Carlo Andrea Barnabè di Il Resto del Carlino Rimini: La Carim ha le carte in regola per superare la tempesta

Il Resto del Carlino Rimini

“La Carim ha le carte in regola per superare la tempesta”

I milioni da trovare e l’ispezione di Bankitalia: parla Linda Gemmani

Carlo Andrea Barnabè

LINDA Gemmani siede da poche settimane su una delle poltrone più scomode di Rimini. Lo ha fatto – dicono – per spirito di servizio. Probabilmente è così, altrimenti avrebbe scelto di restare in azienda, l’Scm. Oppure di candidarsi a sindaco di Rimini. Invece ha puntato sulla Fondazione Carim. Presidente a furor di popolo: con la benedizione di cattolici e industriali. Salita a bordo, si è subito accorta che da quelle parti tira un’aria pesante. Quaranta milioni da raccogliere in fretta per ricapitalizzare Banca Carim, e con il fiato sul collo degli ispettori inviati da Banca d’Italia.

Presidente Gemmani, come si sta nel bel mezzo della tempesta perfetta?
«I segnali non sono così scoraggianti. L’aumento di capitale fa parte di un piano concordato con Bankitalia. Fino all’intervento degli ispettori le prenotazioni delle quote stavano andando nella giusta direzione, quindi mi auguro che nei prossimi mesi si possa riprendere il cammino. Questo dimostra che la situazione bancaria del nostro territorio è sostanzialmente positiva».
Perché allora l’intervento degli ispettori?
«Banca d’Italia sta facendo il suo dovere. A mio avviso va interpretato come un segnale positivo, che segna la differenza di Carim da altri istituti di credito».
Ma ve lo aspettavate?
«In banca credo ne fossero coscienti. L’ispezione è arrivata durante il processo di ricapitalizzazione, ma va vista anche come uno strumento per tutelare la banca stessa».
Non teme per l’esito della visita?
«Troveranno la banca pronta. Ho piena fiducia nella professionalità di chi ci lavora. Hanno le spalle larghe per affrontare questo periodo di forte turbolenza».
D’accordo, ma limitiamoci ai conti della serva: mentre voi battete cassa per rastrellare decine di milioni, Bankitalia vi mette sotto osservazione. Cosa dovrebbero pensare i risparmiatori?
«Ovviamente l’ispezione ha prodotto contraccolpi, ma dobbiamo fare attenzione a non mal interpretare l’azione degli organismi di controllo, che serve anche a leggere in chiaro la situazione, a partire dalle maggiori garanzie offerte ai soci».
La Fondazione dovrà per legge ridimensionare la sua quota in Carim. Vuole dire che conterete di meno?
«Semmai vale il ragionamento opposto. Se la Fondazione avrà a disposizione più patrimonio, meglio svolgerà il suo compito di riversarlo sul territorio».
Ma avrà minor peso politico…
«Il ‘peso’ non si misura sulla capacità economica ma su quella di saper dare voce a un territorio. Intervenire sì, ma senza interferire».
Ogni cinque anni la danno in corsa per fare il sindaco. Spauracchio per gli altri o è lei ad avere paura?
«Non nascondo che hanno cercato di coinvolgermi, visto anche il mio desiderio di lavorare per gli altri. Però si tratta di una scelta che mette in gioco tanti elementi personali e richiede molto tempo. Un conto è mettersi al servizio altro è farlo di mestiere. Ho ritenuto fosse un impegno troppo gravoso».
Ne riparliamo tra cinque anni?
«Non credo. Al momento concentriamoci sulla Fondazione, che di questi tempi è già una bella sfida».
Carlo Andrea Barnabè

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