Teodoro Lonfernini risponde ai cittadini esteri

Nel rispondere ai concittadini che mi invitano, quale Presidente del Partito Democratico Cristiano Sammarinese, a prendere una posizione di carattere politico, in riferimento alla eliminazione di ogni discriminazione tra cittadini residenti e non, desidero precisare: personalmente sono convinto che tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro posizioni di residenza, devono avere gli stessi diritti; è sufficiente una visita al museo dell’emigrante per rendersi conto di quanti sacrifici ed umiliazioni hanno dovuto sopportare i nostri emigranti nel secolo scorso e del contributo economico dato al Paese con le loro rimesse in periodi in cui la vita sociale ed economica del Paese si trovava in uno stato di prostrazione.
Queste riflessioni, strettamente personali, mi inducono poi a ripercorrere le vicende politiche che il mio Partito, nel corso degli anni, ha intrapreso per riallacciare quel “cordone ombelicale”, che si era sfilacciato nel tempo, per mantenere un rapporto corretto con tutti i nostri concittadini emigrati in vari Paesi.
Non sto qui a ripercorrere le varie tappe e le iniziative intraprese, non voglio nemmeno sollecitare spiriti polemici che hanno caratterizzato le modifiche legislative e che hanno portato a modificare la legge elettorale.
Il mondo globalizzato e quello dell’informazione in questi ultimi anni hanno contribuito ad avvicinare i nostri concittadini sparsi nel mondo con la madre patria, superando anche quelle barriere fisiche che avevano contribuito a separare le nuove generazioni di sammarinesi da un contesto che poteva sembrare insuperabile anche culturalmente.
Sono convinto che tutte le forze politiche presenti ed in particolare il Partito Democratico Cristiano Sammarinese debbano farsi carico per superare le ultime barriere che ancora dividono i cittadini, non tanto per motivi elettorali, ma per ridare fiducia e dignità a tutti coloro che per motivi certamente non di natura egoistica hanno portato più o meno lontano dalla patria.
Personalmente mi adopererò affinché il mio Partito si renda disponibile nel corso della legislatura in avvenire ad eliminare ogni pregiudizio nei confronti del voto da parte degli elettori non residenti e quindi ristabilire un diritto politico che riaffermi in maniera piena un principio democratico per cui tutti i cittadini sono uguali, con pari diritti e doveri, di fronte alla legge.
Mi auguro che questo possa sempre rappresentare una dialettica politica che porti ad un costante confronto tra le forze politiche e la cittadinanza e che non si confonda la mia riflessione, quale risposta ad una velata e non tanto minaccia di voler rompere un dialogo durato nel tempo.
Teodoro Lonfernini
Presidente del PDCS

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