Andrea Di Biase, Milano Finanza, a Mediobanca il riassetto di Delta

Milano Finanza

A Mediobanca il riassetto di Delta

di Andrea Di Biase

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Toccherà a Mediobanca, assieme a Giuseppe Lusignani, presidente di Prometeia advisory sim e docente di economia degli intermediari finanziari all’ Università di Bologna, la sistemazione dell’azionariato di Delta per conto della Cassa di Risparmio di San Marino. Secondo quanto risulta a ME Milano Finanza, i nuovi vertici della banca sammarinese, che dai primi di giugno è presieduta da Leone Sibani, avrebbero incaricato l’istituto di Piazzetta Cuccia e il professionista bolognese di trovare soggetti interessati a entrare nel capitale della società di eredito al consumo bolognese rilevando le quote degli attuali soci. Non solo, d un que, il 15,95% attualmente in portafoglio alla Sopaf, ma anche il restante 84,05%, che pur essendo in parte intestato ad alcuni ex amministratori di Delta, può essere ricondotto alla stessa Cassa di Risparmio di San Marino. La Banca d’ Italia, che probabilmente vede di buon occhio il coinvolgimento della principale investment bank italiana, avrebbe infatti esplicitamente chiesto alla Cassa di San Marino di uscire dal capitale di Delta e di ridurre allo stesso tempo l’ammontare degli affidamenti concessi alla stessa. Dei 4,5 miliardi raccolti da Delta per finanziare le proprie attività, ben 2,3 miliardi sono rappresentati da linee di credito messe a disposizione dalla Cassa di San Marino, la cui raccolta, a sua volta, è di 2,7 miliardi. Un importo che, tuttavia, una volta entrato in vigore lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero potrebbe ridursi considerevolmente, mettendo in crisi sia la Cassa sia Delta. Anche per questo motivo, oltre a chiedere un nuovo assetto azionario per la società di credito al consumo, la Banca d’Italia avrebbe sollecitato una progressiva riduzione delle linee di credito vantate dalla Cassa di Risparmio nei confronti di Delta. Un’operazione, quest’ultima, che vedrà anche il coinvolgimento della stessa Sopaf.

L’accordo sottoscritto venerdì 31luglio tra la Cassa di San Marino e la società guidata da Giorgio Magnoni prevede infatti che Sopaf assisterà in qualità di advisor l’istituto sammarinese in operazioni di smobilizzo dei crediti vantati nei confronti di Delta. Per questa attività, la società milanese, che ha anche rinunciato alle cause pendenti nei confronti della Cassa di Risparmio e a quelle che avrebbe potuto instaurare in futuro, incasserà uil corrispettivo minimo di 15 milioni, che andranno ad aggiungersi ai 55 milioni che incasserà grazie alla vendita alla stessa Cassa di San Marino dell’opzione di acquisto sul 15,95% di Delta. Una partecipazione che la banca sammarinese si è comunque impegnata a girare ai nuovi investitori individuati da Mediobanca e Lusignani. Complessivaniente. dunque, la società guidata da Magnoni incasserà almeno 70 milioni. Tanto che ieri a Piazza Affari, sulla scia dell’annuncio di venerdì (arrivato a borsa chiusa), il titolo Sopaf ha guadagnato il 18,45% a 0,15 euro.

Con le risorse che arriveranno in cassa dall’operazione Delta, Sopaf punta ora a rafforzarsi nel settore dei fondi mobiliari e immobiliari. «Abbiamo da poco varato un piano di riposizionamento della società che prevede il rafforzamento di Polis Sgr e Sopaf Capital Management», spiega Giorgio Magnoni interpellato da ‘MF-MilanoFinanza’. «Con le risorse che arriveranno dall’operazione Delta rafforzeremo l’offerta nel campo dei fondi di fondi nel settore immobiliare, in cui saranno lanciati fondi-mezzanini e di sviluppo, ma anche in quello del private equity, delle energie e dei bond». Un’offerta che si rivolgerà ad una clientela istituzionale ma che vedrà il coinvolgimento diretto, in qualità di co-investitore, anche della stessa Sopaf. «La crisi ci ha insegnato che questo tipo di prodotti può avere successo solo se ti presenti con un forte coinvolgimento diretto da parte nostra anche a livello di rischio».

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