Unione per la Repubblica: questione giochi

COMUNICATO STAMPA

 

L’Unione Per la Repubblica ha sempre pubblicamente
dichiarato il suo favore per il rilancio del settore dei giochi della sorte,
con particolare riferimento alla Giochi del Titano e al centro storico, da un
punto di vista normativo e tecnico mantenendo la posizione dominante da parte
dell’Eccellentissima Camera. Un settore che, se sviluppato, potrebbe fungere da
apripista favorendo nuovi interventi sul settore turistico. UPR, in questa
legislatura, ha depositato interpellanze, emendamenti alla Legge di Bilancio ed
Ordini del Giorno per favorire delle iniziative da parte del Governo. Governo
che non ha mai preso in considerazione la nostra disponibilità in più di
un’occasione. A partire dal rinnovo del CdA della Giochi del Titano, per poi
passare al rinnovo del contratto al Direttore della GdT (promosso a vero e proprio “dominus”,
in barba all’intero Consiglio
Grande e Generale, nella scelta
definitiva
della nuova sede della Giochi del Titano
) ed
arrivare infine alla recente emissione del Decreto. Gli ultimi due aspetti, in
particolare, sono avvenuti (cosa ancor più grave e stigmatizzabile) dopo il
dibattito consiliare – da noi promosso – su cui si è cercato di definire un
percorso pur annacquato nella genericità finale dopo le estenuanti mediazioni
interne alla maggioranza tra chi è palesemente pro e contro il settore. Il
Decreto, emesso dal Governo qualche settimana fa, richiede però un’analisi
politica sotto due diversi aspetti; aspetti che non possono essere sottaciuti
nonostante il periodo feriale.  Il primo,
il più scontato: Il Segretario alle Finanze lo ha definito necessario per
ridare competitività al settore. Non a caso si è dichiarato soddisfatto del
decreto 126 – che tra le altre cose apre al poker e al black jack, anche fuori
dall’ambito dei tornei – il direttore della Giochi del Titano, secondo il quale
serviva una risposta urgente all’offerta che si trova in Italia, dove sono
attivi anche 200 Casinò on-line ed è possibile giocare sui telefonini. Il
secondo, ovvero la grande novità: tra le fila della maggioranza assistiamo –
con l’emanazione del Decreto – quindi ad una vera e propria conversione tra
chi, in questi anni, ha visto nei giochi della sorte un settore da disincentivare.
Abbandonando le storiche posizioni di denuncia e di contrasto rispetto a questo
settore. Sarebbe gustoso riprendere l’ampia letteratura – disponibile peraltro
via web – fatta di interpellanze, esposti e dichiarazioni “tranchant” sulle
sorti di questo settore e magari compararla con gli atti poi messi in campo
successivamente. Il dibattito di settembre, in sede di ratifica, si profila già
come un confronto molto curioso.

 

 

UNIONE PER LA REPUBBLICA

 

San Marino, 19 agosto 2014

 

 

 

INTERPELLANZA UPR 28 APRILE 2014

 

Il Consiglio Grande e Generale, lo scorso 28 febbraio,
dopo aver sentito il riferimento del Segretario di Stato per le Finanze sullo
stato e lo sviluppo del comparto dei giochi della sorte ha approvato – con i
voti della sola maggioranza – un apposito Ordine del Giorno. In quell’occasione
il Gruppo Consigliare UPR ha ribadito la necessità che il comparto dei giochi
mantenesse la capacità di produrre effetti per le risorse pubbliche e per
l’occupazione di fronte alle mutate condizioni del mercato di riferimento, in
particolare per l’evoluzione dell’offerta di gioco sviluppata nei territori
circostanti. L’Ordine del Giorno rilevava poi la necessità di creare le
condizioni affinché l’offerta sammarinese potesse tornare ad offrire un mix di
prodotto e condizioni che la rendano diversa ed attrattiva rispetto ai
competitori. In tal senso dava mandato al governo di intervenire sul piano
legislativo attraverso una proposta di modifica del decreto delegato 25 luglio
2011 n.114, con l’intento di aggiornare le disposizioni esistenti alla naturale
evoluzione del mercato dei giochi della sorte al fine di: ridefinire le
categorie di giochi ammesse nelle sale della Giochi del titano, con
l’introduzione di nuove categorie di gioco, macchine elettroniche e possibilità
di aumento dell’importo della puntata per singola postazione, qualora il gioco
consenta più puntate contemporanee. Non solo, l’Ordine  del Giorno impegnava il Governo ad attivarsi
presso l’Ente di Stato dei Giochi per una verifica sulle autorizzazioni in
forma temporanea di apparecchi, al fine di realizzare una proposta di
regolamentazione e monitoraggio degli apparecchi stessi. Sicuramente il punto
politicamente più importante, era però quello in cui il Governo si sarebbe
dovuto impegnare ad attivarsi celermente presso gli organi sociali della Gdt:
“affinché presentassero una serie di proposte per la nuova ubicazione che
rappresentino la migliore soluzione in termini di funzionalità, sicurezza,
ospitalità, intrattenimento; rappresentando con chiarezza e trasparenza le
migliori offerte economiche anche in relazione alla forma di investimento
prescelto; a procedere a un ampliamento ed arricchimento dell’offerta di gioco
in relazione all’opportunità di una seconda sede della Gdt nel centro storico o
nei suoi pressi, funzionale a un arricchimento di offerta di intrattenimento
turistico”. Dopo l’approvazione di questo Ordine del Giorno tutto è caduto
nel silenzio. Pur sapendo tutti molto bene quanto l’attuale sede sia stata,
fino ad oggi, costosa e limitante.

Per questo interpelliamo il Governo per conoscere:

 

1) Se si è attivato con il CdA della Giochi del Titano
in riferimento alla ricerca di una soluzione per la nuova sede;

2) In caso affermativo chiediamo di conoscere
esattamente quali e quante soluzioni abbia proposto il Consiglio di
amministrazione per risolvere questo problema;

3) Quali proposte sono, invece, emerse in merito
all’apertura di una nuova sede nel centro storico;

4) Quali ragioni, invece, rallentano l’adozione, sul
piano legislativo, di una proposta di modifica del decreto delegato 25 luglio
2011 n.114 al fine di aggiornare le disposizioni esistenti alla naturale
evoluzione del mercato dei giochi della sorte.

 

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