Upr. L’emergenza politica deve sfociare in un governo ‘nazionale’

Hanno riscosso un grande eco mediatico le parole del Presidente dell’Associazione Nazionale dell’Industria sammarinese (ANIS) Ing. Paolo Rondelli.
Non poteva essere diversamente dati i drammatici contenuti lanciati nel corso dell’intervista segnata da una forte preoccupazione per il futuro delle imprese e per la mancanza di prospettive reali.
Parole dure che, pronunciate proprio dal leader della più importante e storica organizzazione economica presente in territorio, non devono e non possono essere lasciate cadere nel silenzio.
Non solo per la critica verso l’evidente incapacità di azione del Governo ma per il quadro – ormai innegabile – emergenze che pendono sul nostro Stato.
ll Presidente dell’ANIS vede nel fallimento della politica il principale impedimento per uscire dalla crisi.
Si tratta di un’analisi assolutamente veritiera e condivisibile – stante il tenore della situazione – ma incompleta.
Noi riteniamo, infatti, che – oltre ai limiti della politica – sia emersa in questi anni una vera e propria crisi di rappresentanza che – a larga scala – ha coinvolto i partiti tradizionali, i movimenti politici ma anche le stesse categorie economiche e le forze sociali.
Non a caso il quadro di recenti scissioni, della nascita di nuove forme di rappresentanza economica e sociale ha toccato anche realtà consolidate come le categorie economiche e le forze sociali.
Uno dei motori di questo fenomeno è stato certamente determinato dal mancato rinnovamento – in talune posizioni di vertice in seno a queste realtà – limitandone la propria capacità di lettura della società e del mondo che sono chiamate a rappresentare.
Parliamoci chiaro: oltre alla consolidata casta politica, in questi anni venti anni, si sono altrettanto consolidate posizioni forti nel mondo delle categorie economiche e delle forze sociali.
Si tratta di un dato acquisito che, però, nel bene e nel male ha inciso su attori importanti nello svolgimento del dialogo sociale di uno stato.
Un dato acquisito che, in questi anni, ha riproposto le stesse logiche, le stesse trame e gli stessi giochi delle parti all’interno di un quadro di reciproche convenienze.
Siamo di fronte ad un’emergenza nazionale e, proprio per questo, servono proposte.
Per l’Unione Per la Repubblica occorre – partendo dalle posizioni anche forti del Presidente Rondelli – riprendere il nostro destino in mano facendo tutti un passo indietro in favore di una solidarietà nazionale che veda l’appoggio di tutti coloro che con buona volontà intendono dare un aiuto al Paese.
E’ necessario l’appoggio di tutti, anche di coloro che sono fuori dal Consiglio Grande e Generale.
In questi mesi abbiamo più volto ribadito l’assoluta necessità di costituire un “Governo di Responsabilità Nazionale” aperto anche ai contributi delle forze sociali e economiche e in grado di affrontare alcune emergenze per poi restituire la parola ai cittadini.
Una proposta che nasce in ragione della gravissima crisi economica del Paese, delle nuove esigenze di adattabilità del sistema sammarinese rispetto al nuovo quadro di regole entro cui dovrà muoversi la collaborazione fra Stati e l’attività delle imprese.
Una risposta necessaria – basata su un’ampia condivisione – per dare corso a quei provvedimenti in grado di determinare un nuovo quadro di regole agli operatori e per favorire il rilancio economico e la tenuta dello stato sociale.
Siamo convinti che, oltre all’UPR e alla presa di posizione del Presidente Rondelli, ci siano altre figure e realtà nella società sammarinese che – di fronte alle emergenze – intendano mettersi in gioco.
Il tempo però è sempre più stretto e le prospettive sempre più incerte.

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