Testo del documento presentato da Teodoro Lonfernini nel Consiglio Centrale PDCS

Presidente, Segretario, CapoGruppo,

cari amici del Consiglio Centrale, della Direzione, nonché delle Sezioni,

personalmente ed insieme a tanti amici, ho condotto tante battaglie (politiche si intende); ho portato avanti sempre un percorso estremamente lineare, coerente e trasparente; ho sempre sostenuto ciò che pensavo senza infingimenti, senza strategie opache all’interno del Partito ed all’interno delle istituzioni.

Siamo in questi anni, nonostante gli sforzi e le lotte, passati attraverso tempeste enormi che hanno riguardato senza dubbio le persone che conducevano il Partito, ma hanno colpito il cuore dei nostri valori e principi; possiamo tranquillamente affermare che hanno toccato i sentimenti più intimi di tanti di noi.

Siamo passati attraverso sconfitte notevoli, quali referendum, elezione locali (giunte di castello), elezioni generali (politiche); siamo stati protagonisti di momenti di confronto importanti come consigli centrali intensi, conferenze programmatiche, congressi generali; ci siamo impegnati in questi anni per una politica nuova, ma purtroppo, l’abbiamo fatta in molti casi in maniera falsificata, mi dispiace dirlo, perché senza dubbio, la nostra politica doveva rispecchiare di più la volontà della gente comune e soprattutto, doveva tutelare e rispettare gli interessi di tutti e non solo di chi è stato abituato a chiedere; viene sempre il Paese “prima di tutto” (ricordo il nome della nostra coalizione se esiste ancora!).

Tante “scintille” altri amici ed io abbiamo cercato di far scattare, ed attraverso quel calore, si è cercato di stimolare una riflessione approfondita, eppure, nulla è cambiato o meglio, non ciò di cui ha bisogno veramente il Partito e non sono nuovo nel sostenere queste opinioni e soprattutto mi sono sempre impegnato per un rinnovamento in senso ampio e lato e non fine a se stesso.

Il sistema, l’ho affermato anche di recente in maniera pubblica, come sempre faccio tra l’altro, è ancora marcio, troppe sono le interferenze esterne a cui prestiamo “condizionata” attenzione, la voglia di mantenere gli equilibri è ancora presente, la voglia di sottomettere un rivale politico è ancora vivo, il desiderio di escludere un collega è l’azione quotidiana, il concetto di politica priva di contenuti ma del “dividi ed impera” per troppi è ancora il vangelo.

Basta con il lento declino.

Non è un “attacco” (uso un termine che non mi piace a prescindere) al Segretario, al Presidente o al Capogruppo, anzi una parte di me, quella esclusivamente personale, gli trasferisce solidarietà, ma la politica e soprattutto l’opportunità politica, sono un’altra cosa.

Questo gruppo dirigente, sicuramente compreso il sottoscritto, ahimè ed a mio modo di vedere, non è in grado di poter portare avanti un cambiamento determinato e soprattutto necessario.

Troppe sono le condizioni che vi o ci frenano, troppe sono le azioni che non potete portare avanti perché in conflitto di intersesse (legittimo sia chiaro) o perché inopportuno in termini di confusione di propri ruoli professionali con quelli politici e tutto questo, va a discapito di una azione convinta di voi stessi prima e del Partito poi e quindi, a discapito di tutti noi; non è cosa nuova per il sottoscritto sostenere ciò, in quanto anche con la segreteria di Marco Gatti sostenevo che, a causa dei nostri limiti condizionati da fattori extra-politici e che poi si riversavano in una azione politica debole, si sarebbe riscontrato una forte flessione di consenso e gradimento da parte della gente, la nostra gente.

Ora, desidero un cambiamento vero, reale, desidero un partito che sappia rispecchiare nuovamente quella volontà della gente e soprattutto sappia tutelare e rispettare gli interessi di tutti e non solo attraverso il rincorrere altri, come in questo caso stiamo facendo nei confronti della imbarazzante coalizione di adesso.sm, ma avviando in maniera concreta quella azione “politica” che sviluppi e approfondisca i temi importanti del nostro Paese (faccio riferimento alle politiche sociali, del mondo del lavoro, degli anziani, dei giovani, della economia, le politiche del territorio, le politiche internazionali, le politiche istituzionali e costituzionali) attraverso le quali si esprima poi, in maniera convinta, la Politica, quella che il detto sostiene, con la “P” grande; molto grande.

Lavorerò ancora per quell’obbiettivo e soprattutto con quello spirito ma, se da parte di tutti non sarà così, se da parte di qualcuno esiste ancora un desiderio latente di fare altro (magari proprio quella politica piccola che a qualcuno è piaciuta tanto), allora in maniera altrettanto trasparente, onesta, oggettiva, senza infingimenti e senza strategie opache, sarò anche disposto a pensare il mio impegno politico in un qualcosa di nuovo, in un qualcosa che possa rappresentare tutti ma soprattutto che possa coinvolgere tutti.

Non intendo con questo una mia partecipazione in realtà già esistenti come movimenti o come partiti già costituiti (non farebbe parte del mio vissuto politico e sono tutti nelle condizioni di offrire le stesse cose, sempre e da sempre, e non farei nulla di diverso da chi ha già fatto tutto ed il contrario di tutto); intendo nel caso una realtà fatta tra la gente e con la gente, una realtà che possa rispondere alle esigenze del nostro Paese sotto l’aspetto politico in maniera estremamente attuale moderna ed efficiente.

Mi auguro sentitamente che questo si possa generare e rappresentare attraverso il nostro Partito, il mio Partito, quel Partito che è il “binario” da seguire per tutti noi o meglio sino ad ora certamente lo è stato ma, ormai da qualche tempo a questa parte, nonostante i tentativi di rinnovamento reale, ancora è fermo alla “stazione di partenza”.

Cambiamo le regole di base del funzionamento del Nostro Partito, delle nostre organizzazioni presenti o di quelle che verranno, ma soprattutto cambiamo le regole base per il funzionamento del nostro Paese; dobbiamo avere oggi il coraggio che ci è mancato in tanti anni.

Il prossimo anno festeggeremo l’anniversario dei 70° anni dalla costituzione, vorrò esserci e forse ci sarò in qualunque caso ed in qualunque forma (anche se dovesse essere diversa, anche se questo ulteriore tentativo dovesse cadere nel vuoto), semplicemente perché vorrò portare omaggio a tutti quei valori e principi, a tutte quelle azioni politiche, a tutte quelle persone che hanno fatto grande il PDCS e di conseguenza il nostro Paese ma che ora sono, a causa dei nostri errori e delle nostre errate azioni o interpretazioni, un lontano ricordo.

Dunque per riprendere il giusto sentiero, chiamiamolo con grande umiltà anche solo “carraia”, sono certo sia necessario adottare elementi di lavoro non più rinviabili per arricchire nuovamente di innovatività e rinnovamento la cultura di un Partito democratico a forte rappresentanza popolare.

Ricordo, che a marzo scorso ci siamo interrogati celebrando anche il Congresso Generale; ci siamo interrogati viste le varie vicessitudini vissute, se prendere la strada per rinascere o quella per morire (politicamente si intende) e proprio per questo non voglio continuare a vivere (sempre politicamente) con il timore di aver preso il bivio sbagliato e dunque, per non aver quel timore, dobbiamo agire “oggi” per non “sopravvivere” con un grande rimpianto.

Dentro a tutto questo non c’è alcuna dietrologia, gruppo o strategia (vi prego di non pensare in maniera strumentale come in tante altre circostanze si è fatto); dentro a tutto questo, c’è solo la voglia e il desiderio di chiedere se anche voi come me, volete cambiare; se la risposta è favorevole, allora firmate questo “pensiero” e facciamo diventare la nostra azione pura e senza tentennamenti.

Elementi per una reale rinnovata azione politica :

– chiarimento interno costante

– analisi costante dell’attualità dello Statuto del Partito

– coinvolgimento e confronto costante

– scelte e strategie condivise

– conduzione politica del Partito trasparente

– chiarezza del ruolo del Partito rispetto all’azione Consiliare

– metodi e forme di azione politica

– capacità di coinvolgimento di soggetti non membri effettivi dei nostri organismi

– politica dei grandi temi di interesse del Paese

– comunicazione

Grazie

Buon Lavoro a tutti.

Teodoro Lonfernini – membro del Consiglio Centrale, di Direzione e del gruppo Consigliare.

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