Antonio Fabbri di L’Informazione di San Marino: Il limite della decenza

L’Informazione di San Marino

Il limite della decenza

Antonio Fabbri

Con la sfrontatezza che contraddistingue
il rampantismo
di una banca editrice è stato
oltrepassato il limite della decenza,
nella complicità della
Segreteria all’Informazione e in
quell’indifferenza del “tanto le
cose vanno così”. Invece no. Le
cose non vanno così. O, meglio,
così non dovrebbero andare.Si può tacere, allora, sulle storture? Sull’acquisto delle
indulgenze? Su chi strumentalizza pure il Padreterno
dicendo di vedere Dio in visita dal Papa che di certo
neppure sa di essere stato utilizzato per sostenere che
adesso qui siamo diventati tutti buoni? Si può lasciar
correre e tollerare che chi ha i denari si compri le coscienze
e orienti pure le preghiere? Non si può. Vorrebbe
dire dimenticare che Qualcuno prese a cordate i mercanti
nel tempio e ribaltò i banchetti dei cambiavalute.
Significherebbe che, di fronte ai principi, ha più valore la
vanagloria dei sepolcri imbiancati, falsando il significato
profondo di ciò che si celebra.

Già. Il 4 maggio si celebra la libertà di espressione. Ora, vabbè che si parla di
satira, ma per una giornata intitolata “Libera
Stampa Libero Stato
” mettere in calce la sponsorizzazione di Asset
Banca e Tribuna
, significa voler fare ridere sul serio. Che sia poi una
Segreteria di Stato
, che dovrebbe garantire tutti, ad accettare di piazzare
il bollino pubblicitario su un principio fondamentale, magari per un
finanziamento ottenuto a sostegno del convegno, offre la cattiva impressione che
pure i diritti siano in vendita.Allora vediamo Asset che, oltre ad avere un giornale che propala ogni
giorno la visione del mondo edulcorata e funzionale al rilancio dei propri
interessi facendoli passare come irrinunciabili bisogni di tutti i sammarinesi,
mette il suo marchio su tutto: dalle federazioni sportive alle associazioni
benefiche.

Tutto legittimo, anche se in
certi casi potrebbe risultare inopportuno. La libertà di
espressione, però, non è semplicemente il tema di un
convegno, ma un principio fondamentale sancito dalla
carta del ’74 che richiama la Convenzione europea dei
diritti dell’uomo. Quindi, quando si arriva a mettere il
marchio sui principi, non si può pretendere, poi, che chi
in quei principi crede stia zitto. La libertà di espressione
per definizione non può essere sponsorizzata, perché se
si dipende dai soldi di altri per dichiararsi liberi, inevitabilmente
già non lo si è più. E invece campeggia in
bella vista il simbolo dorato. Alla Segreteria all’Informazione
sembra non se ne curino troppo, gonfiano il
petto coi nomi degli ospiti di grido e addirittura nel manifesto
non mettono neppure il logo di Rtv che si è data
da fare per organizzare la giornata. Ci mettono invece
quelli di Asset Banca e di Tribuna. Vabbé che poi con
la Tv di Stato si scambiano i complimenti e gli ospiti:
prima passano alla decima segreteria di Dogana, poi
vanno a Piazzale Kennedy. Ma di questo se ne fregano
pure gli irriverenti, indipendenti, caustici vignettisti
nostrani e non. Salvo qualcuno che pare abbia declinato
l’invito. Certo, erano già andati a una trasmissione sul
tema, ma la differenza è sostanziale: da un lato invitati
per un avvenimento televisivo; qui per sostenere un
principio di tutti che diventa, invece, autocelebrazione
di uno sponsor.

D’altra parte è  un triduo
importante per Asset Banca
. Il 4 maggio sponsorizza quella libertà di
espressione che non pratica col suo giornale; il
5 a Forlì
ha l’ultima udienza davanti al Gup per “
Re
Nero
” dove magari vedrà spezzettare il caso come
già successo per “Varano”
; il 6 a San Marino c’è l’udienza per il suo fido
caporedattore di punta accusato
di truffa alle assicurazioni
. A preludio di tutto questo una passerella al
Kursaal ci voleva proprio
.

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