Cesena. Parla il miglior amico del 17enne ucciso da mix di alcol e mdma in discoteca a Rimini. Corriere Romagna

Patrizia Cupo – Corriere Romagna: «Matteo? Vittima della sua prima pasticca» /
Alex: «Lui non era un tossico: in molte discoteche comprare stupefacenti e farsi è normale» /
«Con il suo sacrificio mi ha cambiato la vita, quella maledetta sera non ero con lui»

CESENA. Da quando non c’è più lui, Alex ha cambiato vita, dice. «Ho più rispetto di me stesso e del lavoro». Perché la “lezione” che gli ha impartito il suo miglior amico Matteo Severi, ucciso da una mix micidiale di droga e alcol dopo una notte in discoteca a Rimini, nemmeno un mese fa, è di quelle che ti rimangono nel sangue, e ti fanno crescere di una generazione in una notte sola. «Matteo non era un tossico, e in certe discoteche comprare droga e “farsi” è cosa normale. Bisogna dire “basta”». Alex Lubelli fa il cuoco, ha 21 anni. E’ cresciuto con Matteo, il 17enne cesenate che il 4 agosto scorso è morto, dopo la notte brava in discoteca, l’Io street club di Rimini, poi chiuso per un paio di settimane e riaperto proprio da pochi giorni. Matteo e altri cinque amici, quel sabato notte, avevano deciso di far l’alba in riviera. Avevano comprato dell’alcol e se l’erano scolato in spiaggia poi, in discoteca, si erano un po’ persi di vista, e solo quando si sono ritrovati, Matteo ha dato i primi segni di cedimento. La droga, probabilmente Mdma, metanfetamine, l’aveva comprata proprio lì, a due passi dalla pista da ballo. Ora, i risultati dell’autopsia devono ancora dare la risposta definitiva ai dubbi degli inquirenti, ma l’ipotesi è che il cuore di Matteo non abbia retto proprio all’eccessivo stress dato dal miscuglio tra le metanfetamine e l’alcol. (…)


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