Articolo di Giovanni Giardi contro il gioco d’azzardo dopo l’incontro con Don Ciotti

Les jeux sont fait?

Uso questo francese, forse maccheronico nella forma interrogativa, perché richiama il gioco d’azzardo di cui voglio trattare.
Grazie innanzitutto alla Diocesi e al Servizio per la Pastorale Giovanile per l’iniziativa della conferenza con Don Ciotti sul gioco d’azzardo.
Sentirlo raccontare come il gioco d’azzardo stia diventando una delle emergenze della nostra disastrata società; una dipendenza non meno grave della droga; una pratica che sta avendo conseguenze devastanti sulla vita di molte persone e famiglie; un fenomeno che veicola direttamente e indirettamente criminalità, corruzione delle coscienze, una filosofia di vita basata su disvalori, dovrebbe farci riflettere come singoli e come collettività. Ma i poteri dello Stato continuano a parlare di gioco d’azzardo come scelta scontata solo da regolamentare.
L’attenzione con cui don Ciotti è stato accolto dai Capitani Reggenti è condivisa dalla gente che stima questo profeta dei nostri tempi ed è preoccupata di cosa possa ancora succedere di tragico al nostro Paese, ma il Governo, che ha sponsorizzato l’iniziativa attraverso la Segreteria di Stato per il Lavoro, sembra stia inserendo il gioco come elemento portante del nuovo modello di sviluppo.
Mi sembra si stia facendo la scelta di fare correre al Paese i pericoli denunciati da don Ciotti, dal prof Croce in una conferenza di alcuni anni fa e da tanti altri, sulla testa dei cittadini.
Il gioco d’azzardo c’è già e dovrà semmai essere fermato se possibile; inconcepibile è che lo Stato pensi di fare qualche soldo sulla debolezza, a volte vera e propria malattia, della gente che butta soldi nel gioco. Per ogni mille euro che incasserà lo Stato, migliaia di euro saranno strappati dalle tasche di questi cittadini e finiranno nelle tasche dei gestori che acquisiranno sempre più potere di condizionamento e di persuasione.
Oltre ai gravi pericoli sopra denunciati, poi, a molti sembra che il nostro Paese corra un pericolo ulteriore e ancora più grave: che non sia in grado difendere la sua statualità e autonomia da questi gestori con tanti soldi fatti sulla disgrazia della gente e con intrecci di dimensioni supernazionali. Io sono preoccupato, voglio che si sappia che non sono d’accordo e che non sono il solo. Centinaia di cittadini hanno sottoscritto a suo tempo l’appello intitolato “no allo stato biscazziere” rintracciabile nel sito web www.libertas.sm che ci ospita gentilmente a cui si può aderire con una e-mail a nocasagioco@libero.it
Caro don Ciotti, le tue parole accorate non convinceranno chi sta decidendo di fare del nostro Stato un biscazziere. Chi è preoccupato per il futuro del Paese ti chiede di provare con una preghiera. Ne avremo bisogno.

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