Antonio Fabbri – L’informazione: Re Nero, il nodo da sciogliere sono le intercettazioni. Antonio Fabbri

L’informazione di San Marino

Re Nero, il nodo da sciogliere sono le intercettazioni

Antonio Fabbri

Sono ancora le intercettazioni a tenere banco nel processo in corso presso il tribunale di Forlì sul caso “Re Nero”, una vicenda che ha cambiato il volto e l’economia della Repubblica di San Marino. L’udienza di ieri ha visto le difese continuare la discussione sul tema introdotto nella udienza precedente: l’utilizzabilità o meno delle intercettazioni telefoniche.

Tutto è scattato dalla richiesta formulata dal pubblico ministero, Filippo Santangelo, di trascrizione di 481 conversazioni relative alle contestazioni mosse che vanno a vario titolo, dal riciclaggio internazionale all’esercizio abusivo dell’attività bancaria e vedono, tra gli imputati, i vertici di Asset Banca. Ebbene, delle 481 conversazioni di cui è stata richiesta la trascrizione, sarà probabilmente possibile recuperarne poco più della metà, circa 250. Questo perché, conclusa la fase di indagine, con provvedimento dell’autorità giudiziaria venne disposta la cancellazione dal server. Cancellazione che avviene quando i files sono stati riversati su dvd. Questa operazione, tuttavia, seppure risultasse, non era ancora stata conclusa. Accadde quindi che i files audio venissero cancellati, ma solo una parte era stata riversata, mentre altra parte è stata recuperata perché agenti di polizia giudiziaria avevano una loro copia di lavoro. Ci sono pronunce della
Cassazione che, per casi analoghi, hanno
comunque ammesso
la trascrizione e l’uso
delle intercettazioni. Il
caso accaduto a Forlì
non è identico, tuttavia
già in fase di udienza
preliminare l’eccezione
sull’inutilizzabilità delle
intercettazioni era stata
presentata dalle difese.
Eccezione che il giudice
aveva rigettato.
Adesso, tuttavia, nel
dibattimento viene riproposta.

In particolare, si sono
opposti con forza alla
acquisizione delle intercettazioni,
gli avvocati
Beniamino Migliucci,
che è presidente delle
Camere penali italiane,
e l’avvocato Malavasi.
Posizioni condivise anche
dagli altri legali delle
difese che hanno parlato
ieri. Difese che, tuttavia,
non hanno terminato il
giro delle loro arringhe.
Nella sostanza viene contestato
il fatto, come già
altri difensori avevano
rilevato nella precedente
udienza, che nelle intercettazioni
cancellate,
ce ne potessero essere
alcune determinanti a discarico degli imputati,
magari capaci di annullare
le conversazioni a
carico. Pertanto si ritiene
che siano da “buttare”
anche quelle recuperate
in quanto non complete.
La posizione delle difese,
in sostanza, è che le intercettazioni
rimaste non
possano essere utilizzate.
La prossima udienza
è fissata per il 7 luglio
quando, concluderanno
le difese e non è escluso
possa esserci la decisione
su questo importante
nodo preliminare

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