giovedì 14 maggio 2020 16:46
LAVORO

San Marino. Csu contraria alla modifica dei turni di lavoro

San Marino. Csu contraria alla modifica dei turni di lavoro

"Ferma contrarietà alla proposta unilaterale del governo di modifica dei turni e orari di lavoro di quasi tutte le Unità Organizzative della Pubblica amministrazione e degli enti quali ad esempio Poste SpA".

Questa è la presa di posizione assunta dalla Centrale sindacale unitaria e dalle sue Federazioni Pubblico Impiego, tant'è che in una nota ribadiscono che "la sicurezza dei lavoratori e degli utenti, in particolare in questo momento di emergenza sanitaria, è di suprema importanza e assoluta priorità: va sottolineato che per quegli uffici dove, a causa di problemi logistici e per motivazioni igienico-sanitarie, non è possibile garantire le norme vigenti o rispettare le distanze di sicurezza, si può valutare la situazione approfondendo ogni singola casistica e valutando tutte le possibili alternative".

Cosa ben diversa, che crea "un pericoloso precedente inaccettabile e di stampo dirigistico", è invece "la proposta inviataci dal governo nella quale si prevedono indistintamente cambiamenti unilaterali di turni e orari". Questo ulteriore atto "si colloca dopo i discutibili interventi attuati a carico del personale docente e dimostra la palese volontà di attuare un altro intervento unilaterale e punitivo verso la Pubblica amministrazione".

I suddetti sindacati, nello stesso comunicato, sottolineano come sia "indispensabile la ripresa delle attività del Settore Pubblico Allargato, in piena sicurezza e con la necessaria attenzione verso lavoratori e utenti". E ancora: "L'alibi perfetto, derivante dai provvedimenti straordinari legati all'emergenza sanitaria, non può mettere in discussione i diritti dei lavoratori e, soprattutto, non è ammissibile intervenire con atti unilaterali. Appare sempre più palese che si cerchi di utilizzare l'emergenza Covid-19 per imporre alla Pubblica amministrazione atti e norme organizzative che in passato sono state fortemente criticate dalla Csu".

La Centrale sindacale unitaria e le sue Federazioni Pubblico Impiego propongono "l'ingresso differenziato e la flessibilità dell'orario in entrata e uscita di 30 minuti" per "risolvere gran parte dei problemi".

A detta degli autori del comunicato, risulta "francamente incomprensibile la scelta di proporre fasce orarie dalle ore 7.30 del mattino alle ore 19.30 della sera, dal lunedì al sabato; questa articolazione metterebbe fortemente in crisi l'operatività di molte Sezioni e Unità Operative, oltre a ledere dei diritti sanciti dai contratti vigenti che sono modificabili solo con la trattativa e la concertazione".

Dalla proposta unilaterale del governo si apprende anche "come si prevedano compresenze di alcune ore di tutti i dipendenti": un aspetto, questo, che "fa cadere le motivazioni che sono state spacciate come all'origine del provvedimento, e cioè la sicurezza di lavoratori e utenti, e fa capire chiaramente quali sono le reali motivazioni sottostanti".

Pertanto la Centrale sindacale unitaria e le sue Federazioni Pubblico Impiego chiedono che "prima dell'avvio a pieno regime si facciano relazioni e verifiche, se non sono già state fatte, da parte dei responsabili aziendali per la sicurezza e dalle autorità sanitarie; da questi documenti dovranno emergere tutte le eventuali criticità logistiche e delle singole articolazioni orarie e dovranno essere formulare le prescrizioni da attuare: questi documenti dovranno essere necessariamente portati a conoscenza delle organizzazioni sindacali per una ulteriore valutazione".

Il blocco quasi totale delle attività per questo lungo periodo "ha creato e creerà ulteriormente ritardi e difficoltà; questa nuova organizzazione senza interventi specifici, ma generalizzati, non farà altro che mettere ancora più in crisi l'operatività degli Uffici Pubblici con inevitabili ricadute sull'utenza".

Per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e delle loro famiglie, "con l'obiettivo di valorizzare la cura e l'assistenza dei figli minori o con disabilità", occorrerebbe "prevedere la possibilità di fruire di permessi parentali retribuiti, in attesa della riapertura delle strutture scolastiche".

La Centrale sindacale unitaria e le Federazioni Pubblico Impiego di Confederazione sammarinese del lavoro e Confederazione democratica lavoratori sammarinese, infine, affermano di respingere con forza la proposta "così come è stata formulata dal governo" e di restare "in attesa di chiarimenti e di modifiche sostanziali".

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