martedì 21 maggio 2019 22:53
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

"Uno scippo ai cittadini del diritto di scegliere da chi essere governati". Antonio Fabbri

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"Uno scippo ai cittadini del diritto di scegliere da chi essere governati" 

La maggioranza per il “no” al referendum elettorale: “Comunque vada l’esito referendario non metterà in discussione la legislatura”

Antonio Fabbri

Una proposta peggiorativa che scippa il diritto dei cittadini di scegliere da chi essere governati. Un referendum che, comunque vada, non metterà in discussione la legislatura. Lo dicono a chiare lettere gli esponenti della maggioranza. “Il quesito – dice il Segretario di Ssd, Alessandro Bevitori - chiede la modifica della legge elettorale. Noi siamo apertamente e nettamente per il no. Per un semplice motivo, non perché non vogliamo modificare la legge o porvi dei correttivi, ma perché il problema è la proposta.

La soluzione avanzata con il quesito peggiora di molto l’attuale impianto normativo. Con l’attuale legge elettorale il cittadino sa perfettamente chi vota e chi lo rappresenterà, come maggioranza e come governo. Con la modifica che si propone le cose cambieranno di molto e si ritornerà all’era della politica dei dinosauri, dove le alleanze venivano decise nelle segrete stanze dei partiti, dove i vertici si riunivano dopo la consultazione elettorale e lì decidevano le sorti del nuovo governo. Lì la volontà dell’elettore non contava più e veniva fatto un ballottino post voto sulla testa dei cittadini. Noi riteniamo invece che chi vota debba essere informato e consapevole di chi lo governerà

Gli fa eco Luca Santolini, di Civico 10, che specifica: “Notiamo che si tenta di buttarla in politica per trasformare un referendum sulla legge elettorale in un referendum contro il governo. Non è così, e riteniamo che i cittadini debbano valutare e informarsi nel merito dei quesiti. Cosa importante per i cittadini, da quando è stato abolito il quorum, è comprendere che ogni voto conta ed è importante che vadano a votare in maniera consapevole. Non si vota un referendum per mandare a casa un governo. Sono dei quesiti su materie specifiche e occorre informarsi e decidere se votare sì o no. E’ già accaduto: se si invita aprioristicamente a votare in un modo per ragioni politiche, poi si fanno dei danni. Lo abbiamo visto con il limite dei 100mila euro, che ha alimentato la fuga dei medici. I referendum si votano nel merito.

Con la modifica proposta, la mediazione politica che oggi avviene prima delle elezioni e alla luce del sole, si farà dopo e nelle segrete stanze. Ognuno correrà per conto suo per massimizzare il proprio risultato per poi trovare compromessi post voto e a questo punto i cittadini non avranno più la possibilità di valutare e giudicare. E’ veramente strano che sostengano una proposta di questo tipo anche coloro che hanno fatto della volontà dei cittadini il centro della loro attività politica”, ha detto Santolini riferendosi evidentemente a Rete. “Sia che vinca il sì, sia che vinca il no, non cambierà nulla per questo governo. Qualcuno dice che avrà chissà quali effetti, ma dopo il 2 giugno non succederà nulla – specifica Roberto Giorgetti – Anzi, questa modifica appare controproducente per chi la propone. Infatti, se dovesse passare, quando verrà il momento di votare il prossimo governo, nel 2021, non saranno gli elettori sammarinesi a decidere, che con l’eventuale modifica proposta dal quesito, voteranno una delega in bianco e saranno altri a decidere al posto loro chi governerà.

Alcune forze politiche sono imbarazzate a dichiarare agli elettori certe alleanze prima del voto. Così, con la modifica che propongono, una volta ottenuto il massimo del consenso possibile, opereranno lo scippo di un diritto agli elettori che con la attuale legge scelgono chi li governa e per fare che cosa. Non solo. Al termine della legislatura chi ha governato sarà giudicato su quanto promesso e sulla base delle alleanze e dei programmi per i quali ha chiesto il voto ai cittadini. Con la eventuale modifica della legge elettorale non sarà più così”.

Ribadisce Bevitori: “Noi siamo per il no e non siamo per modificare la legge elettorale in questa maniera. Se dovesse vincere il sì, la volontà popolare sarà rispettata dalla maggioranza e dal governo, ma chi dice che sarebbe una bocciatura dell’esecutivo, viene smentito dal solo fatto che ad essere messa in discussione è una legge di 12 anni fa, non approvata certo da questa maggioranza”.