‘Alla nostra età, con la nostra bellezza’. Salotto Villa Manzoni

E’ una di quelle donne che amano ridurre il proprio curriculum a un paio di righe. Eppure ne ha fatte di cose Daria Colombo, figlia del Senatore Vittorino Colombo, moglie del cantautore Roberto Vecchioni, scrittrice, giornalista, impegnata in politica e sul fronte sociale, specialmente in Kenia a sostegno dei bambini di strada.

Daria Colombo, laureata in Lettere Moderne a Padova, è specializzata in storia del teatro. Ha lavorato per il cinema e la tivù, collaborando con Florestano Vancini, Pasquale Festa Campanile, Giancarlo Nicotra, Adriano Celentano. E’ stata anche art director per case discografiche come la Emi, la Polygram, la Sony Music e la Universal Records. E’ qui, appunto, che ha incontrato il suo futuro marito, Roberto Vecchioni. Ha collaborato quindi con il Corriere della Sera e l’Unità, col mensile Maxim e con la Rai, dove ha partecipato alla realizzazione di numerosi programmi.

In veste di scrittrice esordisce con il botto: “Meglio dirselo” (Rizzoli) è vincitore del Premio Bagutta Opera Prima. Nello scorso maggio raddoppia il successo con “Alla nostra età, con la nostra bellezza”, sempre per la Rizzoli.

Un’altra grande autrice, dunque, per il salotto letterario di Villa Manzoni, promosso da Ente Cassa Faetano – Fondazione Banca di San Marino, che venerdì 25 settembre ospiterà Daria Colombo con entrambe le sue opere.

“Meglio dirselo” tratta un tema delicato quanto importantissimo: l’educazione dei figli, mettendo a confronto la rigidità e il sistema il rigore delle regole dei nostri padri con il liberismo dei giorni nostri. E’ la storia della vita di una donna, Lara, che ha più o meno gli anni dell’autrice, ha alle spalle una giovinezza votata alla politica, insomma è un’ex sessantottina (e la cosa fa pensare che ci sia una corrispondenza tra la donna reale e la creatura letteraria) e una famiglia molto impegnativa perché a un marito assente si aggiungono due figli nell’età difficilissima dell’adolescenza. Lara assomiglia a molte donne di oggi, divise tra casa, lavoro, genitori anziani e figli ribelli, che sfuggono a ogni regola. Accade però che talvolta siano gli eventi esterni, anche tragici, a modificare i rapporti affettivi e ad avere una nuova coscienza dei legami messi in dubbio. Ma è sempre necessario che siano fatti esterni, magari estremi, a dare consapevolezza alle persone? Perché la solitudine in cui tanti si perdono non può essere compensata dalla solidarietà di chi è accanto senza aspettare la tragedia? E allora, come suggerisce nel titolo Daria Colombo, “meglio dirselo…”

“Alla nostra età, con la nostra bellezza” è un altro romanzo in cui la vita quotidiana porta alla riflessione sull’importanza dell’amicizia e della condivisione. Protagoniste sono due donne, di diversa età ed estrazione sociale, che si incontrano casualmente e che diventano amiche, ciascuna di loro con il suo carico di desideri, speranze, delusioni, sofferenze, entusiasmi e indifferenze. Ne esce una trama che mette a fuoco la forza delle donne, la capacità di adattarsi o di cambiare rispetto alle situazioni, sapersi mettere in discussione. Il diverso approccio nell’analisi della realtà, la dimensione privata e pubblica come elementi costitutivi dell’identità e dello stare al mondo. La nascita dei movimenti politici e il bisogno di partecipazione sono i temi principali di questo libro che, come dichiara la stessa autrice, si potrebbe collocare nel filone “sentimental – politico”. Ma è anche un invito implicito a non lasciarsi travolgere dalle cose e a dare ciascuno il proprio contributo per il bene della comunità.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy