Valentini, Finanze, sulle dimissioni di Francioni in Bcsm. Agenzia Dire

BANCHE. BCSM, VALENTINI: FRANCIONI FA POLITICA  “SONO MOLTO AMAREGGIATO E MI CHIEDO QUALE SIA LO SCOPO”
 In questo modo non si fa il sindaco revisore, si fa politica. E’ “molto amareggiato” il segretario di Stato per le Finanze, Pasquale Valentini, il giorno dopo le dimissioni dal collegio sindacale di Banca centrale di Massimo Francioni. E non tanto perche’ tirato in ballo direttamente.
 “Provate a spiegare- sottolinea l’inquilino di Palazzo Begni- come un sindaco di Banca centrale in contrasto con il collegio sindacale possa fare simili affermazioni e con quelle modalita’.
 È normale o c’e’ una strategia dietro?”. Cio’ che turba i pensieri di Valentini e’ dunque il disegno e i soggetti che stanno dietro le dimissioni.     “Non mi preoccupo per le frasi riferite alla mia persona, ma per il tipo di San Marino che hanno in mente e per l’operativita’ che vogliono dare al sistema”. Non solo. “Mi domando come loro possano tirarci fuori dalla situazione che vive il Paese”. Senza dimenticare, aggiunge, che “le dimissioni sono state prima annunciate alla stampa e poi presentate, e arrivano a poche settimane dalla scadenza naturale del mandato”. Secondo il titolare delle Finanze Francioni, e altri come lui, e’ dunque mosso da interessi politici. E per capirlo “basta mettere insieme quanto e’ stato detto e scritto in queste ultime settimane, affermazioni cui e’ difficile dare dignita’”. Il fatto e’, prosegue, che “spesso si piange per le restrizioni che ci sono, ma che sono dovute a chi negli anni non ha operato nella legalita’”.  Insomma Francioni non si e’ comportato da sindaco revisore, ha deciso di fare altro: “Ma se si fa politica- attacca Valentini- non si fa il sindaco. È palese. Non esistono altri casi del genere di dichiarazioni dei collegi sindacali”.
    Il segretario di Stato ricorda che un primo annuncio di dimissioni era stato dato da Francioni prima dell’audizione dei vertici di Banca centrale in commissione Finanze. Ma poi nel successivo consiglio direttivo di Bcsm “si era scusato dicendo di avere esagerato. Dopo una settimana ha di nuovo cambiato idea e cio’ fa pensare”. I dubbi rimangono in Valentini e sono molto forti: a preoccupare, precisa, e’ “la visione che ha una persona che fa una cosa come questa. Il sindaco svolge un’azione e questa non e’ la sua. Deve dire cio’ che ha in testa: non e’ un problema di sindaco ma di fare politica”. Valentini teme anche le conseguenze per il Paese, gia’ in difficolta’, e si chiede “lo scopo di queste persone, dentro e fuori San Marino”. Ma forse, aggiunge, “la strategia e’ evidente”. Il riferimento e’ alle interpellanze in successione sull’operato di Bcsm del senatore dell’Italia dei Valori, Elio Lannutti. Che ci sia un disegno complessivo dietro?
 “Di sicuro- risponde Valentini- c’e’ una contraddizione profonda: da una parte si dice che Bcsm favorisce il riciclaggio di alcuni gruppi italiani, dall’altra che fa morire il sistema. Delle due, una, e per me nessuna delle due. Si cerca solo di condizionare l’opinione pubblica”. Ma Valentini resta “fiducioso nell’intelligenza delle persone, che spero si rendano conto di quanto sta accadendo”.

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