Tito Masi (Ap), Conto Mazzini: lettera al Direttore di La Tribuna Sammarinese per articolo di Marco Severini

Segue articolo di Marco Severini pubblicato su La Tribuna Sammarinese

CONTO MAZZINI: CHI NON VUOLE LA VERITA’ ?

Caro Direttore,
          sono rimasto stupito, per non dire esterrefatto, non tanto dalle tesi farneticanti e dal livore denigratorio con cui il Direttore di Giornale.sm si è rivolto a me, a Valeria Ciavatta, alla Commissione Antimafia e a Mario Venturini, quanto dalla decisione di Tribuna di fare da megafono a tali opinioni, se opinioni si possono definire, e di rilanciare non solo queste ma anche gli astiosi e gratuiti attacchi personali, ai quali di certo non vale la pena di rispondere.
Se è doveroso per un giornale dare conto del pensiero dei cittadini, distinguendo tuttavia fra le idee e le offese, converrai che è piuttosto inusuale che un quotidiano riporti integralmente, addirittura senza commenti, l’editoriale del Direttore di un altro organo di informazione, soprattutto quando è chiaramente privo di qualsiasi fondamento.
Per quanto riguarda il merito delle accuse rivolte, dovresti concordare che è decisamente ridicolo sostenere che Tito Masi e Valeria Ciavatta vogliono impossessarsi del Tribunale e interferiscono sull’operato dei giudici, quando tutti conoscono le battaglie personali e politiche che abbiamo condotto in tanti anni a difesa dell’indipendenza della magistratura e contro i tentativi di condizionarne l’operato posti in essere da ben altri personaggi. Non parliamo poi del tentativo più che evidente di sminuire la portata e la gravità di quanto emerso a proposito del conto Mazzini. Contrariamente a quanto è stato scritto, Alleanza Popolare non ha alcuna acredine nei confronti dell’UPR e non ha nel mirino i suoi esponenti né ha espresso alcuna condanna preventiva, ma non è accettabile sostenere che nulla è successo e tentare di riportare le vicende venute alla luce a “beghe politiche” o ad una “guerra per bande”, come ha titolato Tribuna qualche giorno fa.
Un dettagliato rapporto di polizia giudiziaria ci racconta del giro vertiginoso di conti correnti e libretti con nomi di fantasia per oltre 5 milioni di euro (cinque milioni di euro!) dai quali noti prestanome ed alcuni uomini politici, e non solo dell’UPR, hanno attinto a piene mani.
Vogliamo fare finta di niente o è doveroso chiedersi, semplicemente, da chi proviene questa enorme massa di denaro e chi e con quali finalità ne ha beneficiato? E’ sbagliato sollecitare il Tribunale a fare chiarezza e giustizia nei tempi più brevi possibili? Indipendentemente dagli aspetti giudiziari, sui quali si esprimeranno i magistrati, è giusto o meno chiedere alle persone coinvolte, in quanto esponenti politici che devono rendere conto del proprio operato di fronte ai cittadini, di dare spiegazioni?
Tutto qui. Per il resto non mi preoccupo di certo se il Direttore di Giornale.sm è in guerra con i giornalisti de L’informazione, che l’hanno denunciato ottenendo dal Tribunale la sua condanna definitiva, se imputa loro di pubblicare documenti giudiziari, quando lo stesso li utilizza continuamente strumentalizzandone il contenuto per i propri fini, se attacca con violenza e cerca di delegittimare i magistrati di cui non condivide l’operato e poi si fa paladino dell’intero  Tribunale di fronte a rilievi critici ma civili e documentati di altri, se ha in odio Alleanza Popolare ed i suoi rappresentanti, se si pavoneggia per essere un giornalista antimafia e poi, con lo scopo evidente di difendere le persone più screditate sul piano morale, con le quali ha stretti rapporti, sbeffeggia e ridicolizza il lavoro svolto dalla Commissione Consiliare Antimafia, che ha fatto emergere per la prima volta gli intrecci fra affari, politica e mafia a San Marino.
Con viva cordialità.

San Marino 8 dicembre 2013

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Articolo di Marco Severini pubblicato su La Tribuna Sammarinese, sabato 7 dicembre

San Marino. Valeria Ciavatta e Tito Masi (Alleanza Popolare) vogliono mettere le mani sul Tribunale? …. di Marco Severini

La sensazione
che sia l’ultima degli eletti che e il secondo dei non eletti in casa AP,
all’anagrafe Valeria Ciavatta e Tito Masi, vogliano mettere le mani
sull’indipendenza del Tribunale si fa sempre più forte. il potere politico, che
non contento della Magistratura, la voglia controllare!

La prima,
Valeria Ciavatta, ha detto in un improvvido comunicato stampa:  ’gli
organi istituzionali chiedono sempre al Tribunale di fare presto
: per
sgomberare le lunghe ombre proiettate su organi dello Stato che, in quanto
tali, dovrebbero essere riconosciuti come autorevoli e legittimamente operanti,
sia dai cittadini che dagli interlocutori esterni”. 

Una
dichiarazione che è una chiara e palese un’interferenza sull’operato della
magistratura, organo supremo ed indipendente, alla quale la Valeriona
nazionale non chiede di lavorare bene, nel rispetto delle regole, ma solo di
fare presto
. Ovvero consegnare ad una certa parte della politica, la sua
parte ovviamente, la testa dei ”colpevoli” della vicenda del ”conto Mazzini”,
che vorrebbe essere sotto la bandiera di alcuni partiti di opposizione. Ma ci
sono poi dei colpevoli? e che cosa è stato provato che hanno fatto?

Ma c’è di più!

Infatti nel suo comunicato
stampa Valeria Ciavatta scrive ‘Una speciale commissione d’inchiesta
avrebbe potuto interferire con le indagini giudiziarie che sembravano in
stadio avanzato
, per cui il Consiglio ha deliberato che la Commissione
consiliare per gli Affari di Giustizia dovesse essere informata il prima
possibile
per poi riferire al Consiglio stesso per consentirgli di
accertare eventuali responsabilità legate all’esercizio di incarichi pubblici –
prosegue -. La Commissione ha chiesto il riferimento del magistrato
dirigente ed ha accettato l’opposizione del segreto istruttorio a più riprese.

Un segreto assoluto, in virtù del quale la Commissione non ha avuto
informazioni su nulla, neppure sui fascicoli e sui tempi presumibili per la
conclusione della fase inquirente.’

Valeria Ciavatta
entra, quindi a piè pari, sull’operato della Magistratura, organo indipendente
e supremo, non capendo che la stessa Magistratura sta solo rispettando la
legge, peraltro approvata dal Consiglio Grande e Generale, e che una volta
finito il suo lavoro procederà all’archiviazione o al rimando a giudizio di
eventuali indagati politici che pare non esserci allo stato delle cose. Infatti
gli unici due indagati sono l’ex Direttore della Bcs, Gilberto Canuti, e
Giuseppe Roberti. Sarà da vedere poi se questi saranno colpevoli e se sia
chiaro il reato presupposto che sta alla base del reato di riciclaggio. Al
momento non sappiamo se ci sia. E noi non dobbiamo saperlo!

La Ciavatta,
memore dei suoi insuccessi politici di questi anni, vorrebbe bissare quello del
disastroso censimento – che l’ha vista madrina indiscussa – con una commissione
parlamentare ad hoc per il conto Mazzini. Questa è la verità diciamocela tutta.
Inutile Valeria che ci giriamo tanto attorno.

Vorrebbe imitare
l’altrettanto disastrosa Commissione parlamentare antimafia che di antimafia
aveva solo il nome. Infatti, quest’ultima, fu una vera e propria commissione
elettorale grazie alla quale Mario Venturini & co. ”eliminò” di fatto dalla
scena politica i vecchi big degli anni ’90 e 2000. Ma contro la Mafia non operò
in alcun modo, o ben poco. Almeno così mi sembra di aver visto!

Ora si capisce,
indubbiamente, che Valeria Ciavatta vorrebbe fare una cosa simile. Solo che ora
nel mirino ci sono gli Upr, Stolfi e forse qualche altro politico a lei
probabilmente avverso. Ricordiamoci sempre che l’Upr potrebbe entrare in Dc e
cambiare gli assetti politici, peraltro già precari, dove Ap con i suoi pochi
voti ha comunque il suo spazio. E’ giusto anche ricordare che in Ap non tutti
hanno le stesse velleità della Ciavatta. Infatti ci sono persone anche molto
preparare e che riflettono.

Non importa se
ancora la Magistratura stia lavorando su questo caso e se il tempo previsto per
la fase inquirente non sia esperita, conclusa. Valeria Ciavatta ha fretta di
emulare il suo compagno di partito in un’altrettanto sciagurata Commissione
elettorale – le premesse ci sono tutte – che alla fine è un dato certo che
non porterà nulla di nuovo
.

Imbarazzante
dovrà essere per la consigliera di Ap scoprire che i suoi piani siano stati
miseramente scoperti.

Addirittura nel
suo comunicato stampa, non riuscendo a contenere la sua voglia di ”ghigliottina
mediatica” dice: ”Il rischio di inquinamento delle prove è reale, questo
caso rende evidente la necessità di rivedere alcune norme della legge sul
giusto processo alla luce della sua applicazione”. 

Ma chi ci crede?
Nessuno!

I fatti del
fascicolo ”Conto Mazzini” risalgono ai primi anni 2000 sino ad arrivare al
2006. Ci deve spiegare come, dopo ben 2 anni dall’apertura del procedimento si
possa ancora inquinare le prove? Sciocchezze!

In spregio alla
legge sul giusto processo – che ovviamente lei vorrebbe eliminare – che concede
alla Magistratura un tempo predeterminato per svolgere indagini e, cioè 1/3
della pena massima prevista, Valeria Ciavatta non rendendosi conto delle
castronerie che scrive sollecita il Tribunale a far presto. Contro proprio
quella legge.

Infatti scrive: ”Il
Consiglio Grande e Generale e la Commissione hanno atteso ed attendono che il
Tribunale faccia il suo lavoro e rimetta loro gli atti utili ad accertare le
responsabilità politico-istituzionali, rispetto alle quali non rilevano
archiviazioni, prescrizioni o condanne in ambito penale – conclude -. Eventuali
indebiti comportamenti in ambito politico istituzionale devono infatti essere
perseguiti e le istituzioni devono svolgere i loro compiti, non potendo
rimanere relegate in una condizione attendista per troppo tempo”
.

Quel tempo che è
previsto dalla legge, e non certo dovuto ai capricci di questo o quell’altro
politico, che ripeto non possono in alcun modo interferire con l’azione di un
organo indipendente di questo stato che è il Tribunale. Forse questa cosa non è
ben chiara alla Valeriona nazionale.

Ancora più
bizzarra sembra essere la posizione di Tito Masi, l’ex Presidente della
Fondazione Carisp e politico di Ap sonoramente trombato nelle scorse elezioni
politiche dal basso delle sue 173 preferenze. Non è mistero che quando ha
finito il mandato di Presidente dalla Fondazione Cassa di Risparmio molti suoi
collaboratori abbiano gioito. E’ sempre lui quello che – durante quest’ultimo
mandato di Presidente – è andato a parlare con Di Vizio a Forlì: quelle
imbarazzanti deposizioni solo in parte sono venute a galla nei media
sammarinesi.

L’anziano Masi dice
all’emittente di stato sammarinese: ”La Magistratura non brilla per
rapidità ed efficacia
“. Non capendo, invece, che vi è una legge che
garantisce alla stessa Magistratura il tempo necessario e non scaduto per le
indagini. Guai se non ci fosse la legge sul giusto processo, la legge Foschi.
Sarebbe il caos!

Masi riconosce – è scritto nel
sito di Smtv – ad alcuni giornalisti il merito di aver fatto emergere i nomi
degli esponenti politici coinvolti. 

Rispettiamo,
come sempre, le opinioni degli altri anche se – come in questo caso – siano
campate in aria e prive di fondamento. Masi dovrebbe sapere, dato che la legge
è stata approvata quando lui stesso aveva responsabilità di governo, che la
legge sul giusto processo vieta la pubblicazione di notizie di fascicoli che
ancora sono in fase istruttoria, proprio per non svilire l’azione dei
magistrati. Ed inficiare tutto il processo.

E’ grave quello
che ha detto Masi. Invece di redarguire i giornalisti che hanno violato la
legge, ci si complimenti con gli stessi. Un dubbio che possano non essere
colpevoli non è nemmeno sfiorato al brillante Masi?

Dopo aver letto
queste dichiarazioni, (peraltro dimenticandosi letteralmente di quello che è
successo a Marco Gatti) domandiamoci tutti se sia necessario perdere ancora tempo
dietro a queste beghe politiche da quattro soldi che non porteranno a niente,
ma se – invece – sia meglio cercare di risollevare questo paese e cercare di
rilanciarlo. La gente è senza lavoro e senza soldi.

Se lo ricordino
bene i benestanti Masi e Ciavatta! Altrochè interferire nel lavoro della
magistratura!

Buona giornata!

Marco Severini –
Direttore del Giornale.sm

 

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