Conferenza stampa odierna del Congresso di Stato

San Marino, 12 maggio 2016
Comunicato stampa
Il Governo, con i Segretari di Stato Capicchioni, Belluzzi e Mussoni, chiude oggi il ciclo di incontri con la stampa volti ad analizzare la portata della prossima consultazione referendaria nel contesto degli interventi fatti per dare nuova credibilità e affidabilità al sistema Paese.
Entra subito nel merito del quesito sulla variante di Rovereta per il Polo della moda il Segretario Capicchioni, con alcune precisazioni: non è vero che saranno date agevolazioni ad hoc agli investitori, né contributi a fondo perduto, né riduzioni delle aliquote monofase. La convenzione prevede solo l’applicazione delle agevolazioni che le normative vigenti riconoscono a tutti gli imprenditori, sia riguardo l’imposta di registro che il credito agevolato.
“Questo Governo – aggiunge – in quasi quattro anni di legislatura, non ha fatto alcuna speculazione sul territorio. Se ha detto si al progetto del polo della moda lo ha fatto a fronte di una proposta circostanziata, che và nell’interesse del Paese, e bilanciando il cambio di destinazione d’uso dell’area adibita all’insediamento, destinando a verde pubblico un’altra area”.
Negli ultimi anni il PIL è sceso di più del 30%. Studi sullo sviluppo economico indicano che se vogliamo invertire questa tendenza dobbiamo mettere in moto investimenti differenziati. La realizzazione di The Market può essere una prima risposta per la ripresa del comparto turistico commerciale, creando un indotto importante di cui beneficerà non solo l’area interessata ma anche il centro storico. Quindi non capisco le preoccupazioni dei commercianti di città. San Marino ha necessità di investimenti per riattivare l’economia mettendo in moto circuiti complessi: nell’edilizia, nell’occupazione, nel commercio, nel turismo.
Questo progetto parte da investitori noti, identificabili, che lavorano da anni nel settore con ottimi risultati. Non c’è alcuna schermatura, non c’è prestanome. Sappiamo chiaramente chi sono e cosa faranno, e in più ci mettono del proprio investendo più di 100 milioni, portando quel denaro che ci serve. Respingere questo progetto – ha detto Capicchioni e lo hanno ribadito i colleghi Belluzzi e Mussoni – dà il messaggio che non vogliamo investimenti esteri. Possiamo farlo – chiede Mussoni –  e dare questo messaggio sulla stampa nazionale italiana e internazionale e dire, in relazione a un gruppo conosciuto e affidabile che non vogliamo quel gruppo? Può un parlamento che ha detto si a un investimento essere sconfessato da un referendum che ora chiude a quell’investimento?
Per il Segretario di Stato Iro Belluzzi, il no ai quattro referendum è un no all’autarchia. Tutti i Paesi cercano di intercettare flussi finanziari. La scelta della trasparenza e il quadro delle relazioni internazionali fanno capire all’estero che qui si può investire, grazie anche al differenziale fiscale, e all’attrattiva della ottimale collocazione geografica, alla qualità ambientale, alle infrastrutture, ai beni culturali e storici. Ora, dall’interesse che stiamo catalizzando verso il settore commerciale, sembra che San Marino sia di nuovo attrattivo per gli investitori, come One Gallery ad esempio e il Gruppo Borletti, che ha scelto San Marino per insediare il suo modello commerciale che se non sarà accolto qui sarà accolto nei territori limitrofi.
Già in passato, lo ha ricordato anche Mussoni – ci sono state scelte sbagliate, come il no alle Befane, che hanno sottratto al Paese i benefici che sarebbero arrivati da monofase e occupazione, garantendo anche finanziamenti per i fondi pensionistici, il welfare, la sanità, l’istruzione. Quanto all’equilibrio col quadro del commercio dei territori limitrofi, i Segretari di Stato hanno osservato come l’insediamento commerciale di Rovereta porterebbe senz’altro benefici e rivitalizzerebbe anche l’area di Cerasolo, oggi in fase di abbandono, ad esclusione degli insediamenti di aziende sammarinesi come Colombini o la Sit. The Market si pone nel circondario come un’opportunità  anche per l’offerta differenziata che fa rispetto all’esistente.
Non tutti i commercianti – ha precisato Belluzzi – sono contrari al polo della moda. Chi è riuscito a creare un livello di offerta alto e qualificato si aspetta i benefici di un insediamento come The Market. Non sarà certo l’unico intervento che inciderà sul turismo, ha detto, ma va visto nel quadro determinante di altri interventi, come la creazione del polo museale e la riqualificazione di tutto il centro storico. Secondo Iro Belluzzi questi referendum seguono un percorso devastante che va verso l’autarchia e la chiusura, che porterebbe verso quella che è chiamata la “decrescita felice”, determinando l’impoverimento generale del Paese. L’autonomia di San Marino non può essere autoreferenziale e poggiare su un sistema chiuso. Da un anno, dopo una fase di grande decrescita del PIL, nel 2015 lo stesso ha segnato un inequivocabile cambiamento di tendenza. Un segnale di  controtendenza che fa ben sperare, perché la crescita si consolidi occorre favorire chi vuole investire nel nostro territorio per ridisegnare la nostra economia.
Sull’insediamento di Rovereta è molto esplicito Mussoni “E’ da pazzi che un Paese che ha il 10% di disoccupazione, in fase di riconversione e di ripartenza dell’economia, respinga un investimento di 100 milioni di euro, con relativo indotto di occupazione e di crescita di altre imprese locali. La domanda  da porsi è “Vogliamo un paese aperto, che cresca, o un paese che recede?” Banche, famiglie, fondi pensione: ci sarà un dopo referendum che inciderà su queste realtà.
Ognuno dei 4 referendum ha una visione recessiva – commenta il Segretario Mussoni. Per cui, rispondere no a tutti e quattro i quesiti significa chiaramente dire no alla recessione.
Su altri quesiti referendari, anche Capicchioni, come i colleghi che lo hanno preceduto, parla di demagogia riferendosi alla proposta di mettere un tetto di 100mila euro allo stipendio delle figure apicali del settore pubblico allargato e di alcuni enti autonomi, col rischio di frenare lo sviluppo di attività importanti come il settore sanitario che – ha osservato – ha bisogno di elevate professionalità. Così come il settore bancario e finanziario che – ha aggiunto Belluzzi – per essere sviluppato richiede importanti professionalità gestionali. Abbiamo già visto – ha detto – come gli stipendi di tutta la dirigenza del settore pubblico sia ben al di sotto dei 100,000 euro. Quindi la proposta comporta solo il rischio di precludere l’ingresso a specialisti.
In merito all’abolizione del quorum richiesto nei referendum, Capicchioni ritiene che non debbano  essere poche persone a prendere decisioni importanti per il paese e che il 25% ora richiesto sia posto a  garanzia della valenza democratica dell’istituto referendario. “Si rischia di perdere le regole della democrazia, che è rappresentanza e delega da parte dei cittadini”, ha aggiunto il Segretario Belluzzi. -“Poter cancellare le decisioni dei governi e delle maggioranze consiliari senza alcuna garanzia di partecipazione popolare porterebbe a seri problemi di gestione del Paese”. “Stiamo maturando la cultura della democrazia referendaria – ha osservato Mussoni – non corriamo il rischio di modificare le regole della democrazia rappresentativa. Il referendum va strutturato e sottoposto a condizioni. Va trovato un equilibrio”.
Riguardo alla preferenza unica, come altri colleghi, anche Capicchioni e Mussoni ritengono che vada nella direzione opposta alla partecipazione dei giovani alla vita politica e che penalizzi i soggetti fragili. “Limita la volontà dei cittadini, ha aggiunto  Belluzzi, anche considerate le relazioni amicali e sociali che interagiscono in una realtà inclusiva piccola come la nostra.
“La politica non si fa coi referendum” ha concluso Mussoni, anche considerato l’alto costo delle consultazioni.

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