Carisp San Marino – Delta, ‘dubbi interpretativi’ sull’antiriciclaggio italiano

Già allo scoppio della indagine Varano che ha coinvolto i vertici di

Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino e della partecipata Delta,

l’avv. Guido Magnisi aveva affermato che alla base degli arresti c’era “un problema di interpretazione” delle normative antiriciclaggio.

Insomma il decreto italiano 231/2007 (su cui si fonda gran parte dell’accusa della procura di Forlì) sarebbe tutt’altro che chiarissimo ed esaustivo in materia.

Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia, nella deposizione presso la Commissione Antimafia del 22 luglio 2009 aveva fra l’altro affermato: detta “nuova normativa ha posto subito problemi interpretativi e applicativi, accentuati dalla fase transitoria di ultrattività delle precedenti disposizioni, resasi necessaria per evitare soluzione di continuità nel quadro normativo. L’attesa di interventi correttivi ha rallentato l’attuazione del decreto e non ha giovato alla tempestiva e corretta applicazione dei nuovi principi in essa contenuti.’

Venerdì a Rimini, nel convegno “La lotta al denaro sporco: esperienze di vigilanza, investigative e giudiziarie sull’antiriciclaggio”, Anna
Maria Tarantola, vice direttore di Bankitalia, ha ribadito in sostanza il concetto.

‘Nel nostro Paese’ in particolare ‘il decreto legislativo n. 231 del 2007 ha riordinato l’intera normativa di prevenzione e contrasto al riciclaggio di denaro, rivisitando in maniera significativa anche il quadro istituzionale di riferimento’, ha sottolineato Tarantola, anche se ‘permangono tuttavia alcuni dubbi interpretativi, suscettibili di rallentare l’efficace applicazione degli obblighi da parte degli operatori interessati’. (ilvelino.it)

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