Carmen Lasorella, intervistata da Nadia Francalacci di Panorama

Ma che fine ha fatto Carmen Lasorella, storica inviata della Rai?
Dopo tre anni di assoluto silenzio lontana dal video, dal 10 giugno scorso è il nuovo Direttore generale della San Marino Rtv, l’emittente di Stato della Repubblica sammarinese (con sede in uno dei palazzi più prestigiosi ed esclusivi della Repubblica, il Kursaal), di cui la Rai, Radiotelevisione italiana, possiede il 50 per cento delle azioni. È subentrata alla gestione di Michele Mangiafico e si occupa dell’intera programmazione televisiva dedicata, con le nove edizioni giornaliere del tg, per lo più all’informazione. Soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche della Repubblica del Monte Titano il 9 novembre prossimo.

La sua nomina, voluta dal Consiglio di Amministrazione della Rai di viale Mazzini, è arrivata dopo anni di scontri e polemiche tra la giornalista e i vertici aziendali. Discussioni nate a seguito della decisione dell’azienda di metterla a ‘riposo’ nonostante una carriera di tutto rispetto, maturata tra collegamenti, servizi e reportage da tutto il mondo ed in particolare dalle aree di guerra. Una decisione ingiusta e inspiegabile per la quale la giornalista ha chiesto incontri e chiarimenti con i Direttori generali Rai che si sono susseguiti ma senza alcun risultato. Il suo incarico è stato ratificato dall’emittente televisiva di San Marino, il cui capitale sociale è per l’altra metà dell’Eras (Ente per la radiodiffusione sammarinese) i primi di giugno.

La sua nomina è arrivata dopo anni di “letargo” professionale dietro a una scrivania e dopo non pochi tentativi di dialogo con i vertici aziendali Rai. Con l’incarico di Direttore generale della San Marino Rtv si è sentita cacciata o parcheggiata?

Intanto non parlerei di letargo. Non sono mai stata, né credo di essere un orso. La scrivania, poi, non è il mio luogo di riposo. Il dialogo con l’Azienda non mi è stato negato, anzi, ho parlato pressoché con tutti i Consiglieri, con il Presidente e con il Direttore generale. Più volte. Non ha prodotto effetto, è vero. Tante pacche sulle spalle, apprezzamenti, indignazioni e… niente. Il fatto è che sono un’aziendalista, non sputo nel piatto in cui ho mangiato per anni. Avrei potuto aprire un contenzioso subito: il mio nome e la mia storia avrebbero probabilmente accelerato il percorso. Non ho voluto. Almeno fino all’inizio di quest’anno: è bastato andare dall’avvocato e sono stata subito riconvocata: ero diventata un problema. Mi sono state fatte proposte diverse, tra cui San Marino. Confesso che mi ha stupito: non era esattamente in linea con la mia storia professionale. Era tuttavia un incarico pieno: Direttore Generale e Direttore Giornalistico (ho tenuto che fosse sottolineato espressamente il secondo aspetto nel contratto) e avevo di fronte una partita da giocare. Posso rubare un sorriso? Sul mio ex-libris, il dono di un caro collega che non c’è più, è scritto: “Non perder l’ora, non piegar nella tempesta”.

Per alcuni giornali sammarinesi lei non piacerebbe a Silvio Berlusconi per le sue simpatie politiche. Lei crede che potrebbe essere stato questo il motivo per il quale è stata “inviata” sul Monte Titano?

Berlusconi ovunque… diventa un’ossessione! Credo che non giovi tirarlo in campo a proposito di ogni cosa. Non so se io sia o meno nelle simpatie del Cavaliere, non glie l’ho chiesto. Né me lo chiedo. La mia carriera non è legata alla politica.

Quali sono i suoi progetti per la televisione dopo l’importante accordo tra la Repubblica di San Marino e il Governo italiano che prevede l’utilizzo del satellite e lo sviluppo di nuove tecnologie?

L’accordo di cooperazione in materia radiotelevisiva tra la Repubblica italiana e quella di San Marino è stato firmato, ma non ancora ratificato dal Parlamento italiano. Mentre quello della Repubblica del Titano lo ha già fatto (il 5 agosto scorso, ndr). Credo che possa aprire interessanti prospettive e soprattutto offrire un futuro alla RTV, anche nel segno della sua internazionalizzazione. I miei progetti? ho appena illustrato il piano alla mia nuova squadra: una televisione di servizio pubblico moderna, che rispetti la pluralità delle opinioni, la correttezza, l’oggettività, nel tempismo dell’informazione. Una televisione capace di interpretare una dimensione “glocal”: istanze e bisogni locali, prospettiva globale. Attenzione alle donne, ai giovani. Una tv laboratorio: le piccole dimensioni sono ideali per sperimentare nuovi progetti.

Ma il suo arrivo nella Repubblica del Monte Titano è stata segnata da polemiche e vertenze sindacali. Assieme alla nuova nomina del Direttore generale sono state effettuate anche assunzioni all’interno della televisione e della redazione giornalistica che hanno scatenato discussioni tra i sindacati, i numerosi precari esclusi e i vertici dell’emittente sammarinese.

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