martedì 28 gennaio 2020 15:33
POLITICA

Noi per la Repubblica risponde a Repubblica Futura

Le accuse di incoerenza rivolte da RF ad alcune forze della maggioranza hanno dell’incredibile. "Ora che sono al Governo accettano supinamente il debito estero".

Il debito non è un qualcosa che si può scegliere di accettare o meno, è invece una realtà predeterminata, un vincolo col quale – purtroppo – si è costretti a misurarsi. Se davvero ci si vuole impegnare in una analisi critica del debito si devono indagare le ragioni che stanno all’origine del debito stesso. E qui allora sì che il giudizio diventa impietoso. Ma non verso quelle forze politiche che si sono affacciate al governo per la prima volta soltanto pochi giorni fa, quanto, invece, verso chi ha creato le condizioni per un indebitamento insensato e subdolo, se non addirittura fraudolento.

L’ex maggioranza sembra aver dimenticato il disastro del suo operato. NpR però non dimentica.  Non dimentica le incessanti politiche di shock. Le dichiarazioni meschine e fuori luogo dell’ex Segretario Celli perpetuate dai suoi compagni di viaggio contro la tenuta del Paese e la magistratura. Il logoramento di Asset Banca e – di riflesso – dell’intero comparto bancario. L’opera di sciacallaggio su Cassa di Risparmio. La foga con la quale si è voluto approvare il bilancio a requiem da 534 milioni. La speculazione sulla svendita degli Npl. Le contaminazioni del Gruppo Confuorti. Le operazioni torbide con BancaCIS. Gli atti di forza. L’arroganza.

Il conto economico dei tre anni del governo degli adessini altro non è che il debito da loro lasciato in eredità. Un debito enorme. Ora, così come indicato dal Segretario di Stato alle Finanze, le opzioni di intervento possono essere più d’una. Quella di rivolgersi all’esterno – va da sé – risulta sempre la meno consigliabile, in quanto impegnerebbe non solo le finanze pubbliche, ma anche una quota importante di autonomia del Paese. La scelta dovrà essere il risultato di una serie di valutazioni composite, che tengano conto degli aspetti di sostenibilità, delle esigenze di rilancio economico, del mantenimento degli attuali livelli di welfare, delle dinamiche di rapporto internazionale e delle ricadute politiche generali. Il confronto in maggioranza su questo nodo nevralgico è forte e costante. NpR si impegnerà affinché sia individuata la miglior soluzione possibile.