Comitato Promotore del referendum per la richiesta di adesione all’Unione Europea

Il Comitato Promotore del referendum per la richiesta di adesione all’Unione Europea esprime apprezzamento per la sensibilità, con cui la Reggenza si è premurata di informare personalmente che il referendum sarà indetto entro la seconda metà del prossimo mese di ottobre e che a breve sarà adottato il relativo Decreto.

Il referendum sull’Unione Europea potrà così giungere al suo epilogo dopo la lunga interruzione dovuta alle elezioni politiche anticipate e i cittadini, che già una prima volta in occasione del referendum fissato per il 27 marzo 2011 si sono visti espropriati del loro diritto di esprimersi, potranno finalmente dire la loro.

In data 17 luglio u.s. la stampa ha riportato che il Segretario di Stato per gli Affari Esteri si dichiara preoccupato per un esito favorevole del referendum perché potrebbe interferire sul percorso a tre iniziato con i Principati di Andorra e Monaco.

A parte la considerazione che, se si fosse permesso ai cittadini di esprimersi a suo tempo, il loro parere avrebbe potuto – come era giusto che fosse su una questione tanto importante per il futuro del nostro Paese – indirizzare e sostenere il Governo e le istituzioni nella scelta del percorso, su cui ingaggiare la Repubblica in direzione dell’integrazione europea.

In ogni modo, se tutte le forze politiche sono ormai d’accordo che è essenziale una integrazione di San Marino nel mercato unico europeo e il Governo e il Consiglio Grande e Generale sono impegnati a conseguire questo obiettivo, non sarebbe più opportuno e conveniente chiedere di entrare nell’Unione Europea dall’ingresso principale piuttosto che cercare ingressi secondari e obbligarci a condividere tempi e modalità comuni anche ai Principati di Andorra e Monaco che hanno evidenti caratteristiche ed obiettivi diversi da quelli sammarinesi?

Siamo tutti consapevoli che l’ingresso di San Marino nell’Unione Europea pone problemi molto seri sia al nostro Paese sia all’U.E. perché è una questione complessa, ma, essendo impensabile per San Marino restarne fuori, il Governo ed il Consiglio Grande e Generale avrebbero il dovere di attivarsi affinché tutti i cittadini siano messi in condizioni di rendersi conto che l’Europa è un partner irrinunciabile per il nostro Paese e che l’esito favorevole del prossimo referendum è la garanzia più forte per affrontare il negoziato con l’Unione e concordare quelle condizioni particolari che possono assicurare un buon futuro alla Repubblica.

Quindi anziché “gettare ombre” sul referendum – come ha scritto giustamente un quotidiano – varrebbe la pena che il Governo si muovesse con maggiore decisione e con coerenza in riferimento agli obiettivi “predicati” ed anche in riferimento all’impegno sottoscritto di rispettare il referendum.

IL COMITATO PROMOTORE 

 

 

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