domenica 2 ottobre 2011 12:05

Comunicato stampa, Direzione Distrettuale Antimafia, Procura di Napoli

Comunicato stampa, Direzione Distrettuale Antimafia, Procura di Napoli
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI NAPOLI
DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA
COMUNICATO STAMPA (*)

Nella mattinata odierna, ad esito di indagini delegate dalla DDA, personale del Centro Operativo D.I.A. di Napoli con l’ausilio di Centri Operativi dì Roma, Firenze, Padova e Milano, coadiuvato dai militari di quei Comandi Provinciali dei Carabinieri e dal personale del Commissariato di PS di Napoli - Vicaria Mercato, ha dato esecuzione a]l’O.C.C.C. n. 11341/10 RGNR, 21600/11 GIP e 526/11 OCC, emessa il 01.09.20l I dal GIP presso il Tribunale di Napoli nei confronti di 28 persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo camorristico, rapina, sequestro di persona, porto abusivo di armi nonché di riciclaggio (quale provento di attività delittuose dell’associazione camorristica), aggravato dall’arti 7 L.203/91.  

Le suddette misure cautelari sono scaturite dall’attività investigativa condotta nei confronti del clan camorristico facente capo a STOLDER Raffaele, operante nella zona di Napoli Forcella, nei confronti del quale è stato contestato il reato di associazione per delinquere di stampo camorristìco, unitamente ad altri 11 affiliati. Nei confronti degli altri indagati il GIP ha concordato con le ipotesi di accusa contestate, riconoscendo il reato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio dei proventi delle attività delittuose dell’associazione camorristica, reato aggravato dall’art. 7 L. 203/91, nonché il reato di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di società finanziarie.
L’indagine, svoltasi all’indomani della scarcerazione del capo clan STOLDER Raffaele (storico appartenente alla criminalità organizzata napoletana, specializzato nel settore delle rapine agli istituti di credito con la tecnica cosiddetta del “buco”), ha permesso la ricostruzione di due associazioni ben distinte ma complementari, rispettivamente promosse e dirette da STOLDER Raffaele e VALLEFUOCO Francesco.
Gli affiliati al clan STOLDER. maestri nella ben nota tecnica della “rapina col buco” favorita dall’esistenza di una fitta rete di cunicoli sotterranei che si sviluppano per l’intera città e facilmente accessibili dalle varie abitazioni, avevano la disponibilità di dettagliate cartografie della rete fognaria napoletana, strumenti di perforazione all’avanguardia (“lance con punte di diamante”) e di sofisticati strumenti di intercettazione delle comunicazioni delle Forze di Polizia, per poter essere informati su eventuali attività di contrasto delle Forze dell’Ordine. La pericolosità sociale dcl gruppo è stata evidenziata soprattutto dalla metodologia violenta mediante cui venivano eseguite alcune rapine, tradottesi nel sequestro delle vittime (imprenditori facoltosi o direttori di istituti di credito) presso i rispettivi luoghi di dimora.
Il carisma criminale di STOLDER Raffaele, nel corso delle indagini, è risultato ampiamente riconosciuto dalla popolazione del quartiere di Forcella, al punto che sono state registrate richieste di una sua “autorizzazione” da parte di cantanti neomelodici partenopei per potersi esibire nella “zona” di competenza. Ed anche il gravoso controllo del territorio veniva esercitato dal citato capoclan, mediante l’imposizione dell’acquisto di determinati generi alimentati ai locali esercenti.
Durante le attività di indagine, nel comprensorio partenopeo, sono state effettuate, in danno di Istituti di credito ed esercizi commerciali, le seguenti rapine caratterizzate dalla c.d. tecnica del buco e ricortducìbil al clan “Stolder”:
1. 18.04.2008, tentata rapina, Banca Monte Paschi di Siena, via Cervantes (NA), due malviventi entrati attraverso rete fognaria, indossanti tute bianche, passamontagna e pistola;
2. 19.06.2008, rapina consumata 30mila eiro, Gioielleria Glannotti, Vico Strettoia agli Orefici (NA), attraverso la rete fognaria, almeno tre persone, indossanti, tute bianche;
3. 24.06.2008, rapina consumata, Gioielleria “Tommy Watch”, di via Miliscola, Arco Felice (NA), tre uomini + una donna, travestiti da Finanzieri;
4. 14.07.2008, rapina consumata, Banca Antoniana Popolare Veneta, C.so Umberto 163/167 (NA), attraverso rete fognaria, quattro persone, indossanti tute bianche, passsamontagna e stivali;
5. 24.07.2008, rapina consumata 300mila euro circa, Banco di Napoli Ag77, via Santa Lucia nr.53 (NA), quattro persone armate, accedute attraverso rete fognaria indossanti passamontagna;
6. 24.08.2008, rapina consumata 280mi1a euro, Banco di Napoli, via Santa Lucia (NA), attraverso rete fognaria, quattro persone, tute e cappellini neri, sequestrano dipendenti;
7. 07.10.2008, rapina consumata 12Omila euro, in danno del Banco di Napoli di via Toledo (NA) (vds annotazione PS datata 08.10.2008), operata da sei persone, tre armati, tute verdi, entrate e fuggite attraverso rete fognaria;
8. 15.10.2008, rapina consumata 253mi1a euro circa, Banca dl Credito Popolare, via Nazionale
116 (NA), operata da sei persone. indossanti tute blu, passamontagna e giubbini antiproiettile;
9. 19.12.2008, rapina consumata in danno Ufficio Postale, di P.zza Miraglia (NA), valore 3Omila euro, attraverso buco praticato in locale confinante, tre persone, tute blu, pistola, che fuggono attraverso la rete fognaria;
10. 19.01.2009, rapina consumata, valore 100mila euro in orologi, Gioielleria Monetti, via Santa Brigida (NA), cinque persone, tute verdi, due pistole, foro praticato locale adiacente;
11. 10.03.2009, rapina consumata, valore 23mila euro, Banco di Napoli di Giugliano in Campania, P.zza Gramsci (NA), tre persone, entrate e fuggite attraverso rete fognaria;
12. 17.03.2009, rapina consumata, valore 100mila euro, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, di via De Pretis (NA), entrate e fuggite attraverso rete fognaria;
13. 20.03.2009, rapina consumata 80 mila euro circa, al Monte Paschi di Siena, Agenzia di P.zza Carità 15, tre persone sbucate attraverso un foro del pavimento, altezza del cavou, armi in pugno, indossanti tute bianche e volto travisato da passamontagna che fuggono dallo stesso foro praticato attraverso la rete fognaria;
14. 21.03.2009, tentata rapina in danno Gioielleria “Caiazza”, ubicata in Corso Garibaldi nr. 348, angolo P.zza Principe Umberto (NA). In conseguenza di rumori, uditi dal proprietario, provenienti dalla pavimentazione dell’attività commerciale e successivo intervento della PS. che ispezionava la rete fognaria venivano rinvenuti, in corrispondenza dell’attività in disamina, attrezzi utilizzati per preparare il colpo “martelli, caschi, trivelli e taniche”;
15. 22.03.2009, furto consumato 24mila euro, filiale del Banco di Napoli, dì via Riviera di Chiaia (NA) attraverso un foro praticato nel pavimento e collegato con la rete fognaria si introducevano all ‘interno della banca;
16. 28.03.2009, rapina consumata attraverso rete fognaria in danno Banca Antonveneta, di C.so Umberto (NA).
Il gruppo di VALLEFUOCO Francesco, operativo sul territorio nazionale ed estero, è risultato strutturato per riciclare denaro proveniente da gruppi camorristici campani e recuperate crediti con metodi violenti. Grazie a finanziarie operanti prevalentemente nel territorio della Repubblica di San Marino, ha anche reinvestito, per circa 5 milioni di euro, il denaro dell’organizzazione degli STOLDER e di altri gruppi camorristici  campani, compreso quello dei Casalesi, attraverso rapporti con il gruppo di SETOLA Giuseppe. E’ lo stesso VALLEFUOCO, in un’intercettazione ambientale, a riferire che SETOLA Giuseppe, grazie al suo aiuto, aveva trovato rifugio nel territorio di San Marino all’indomani della strage degli extracomunitari, avvenuta a Castelvolturno nell’ottobre del 2008. Di particolare interesse è il collegamento del gruppo di VALLEFUOCO Francesco con esponenti mafiosi di Palermo, la cui organizzazione è risultata prevalentemente dedita al traffico di stupefacenti e con ramificazioni sul territorio nazionale, sempre con il medesino fine di riciclare i proventi di tale attività delittuosa.
Nel corso delle indagini è stata dunque accertata l’esistenza di un’associazione a delinquere parallela facente capo a Vallefuoco Francesco stabilmente dedita ad attività di riciclaggio e reimpiego dei profitti illeciti conseguiti da associazioni mafiose e camorristiche presentì sul territorio nazionale in grado, altresì, di garantire il recupero di crediti illeciti ad esse riferibili. Non lascia in tal senso alcun dubbio il contenuto delle intercettazioni, in particolare dì quelle destinate alla captazione delle conversazioni ambientali,
In tale ambito risultano di notevole rilevanza le attività di riciclaggio poste in essere nella
Repubblica di S. Marino attraverso, in particolare, la compiacenza degli indagati Livio Bacciocchi, notaio in S. Marino e maggiore azionista della finanziaria denominata Fincapital, ed Oriano Zonzini, componente del collegio sindacale della stessa.
L’indissolubile pactum sceleris esistente tra Vallefuoco Francesco e Livio Bacciocchi è tale che per il primo, in occasione delle elezioni, era necessario che il gruppo politico di riferimento di quest’ultimo non fosse ostacolato.
Gli arrestati sono 25, un indagato è irreperibile e per altri 2 -cittadini sammarinesi- sarà necessaria la procedura estradizionale.
L’operazione è stata condotta sull’intero territorio nazionale ed estero ed ha interessato, oltre alla Campania, anche le regioni dell’Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lombardia e Sicilia.
Napoli, 21 settembre2011
IL PROCURATORE AGGIUNTO DELLA REPUBBLICA

dott. Alessandro Pennasilico

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