sapendo che sono destinati a cadere in prescrizione in primo grado o prima del giudizio d’Appello, sottraendo cioè risorse umane e temporali fondamentali che vengono sottratte ad altre cause.

Sottolineo tuttavia che il Giudice Inquirente in questi nove mesi poteva accelerare l’iter dell’istruttoria ovvero disporre la proroga del periodo concesso fino alla metà del tempo occorrente per la prescrizione, applicando cioè la deroga prevista dalla legge per quei casi in cui l’indagine poteva avere una conclusione positiva.

Capisco le esigenze giornalistiche che portano spesso a cercare l’espressione più suggestiva, ma inviterei ad evitare paragoni infelici con altre realtà quali quelli indotti dal termine “indulto” che si riferisce invece ad uno sconto di pena successivo ad una condanna passata in giudicato. Nel nostro caso la sentenza non è giunta e per quei procedimenti non sarebbe giunta comunque in quanto le prescrizioni sarebbero intervenute sicuramente nelle fasi successive.

Eventualmente si può parlare di una inerzia investigativa che potrà essere approfondita dagli organismi competenti al fine di valutare se è stato fatto tutto il possibile per dare un esito positivo alle indagini.
È vero che la legge imponeva un aggravio di lavoro per il Tribunale, ma ad esso abbiamo dato una prima risposta distaccando personale qualificato per avviare le procedure informatiche e organizzative necessarie, anche se la lunga fase di ordinaria amministrazione precedente le elezioni ed il successivo cambio di governo non hanno certamente aiutato.

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