venerdì 7 dicembre 2018 23:10
L'INFORMAZIONE DI SAN MARINO

San Marino. Verbali di giustizia, disposto sequestro nella redazione di L'informazione

L'Informazione di San Marino

 Verbali di giustizia, disposto sequestro nella redazione del nostro giornale 

Esposti da due membri dell'opposizione e ieri la visita della gendarmeria nei nostri uffici

Antonio Fabbri

C'è chi non vuole che i verbali della Commissione Affari di Giustizia vengano resi noti.
Si vuole impedire che i sammarinesi conoscano finalmente quello che è realmente successo in quel consesso e che fino ad oggi è stato distorto, travisato e ribaltato, ed ha visto anche alcuni provvedimenti di archiviazione che lo hanno sconfessato, così smentendo alla base il teorema del 'colpo di Stato'.

C’è chi non vuole che emerga il teatrino messo in scena in quel consesso. Teatrino così efficacemente descritto ieri in aula dal consigliere Matteo Fiorini:

“Chi e che cosa ha permesso che si arrivasse a tollerare che la presenza del Magistrato Dirigente in audizione in Commissione Affari di Giustizia, che ha un’importante rilievo nei rapporti fra poteri diversi dello Stato, diventasse un teatrino con domande (casualmente di membri di opposizione) e risposte basate sui “si dice”, sulle amicizie, persino sulle relazioni private? In un contesto, in un paese di 30.000 abitanti, dove tutti conoscono tutti e dove ognuno di noi può avere mille legami di varia natura con tutti. A chi giova sapere, in una commissione che avrebbe altri scopi, segreti da confessionale? O al limite da obbligo di denuncia? Se ciò avviene (e sarebbe interessante capire quando questa reinterpretazione della presenza del Magistrato Dirigente in Commissione sia iniziata e perché) siamo sicuri che questa condotta di tale figura non possa considerarsi come tentativo di innescare reazioni politiche, come poi è successo? E quindi, in qualche modo, influenzando l’agenda della politica? Il tribunale può influenzare l’agenda politica, ci mancherebbe, ma con sentenze, con atti cioè espressi nel rispetto dei ruoli e nell’assunzione delle proprie responsabilità. Sennò si confondono piani inconciliabili e che devono essere distinti non solo a tutela dei giudici, ma anche a tutela dei politici, che non possono essere sereni nel considerare scelte importanti dinnanzi ai “si dice”, o ai “pare” oppure alle chiacchiere da bar. E la politica è pure in difficoltà quando compaiono su quel tavolo, notizie di reato che se per primo il magistrato dirigente non ha denunciato nelle sedi opportune, chi deve farlo? Notizie di reato, supportate non si sa da quali evidenze, che magari riguardano un altro giudice? Un politico? Questo sì che è un corto circuito! Ancora più grave è quando si adombrano responsabilità di condotte illegali a personaggi politici in tale contesto, falsando gli equilibri delle valutazioni politiche, senza garantire le minime garanzie, a persone assenti e impossibilitate a difendersi. Serve a questo la Commissione Affari di Giustizia? Evidentemente, a giudicare dai membri di opposizione, sì. A parere della stragrande maggioranza dei giudici, che hanno potuto verificare quelle condotte, e che hanno dato modo allo stesso magistrato dirigente di spiegarne le ragioni, no, non può essere quello un comportamento che si ponga in linea con la fiducia di cui quella figura necessita da parte di chi lo nomina”.

Allora la domanda è: chi vuole che queste cose non si conoscano?

E’ successo così che ieri la redazione de “L’informazione di San Marino”, il nostro giornale, è stata raggiunta da un provvedimento di sequestro, firmato dal Commissario della Legge Simon Luca Morsiani, di documentazione relativa ai famigerati verbali dei quali abbiamo pubblicato degli stralci di preminente interesse pubblico: l’interesse pubblico a conoscere la verità su quanto effettivamente accaduto e detto, al di là delle rappresentazioni propalate per mesi, in quel consesso.

Ecco allora gli esposti di membri di opposizione che hanno l’effetto, voluto o meno poco importa, di cercare di mettere il bavaglio su dei verbali la cui segretezza non risulta stabilita da nessuna norma. E’ allora ovvio che le vessazioni nei confronti dei giornali e dei giornalisti che fanno il loro lavoro, non potranno che essere segnalate agli organismi, internazionali e non, di tutela della libertà di stampa e  del diritto di cronaca.

Diritto, tra l’altro, riconosciuto da numerosi precedenti del tribunale sammarinese che hanno recepito, in una giurisprudenza ormai consolidata, i dettami della Convenzione Europea dei Diritti Umani.