mercoledì 1 luglio 2015 22:14

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino: Condannato a sette anni quello del conto Maiale

Antonio Fabbri - L'informazione di San Marino: Condannato a sette anni quello del conto Maiale
L'informazione di San Marino

Operazione Tibet, 30 condanne per il caso che si intreccia con la tangentopoli del Titano

Condannato a sette anni quello del conto Maiale

Operazione Tibet 30 condanne per il caso che si intreccia con la tangentopoli sammarinese che vedeva uno degli imputati, Vinciguerra, operare sui mandati di Finproject e in Bcs per avere liquidità da immettere nella banca clandestina della ‘ndrangheta

Antonio Fabbri

Operazione Tibet, arrivano 30 condanne, compresa quella a carico di Giuseppe Vinciguerra, quello dei mandati Maiale e Muflone, in Finproject. Movimentazioni entrate anche nella maxi inchiesta sulla tangentopoli sammarinese, nella parte in cui vengono ricostruite le movimentazioni, riconducibili alla contestata associazione a delinquere, per soggetti legati alla criminalità cinese e, come in questo caso, alla ‘ndrangheta

Le condanne del Gup di Milano Per Giuseppe “Pino” Pensabene e la “nuova cosca della ’ndrangheta” di Desio, come è stata definita dagli investigatori della squadra mobile e dalla Direzione distrettuale antimafia. La sentenza del Giudice per l’udienza preliminare che del tribunale di Milano che ha presieduto il rito abbreviato è arrivata nella tarda mattinata di venerdì 26 giugno. Più di 30 le condanne, da un minimo di un anno e mezzo, fino ai 15 anni e 3 mesi pronunciati nei confronti di Pino Pensabene, definito “nuovo reggente del locale di ‘ndrangheta di Desio”. Gestiva la cosiddetta “banca clandestina” da un retrobottega di Seveso. Otto anni e un mese per Domenico Zema, 10 anni per Maurizio Morabito considerato il braccio destro di Pensabene, 8 anni e 10 mesi per l’altro desiano, Annunziato Bovini, 4 anni e 6 mesi per l’imprenditore brianzolo Fausto Giordano (di Biassono), 8 anni per Vincenzo Cotroneo. 7 anni per Giuseppe Vinciguerra, di Bovisio Masciago. Tutti accusati anche di associazione mafiosa. Un anno e mezzo per il desiano Rosario Marrone, coinvolto in misura minore nella vicenda (non era accusato di associazione mafiosa come gli imputati principali). Unico assolto (con formula piena): Silvano Napolitano, di Carate Brianza, che era finito a giudizio per riciclaggio e dichiarazione fraudolenta.

I soldi che venivano attinti sul Titano- Il principale indagato, Giuseppe Pensabene, era sottoposto alla misura dell’obbligo di soggiorno a Seveso per la durata di 3 anni, ma nonostante le restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, comandava dal suo “tugurio” un giro di usura, estorsioni, e riciclaggio per milioni di euro.

Il tutto grazie di una “spiccata capacità violenta ed intimidatrice dell’associazione criminale”, come scriveva un anno fa il gip Simone Luerti nell’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione Tibet.

Per Pensabene si muoveva, tra gli altri, Giuseppe Vinciguerra, di casa a San Marino. Quell’operazione, infatti, ha condotto dritto sul Titano come luogo di approvvigionamento di contante della banca clandestina. Sul Monte operava infatti Giuseppe Vinciguerra, che faceva girare i denari sui mandati fiduciari di FinProject e in Bcs che si intersecavano con quelli dei cinesi (Maiale, Muflone e altri mandati fiduciari con nomi pittoreschi) con flussi di denaro per oltre 300 milioni di euro, decine dei quali smistati da Vinciguerra.

Vinciguerra che, tra l’altro, era - ancora fino a quando è esplosa l’operazione Tibet – amministratore della SB Immobiliare nella quale, secondo l’inchiesta italiana, lo stesso aveva fatto confluire i suoi beni mobili e immobili.