Approvazione del Bilancio 2009

Dopo la discussione sull’articolato della legge di Bilancio, proseguita nella tarda serata di ieri, questa mattina il dibattito è giunto al termine. Tra ieri e oggi la maggioranza ha presentato dieci emendamenti e la minoranza diciotto.
Si è poi proceduto alla votazione delle “Norme generali sull’Ordinamento contabile dello Stato” nelle parti del Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti Pubblici per l’esercizio finanziario 2009 e dei Bilanci Pluriennali 2009/2011.

La legge di Bilancio è stata dunque approvata. Su 56 presenti sono stati 34 i voti a favore, 19 i contrari, un non votante e 2 gli astenuti.

Di seguito le dichiarazioni di voto degli esponenti delle diverse liste.

Claudio Felici (capogruppo Psd): “Doveva essere la classica settimana programmata per la discussione del bilancio e, dato che inizia la Legislatura con una nuova legge elettorale, era interessante capire come sarà il rapporto tra maggioranza e opposizione. Noi ci siamo presentati in Aula con un animo positivo, convinti che ci potevano essere le condizioni per condividere i contenuti della legge di Bilancio.
I nostri emendamenti non erano demagogici o strumentali, purtroppo si è deciso che il contributo dell’opposizione non sarebbe stato accolto. Il nostro voto non può che essere contrario perché non ci sono state concesse le condizioni politiche per la condivisione”.

Giovanni Lonfernini (Ddc): “Il bilancio è il provvedimento più rilevante discusso in Consiglio Grande e Generale e deve fornire elementi di certezza per il futuro. Inoltre questo bilancio si inserisce in una fase di passaggio tra due maggioranza diverse. Sentiamo un forte imbarazzo per l’atteggiamento della maggioranza: non c’è stata la benché minima possibilità per l’opposizione di essere coinvolta e dare il suo contributo.
Vero, la maggioranza ha fatto retromarcia sulla ricerca, anche perché l’opposizione ha ben evidenziato l’intenzione di qualche settore del centrodestra di minare un settore strategico, ma se si parla di legittimazione delle coalizioni, da parte della maggioranza c’è un atteggiamento liquidatorio. Infatti, non si è ragionato insieme sulla crisi.
Questo dibattito è stato caratterizzato da una sindrome di autosufficienza, una brutta partenza per la nuova Legislatura. Non ci sono state fornite le condizioni per dare il nostro contributo, un’occasione persa: votiamo contro per rilevare che il centrodestra, rispetto ai tanti richiami, ricopia in brutto stile esperienze passate”.

Massimiliano Cenci (Nps): “Le minori entrate e il buco di bilancio derivano dalle difficoltà delle aziende per la crisi internazionale e per la difficile situazione interna; il buco di bilancio deriva dal minore gettito da parte delle banche, e non si sana chiudendo gli occhi o mettendo a bilancio numeri più alti.
Il momento difficile va riportato nella legge di Bilancio, è una questione di buon senso e responsabilità. Per questo la Lista della Libertà vota a favore”.

Angela Venturini (Pop): “Questa è una legge anomala perché preparata dall’ex maggioranza. Non capisco perché siano stati presentati emendamenti così forti, mentre per la nuova maggioranza aveva senso fare delle modifiche a causa della crisi, di cui ancora non conosciamo la portata.
A San Marino occorre intervenire a livello locale, con buon senso, per rispondere al grave senso di incertezza dei cittadini. Per questo la maggioranza ha messo in campo un atteggiamento costruttivo, l’opposizione, invece, no e ha perso un’occasione per fare un cambio di passo”.

Ivan Foschi (capogruppo Su): “Il nostro giudizio su questa legge di Bilancio è negativo, la troviamo insufficiente dal punto di vista programmatico. Ci aspettavamo che la maggioranza l’arricchisse con proposte concrete e invece ha brillato in pochezza. Niente rilancio del Paese, niente cambio di passo; insomma per noi il tutto si è rivelato un clamoroso flop, con una relazione deludente da parte del Segretario per le Finanze, Gabriele Gatti, delle risposte alle nostre domande assolutamente inconsistenti e con delle giustificazioni rimediate al voto contrario sugli emendamenti della minoranza. Al contrario, non è mancato un tono propagandistico e attacchi personali, mentre a noi si chiede di sedersi e aspettare, intanto l’unico spirito che ha mosso la maggioranza è stato quello di proteggere gli immobiliaristi. Inoltre si è affossato la Consulta per l’Europa e si è fatta anche una gaffe sulla questione delle banche, perché non sono loro a dover essere protette per prime ma i risparmiatori. Per tutti questi motivi il nostro voto sarà negativo”.

Marco Gatti (Pdcs) “La situazione è straordinaria, le elezioni ci sono state il 9 novembre, il nuovo governo ha giurato il 3 dicembre. Sono quindi state fatte delle scelte, tra le quali riportare le entrate e le spese alla stregua di una realtà mutata. Capiamo che l’opposizione ci abbia voluto mettere in difficoltà anche con emendamenti sui quali saremmo stati d’accordo, se non fosse che tali cose non fanno parte di una legge di Bilancio. Invece ci sarebbe da vergognarsi quando, di fronte a un intervento per favorire le giovani coppie, si è parlato di voler favorire gli immobiliaristi; vi dovrebbe far riflettere. Il nostro voto sarà positivo”.

Roberto Giorgetti (capogruppo Ap): “La nostra posizione è nota, così come la situazione di un voto a novembre e l’insediamento i primi di dicembre. Si sono apportati cambiamenti necessari dopo la prima lettura e da parte della minoranza si è persa l’occasione per lavorare insieme, preferendo invece il tentativo di piantare delle bandierine. La disponibilità da parte del Segretario di Stato per le Finanze, Gabriele Gatti a eliminare l’emendamento che tagliava i fondi per la ricerca è stato definito una marcia indietro. Ho sentito solo posizioni demagogiche, è stato sottovalutato l’atteggiamento del governo che invece ha davanti una serie di appuntamenti impegnativi anche a livello internazionale”.

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