Alessandro Galimberti, IlSole24Ore, Controlli su centinaia di contribuenti per ‘trasferimenti’ sul Titano

IlSole24Ore

di Alessandro Galimberti

________________________________________

Lotta ai paradisi fiscali. Controlli su centinaia di contribuenti per «trasferimenti» sul Titano

Pressing sulle residenze fittizie.

La Repubblica di San Marino: fra un mese il trattato con l’Italia
La lotta alle residenze fittizie all’estero, utili solo a sottrarre imponibile al fisco, e il recupero di capitali illecitamente costituiti fuori dai confini continuano a ritmo serrato, mentre sullo sfondo San Marino, accerchiata non solo per ragioni geografiche, si appresta a firmare l’accordo con l’Italia per consentire la regolarizzazione dei conti dei clienti scudati (impossibile per i Paesi che non forniscono un sufficiente scambio di informazioni).

L’ultimo a cadere nella rete, a maglie strette ma per una volta non di nylon, è Rocco Siffredi, il re del cinema hard. La cifra contestata all’interprete non è all’altezza della sua fama – finora si tratta di 200mila euro, deviati su società in Ungheria – ma è quanto basterebbe per ipotizzare anche l’illecito penale (articolo 5 del decreto legislativo 74/2000) e per ribadire che, in tempi di scudo, la tolleranza verso i patrimoni offshore è prossima allo zero. Indicative le dichiarazioni del comandante della Gdf di Chieti, Gioacchino Angeloni, che ha avviato le indagini: «Incrociando i dati sugli acquisti di veicoli, i contratti di locazione e le utenze domestiche intestate è emerso il nominativo dell’attore, che inoltre ha anche la disponibilità di una villa a Roma intestata a una società di capitali di diritto britannico, alla quale corrisponde poi un canone di affitto. Riteniamo che il contribuente non abbia rescisso il rapporto con l’Italia, anzi secondo noi vive in Italia per oltre metà dell’anno».

Rocco Siffredi, in attesa quantomeno della definizione del contenzioso, entra perciò nella galleria dei personaggi più o meno famosi inseguiti dal Fisco fuori dai confini patrii.

Dove, nel corso del tempo, non ci sono stati solo i Valentino (Rossi, ma pure Garavani), i Corona (Fabrizio, 1,3 milioni sequestrati a San Marino), i Maradona e i Van Basten, gli Umberto Tozzi e i Little Tony, ma anche altre migliaia di anonimi che, secondo la Gdf, hanno prodotto in Italia negli ultimi anni redditi per 6oo milioni, salvo poi imputarli al fisco di Paesi più compiacenti. Una lista, questa, da cui San Marino si appresterebbe a uscire in forza dell’Accordo con l’Italia «in materia di collaborazione finanziaria»: accordo ancora ufficialmente segreto, di cui però girano bozze (pubblicate sul sito de Il Sole 24 Ore, http://www.ilsole24ore.com/Normetributi.sht-ml) e che consentirebbe alla Repubblica del Titano di affacciarsi alla sponda della white list impegnandosi a «prestare reciproca assistenza ed effettiva collaborazione sul settore bancario, finanziario e assicurativo e nel contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e degli abusi di mercato». Il testo entrerebbe in vigore in contemporanea con l’«Accordo in materia economica» firmato a San Marino a fine marzo, e al «Protocollo di modifica della Convenzione in materia di doppie imposizioni fiscali» del 21 marzo 2002.
L’allineamento del Titano è stato accompagnato dalla stretta dei controlli della Guardia di Finanza e dell’agenzia delle Dogane sui flussi di denaro in uscita verso l’antica Repubblica: almeno 130 italiani sono sospettati di aver occultato redditi a San Marino, per una stima di 50 milioni di euro, «probabile frutto di evasione fiscale» maturato soprattutto tra Forlì, Bologna, Rimini e Pesaro; mentre sono più di 700 le persone fisiche e le aziende che hanno la residenza a San Marino, ma con domicilio fiscale nel Consolato generale della piccola Repubblica. Poco più di una goccia nel mare dei 3,3 miliardi di redditi evasi ogni anno nella penisola: un calcolo che però tiene conto anche delle più sofisticate operazioni elusive del Fisco, non solo di quelle evasive.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy