Chiusura SileX

La Silex, che ha attualmente 17 lavoratori di cui 11 sammarinesi, è in ordine di tempo l’ultima ditta che ha inoltrato una richiesta di riduzione di personale per poi chiudere a San Marino e trasferirsi fuori confine. Il Segretario all’Industria Arzilli ha affermato che la Silex ha inoltrato richiesta di ampliamento in data 10 aprile 2007 e che l’attuale Governo, nella primavera 2009, ha esaminato le richieste rimaste inevase ed ha contattato le imprese richiedenti e che a questo punto l’azienda aveva già optato per il trasferimento in Italia.
Esposti i fatti la mia domanda è: San Marino può permettersi di perdere aziende sane che chiedono la possibilità di poter crescere e così creare occupazione? Sicuramente no. È palese che questo sia il momento di agire sulle imprese che vanno bene per farle crescere e metterle nelle condizioni di poter assorbire quei lavoratori che, con la crisi, purtroppo non hanno lavoro. Dobbiamo uscire dallo stallo, non possiamo permetterci che il comparto industria si affievolisca ulteriormente, non ricoprendo più uno dei ruoli trainanti dell’economia con la conseguente crescita esponenziale della disoccupazione e un abbassamento drastico della liquidità monetaria, quindi del potere di acquisto e del tenore di vita delle persone. Per supportare la ripresa c’è bisogno del contributo di tutti, bisogna saper cogliere quei suggerimenti propositivi e non fini a se stessi che arrivano dalle associazioni di categorie, sindacali e da chi conosce dall’interno la “matassa” e può aiutare il Governo a trovarne il bandolo. La strada da percorrere è ancora lunga e piena d’incognite anche a causa del difficile ed enigmatico rapporto con l’Italia. È improrogabile dare risposte rapide e concrete alle ditte sane. Occorre tutelare i lavoratori e investire subito su chi può dare “lavoro in regola” alle persone disoccupate. Molte ditte stanno chiedendo di avere i giusti strumenti per essere competitive e non dover quindi attingere agli ammortizzatori sociali, o addirittura chiudere o trasferirsi. Auspico che ciò avvenga e che non ci si ritrovi fra un po’ a “piangere nuovamente sul latte versato”.

Segretario Industria e Artigianato
Francesca Busignani

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