Consiglio G. e G. 16 dicembre, pomeriggio. Agenzia Dire

Consiglio G. e G. 16 dicembre, pomeriggio. Agenzia Dire

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE 10-23 DICEMBRE

LUNEDI’ 16 DICEMBRE – pomeriggio

 

Nella
seduta pomeridiana del Consiglio grande e generale continua il dibattito sul
Bilancio di previsione 2014 dello Stato e degli Enti pubblici e sui bilanci
pluriennali 2014/2016, in seconda lettura, ormai giunto a oltre metà del suo
corso. In seduta notturna proseguiranno gli interventi rimasti dei 62 previsti.

Di seguito una sintesi degli interventi
del pomeriggio.

Comma
5.

Alessandro Cardelli,
Pdcs: 
“Il testo che esaminiamo è uno scoglio importante: la finanziaria
dell’anno scorso prevedeva un bilancio in perdita di 33 mln di euro. A ottobre
il deficit sceso a 25 mln, con il progetto in seconda lettura verrà ridotto a
16 mln di euro, è un risultato rilevante.

La cittadinanza sta chiedendo
alla politica coraggio nelle scelte e, per la prima volta, finalmente vedo che
maggioranza e governo stanno iniziando questo percorso. Sicuramente molti
provvedimenti verranno contestati, l’opposizione metterà il dito nella piaga
perché alcuni sono impopolari, ma vanno fatti e la politica deve prendersi
questa responsabilità. Le linee guida in materia di contenimento di costo sono
due:  il ‘progetto Pa’ prevede il
pre-prensionamento per i prossimi tre anni a 59 anni o 40 anni di versamenti
contributivi. Ciò consente un risparmio tra i 3 e i 7 mln di euro e un
risparmio di occupazione di 600-650 persone.

Il ‘progetto Pa’ prevede
infatti che queste persone siano rimpiazzate solo per un 20-25% con
giovani  sammarinesi laureati, che
conoscono la lingua inglese e hanno capacità informatiche. Altro impopolare
provvedimento è quello sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Il divario
pubblico-privato è insostenibile, la cittadinanza in più occasioni ci chiede di
intervenire su questo e sarà previsto un contenimento dell’1,5%. E’ una
percentuale limitata, ma è un segnale. Vorrei sollecitare maggioranza e governo
ad avere però più coraggio sulle politiche per lo sviluppo. Abbiamo portato
adesso in congresso i decreti attuativi della legge per lo sviluppo, in questo
momento è importante non solo tagliare e contenere, ma anche creare risorse ed
occupazione”.

Giovanni Lonfernini,
Upr: 
“Ci troviamo oggi a discutere una legge con una forte valenza politica
ed è bene dire che sta succedendo in Aula. Il Consiglio si confronta senza
nemmeno la presenza di un membro di governo. E’ assurdo che non si diano un
metodo di rotazione durante questo dibattito. Questa mattina abbiamo avuto la
pazienza di ascoltare gli 8 membri di governo, avremo ora intenzione di fare
loro domande. Mi appello alla Reggenza, questa non è una sessione ordinaria.

Upr e Ps non avevano e non
hanno particolari aspettative rispetto al bilancio, ci troviamo di nuovo di
fronte a una presa d’atto, secondo una linea di coerenza metodologica che regna
in maggioranza.

Il segretario Felici ha
parlato della necessità di attraversare il collo di bottiglia in cui si trova
la politica sammarinese, ma ascoltando gli interventi dei suoi colleghi di
governo mi pare siano più in mezzo al guado. Si sono limitati ad essere rivolti
con la testa all’indietro. Non è un bel segnale. Oggi ho  ascoltato molta cerimonia, ma manca la
politica. Mi chiesto, il tavolo per lo sviluppo ha permesso il dialogo? Allo
stesso modo, non mi pare che la riforma fiscale sia stato oggetto di dialogo.
Sul Decreto per lo sviluppo, noi dell’opposizione non abbiamo visto accolta una
virgola.

Ieri abbiamo evidenziato le
perplessità su progetto di legge debole. Oggi ci prospettate una legge omnibus,
c’è di tutto, per esempio l’articolo 10 sull’Ente poste, è altamente
programmatico, che senso ha? Noi ne chiederemo l’abrogazione. Con l’articolo 12
facciamo un legge per confermarne una che è già in vigore. Il contributo di
solidarietà poi aumenta il carico fiscale per i pensionati. Poi l’articolo 62
sulla riforma scolastica, non avrebbe meritato un confronto preliminare, un
dibattito consiliare? Così si fa un blitz e si mortifica la cultura della
scuola”.

Luigi Mazza, Pdcs: “Le avremo sbagliate tutte, ma il coraggio di prendere
scelte questa maggioranza ce l’ha. Se avessimo detto che avremmo approvato la
riforma fiscale in 2 giorni non ci avrebbe creduto nessuno. Dall’opposizione
volete continuare a dire che non si farà nulla? Questa maggioranza ha
dimostrato di avere il coraggio di fare. L’impegno di oggi è portare il passivo
del deficit a 16 mln di euro, è uno sforzo che nessun governo e nessuna
maggioranza ha mai fatto. E frutto di molti tagli e molte entrate. Per ridurre
i costi della PA si sono previsti12 mln di euro di tagli agli enti. Stiamo
chiedendo a tutto il sistema di fare risparmi. 
Se per una volta si è chiesto ai dipendenti pubblici un contributo è
perché vogliamo ricordarci che c’è chi al 27 prende uno stipendio e chi invece
al 31 spera di poter andare avanti un altro mese, come i lavoratori
autonomi. 

Non sono provvedimenti facili
e popolari. Siamo tutti chiamati a pensare prima al paese che alla propria
posizione. C’è una maggioranza e un opposizione, noi non possiamo venire meno
all’impegno preso con nostri elettori.

Forse siamo stati carenti su
un aspetto. Si è detto che è stato un anno di spending review e con poco
impegno per dare corso allo sviluppo, prendiamolo non come critica ma anche
come impegno da prendersi. Non esiste un intervento sul bilancio se non con lo
scopo di portare i conti pubblici in tranquillità, è l’unico modo per mantenere
l’economia. Se vogliamo sostenere le nostre imprese, abbiamo bisogno di risorse
che ci sono solo se c’è un bilancio in equilibrio”.

Antonella Mularoni, Ap: “Oggi dobbiamo ragionare di tagli e contenimento
delle spese dopo anni di prosperità. Non è facile ma negli Usa sono fallite
alcune città perché non sono riusciti in questo intento. Dovremo iniziare a
ragionare su quello che il paese può permettersi in tema di spesa corrente e
quello che invece non può più sostenere. Se è vero che, da un lato, di rigore
solo si muore, dall’altro, dobbiamo riconoscere che lo Stato non può più farsi
carico di certe spese. Dobbiamo favorire il ricambio generazionale all’interno
della P.A. anche attraverso percorsi di formazione. L’impegno da parte di tutto
il Consiglio Grande e Generale mirerà a fare ragionamenti di prospettiva per
pensare alle possibilità di sviluppo e di introito ulteriori per questo Paese.
Bene la riforma fiscale ora però dobbiamo favorire investimenti su San Marino e
dobbiamo porci il quesito di come mai altre località sono più appetibili. Se
l’economia riparte in maniera forte le mie preoccupazioni potranno essere
attenuate in caso contrario lo Stato dovrà farsi carico in parte della
situazione”.

Andrea Zafferani,C10: “La riforma fiscale non porterà più di 5,5
milioni di euro netti al bilancio dello Stato, l’aumento della tassazione sui
redditi certi ridurrà la domanda, i consumi e quindi le entrate future, obbligando
a nuovi inasprimenti fiscali solo per mantenere il livello delle
entrate. Una scelta, quella della riforma fiscale, che è quindi non
condivisibile sotto tutti i punti di vista. Serviva quindi ancor di più
agire sui risparmi di spesa. Ma anche qui dovevano essere tagli strutturali,
che potessero ridurre la spesa non per un anno, ma per sempre. Dovevano essere
tagli veri, non lineari ma selettivi e mirati, per tutelare la funzionalità dei
servizi e le fasce deboli della popolazione. Anche in questo bilancio queste
scelte mancano quasi completamente. Noi abbiamo delle idee in merito per creare
un sistema sostenibile finanziariamente e tutelante per le fasce deboli. Spero
se ne possa parlare e che non si arrivi anche qui col fatto compiuto in aula,
perché se l’obiettivo fosse quello di caricare continuamente oneri sui fondi
pensione, questa scelta sarebbe delittuosa e andrebbe denunciata con
forza. Per il resto è buio pesto. Tagliare fondi agli Enti, e penso
in particolare al taglio di 2,5 milioni di euro all’Iss significa tagliare le
spese sulle spalle delle fasce più deboli, aprire la strada all’introduzione di
ticket sanitari. Ed a proposito dei ticket, sicuramente non si faranno adesso
perché l’opposizione ha lanciato l’allarme e quindi è meglio fermare per un po’
le bocce; ma, cari cittadini, si farà tra qualche mese perché altrimenti l’Iss
non riuscirà a far quadrare i conti a causa dei tagli del Governo e, se saranno
confermate le linee ipotizzate, si farà senza esenzioni, senza distinzioni e
senza tutele per le fasce deboli della popolazione. Su questo ci sarà la nostra
massima attenzione. Inoltre, sempre su questa falsariga, inserire norme come la
riduzione del trasferimento ai fondi pensione dal 10% al 5% oppure come la
riduzione della spesa per il personale della PA attraverso pensionamenti
anticipati senza nessun disincentivo significa fare un operazione di maquillage
finanziario che riduce le spese sul bilancio e le aumenta sul fondo pensioni,
anticipando come detto la necessità di una ulteriore riforma previdenziale. Gli
stipendi? Noi siamo fermamente contrari ai tagli lineari, perché non
consentono di raggiungere nessun obiettivo nobile di miglioramento della
funzionalità della macchina pubblica, penalizzano le fasce più deboli della
popolazione. La via invece sarebbe un’altra: responsabilizzare i dirigenti
nella gestione dei propri servizi. Sviluppo? Servirebbe un’azione decisa,
come detto, una medicina amara per qualche anno per recuperare risorse da usare
per lo sviluppo del Paese, grazie al quale ottenere nuova crescita e nuovi
posti di lavoro, incamerando entrate. Invece si procede per piccoli
passettini: fino a ieri ad esempio ci si gloriava di non toccare gli stipendi
mentre oggi si interviene toccandoli poco, domani inevitabilmente si interverrà
toccandoli un po’ di più, ma sempre e soltanto per coprire i buchi. E questo
vale per tutti i tagli, senza una direzione per il futuro. Non è questa la
scelta giusta”.

Roberto Ciavatta, Rete: “Credo che siano poche le persone in questo paese
fiduciose sul futuro. Certo la situazione non è facile da affrontare e
richiederebbe risposte veloci e puntuali ma da un anno a questa parte le
risposte non sono giunte. Si sarebbe potuto mettere a posto i conti lanciando
al contempo anche una serie di interventi per dare respiro alla nostra economia
che noi, in questa maniera, stiamo uccidendo. A nostro parere potrebbero essere
definite una serie di misure per consentire un rilancio dell’edilizia grazie ad
esempio a interventi statali per la ristrutturazione di locali pubblici. A
quanto si capisce si aumentano inoltre gli accreditamenti degli asili privati
ma in questo momento si stanno liberando posti negli asili nido pubblici perché
le mamme stanno perdendo il posto di lavoro. E allora perché questa misura? Sui
prepensionamenti siamo estremamente contrari nel creare distinzioni tra
dipendenti normali e dirigenti, soprattutto dirigenti dell’Iss”. 

Massimo Cenci, Ns: “Abbiamo parlato all’inizio sessione di corruzione e
voto di scambio che hanno caratterizzato il nostro passato e hanno inciso sul
nostro sviluppo e sui dati di bilancio. Innegabile che abbiamo avuto in passato
una serie di assunzioni non funzionali al progetto di una Pa efficiente, così
come abbiamo avuto aumenti di livello non giustificati e stipendi fuori scala.
Sicuramente c’è tanta colpa di chi ha concesso, ma anche tanta colpa e
complicità di chi ha chiesto in tempi di campagna elettorale. Poi abbiamo
affrontato il tema della riforma fiscale, ritengo sia uscita una buona riforma
anche se non era quella originariamente pensata. Fatto queste due premesse,
oggi affrontiamo la legge di bilancio. Siamo riusciti ad arrivare a 16 mln di
euro di deficit, valore oggi accettabile, perché dobbiamo continuare a
garantire il nostro stato sociale. Chi ritiene ci sia bacchetta magica per far
arrivare oggi una montagna di soldi puliti a San Marino si sbaglia e non ha
avuto nessuna lezione del passato. La logica da seguire è quella di intervenire
sulla spesa pubblica a prescindere da partiti, famiglie e categorie di appartenenza:
oggi prevale nel Paese un senso di profonda ingiustizia. Contesto che la
forbice pubblico- privato, visto che sussiste da tanti anni, non vada
affrontata. E’ opportuno ora uno sforzo comune. Accolgo l’invito del segretario
Felici di provare a ragionare sugli emendamenti per arrivare, se possibile, a
posizioni comuni .Questo è uno dei passi di un percorso in cui deve essere
chiaro dove vogliamo arrivare”.

Fabio Berardi, Pdcs:  “Abbiamo
varato una riforma fiscale importante, ma sullo sviluppo c’è ancora molto da
fare sui vincoli per l’occupazione e sulla questione residenze, per esempio.
Oggi parliamo di tenuta dei conti pubblici, apprezzo lo sforzo fatto all’ultimo
momento per ridurre un ulteriore deficit da 25 a 16 mln di euro, anche se
dall’opposizione si dice che è ancora poco. Credo sia già un ottimo risultato,
non privo di tensioni  ma il governo è
riuscito ad andare fino in fondo anche se ho un po’ di critica su un approccio
poco organico e razionale, condizionato dal poco tempo. Di elementi ne avevamo
alle spalle, mi riferisco all’allegato Z di qualche anno fa, un lavoro che ci
indica già 110 punti su cui lavorare, poi il lavoro revisione della spesa
pubblica.

C’è un grosso lavoro da fare
su numeri della Pa che vanno rapportati ai parametri europei: da insegnanti ai
medici, ai magistrati, abbiamo numeri più alti rispetto alla media Europea, per
spesa e retribuzioni. Servono parametri universali più europei in molti
settori, per tendere alla normalizzazione e al riavvicinamento tra pubblico e privato.
Ci sono ancora dei dislivelli da pareggiare, sacche di privilegio da valutare e
ancora dobbiamo cominciare di lì”.

Federico Pedini Amati, Ps:
La Repubblica di San Marino si trova
in una pesantissima recessione, lo stato delle cose che non aiuta una ripresa
economica in maniera agevole. La questione che da più tempo l’opposizione
solleva è la mancanza assoluta di coraggio per mettere in campo un intervento a
livello strutturale di rilancio economico. Il segretario Lonfernini ha fatto un
ampio riferimento sul rilancio turistico-commerciale, un settore fondamentale
per far ripartire la Repubblica.

C’è molta carne sul fuoco, il
segretario Felici ha anticipato che ci sarà una riduzione dei costi di Bcsm di
circa il 10% sugli stipendi. Ma quello che mi stupisce è che nell’andare a
mettere mano alla riduzione della spesa pubblica, rispetto agli stipendi, si
sta portando avanti un meccanismo di tagli orizzontali che porteranno benefici
dell’1,5%, ma la cosa brutta è che gli stipendi vengono tagliati dal più basso
al più alto e di per se non è un meccanismo a difesa delle classi disagiate e
non può essere condiviso.

Ho sentito parlare di una
possibile parificazione degli stipendi pubblico-privati, faccio una proposta
provocatoria: se tagli devono essere, facciamoli. A chi prende, come dipendente
Pa, da 2,500 euro a 3 mila euro mensili, i tagli siano di 200 euro mensili, dai
3 mila ai 3 mila e 500 euro, si riducano di 400 euro, di 600 euro a chi prende
di più, in modo che tutti gli stipendi restano comunque degni. Invece no, si
propone in Consiglio un taglio orizzontale anche a stipendi minimali di persone
che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Questo non si può condividere.
I tagli li vota anche l’opposizione se sono tagli, ma non si può inficiare lo
stato sociale più debole”.

Augusto Michelotti, Su: “Progettazione e programmazione sono assenti in
questo bilancio. Idee e prospettive nessuna. Futuro nero. Fiscalità iniqua,
paura tanta. Così come i tagli, molti dei quali sono sbagliati e diretti verso
il settore più debole. Non si può fare una buona politica senza scontentare
nessuno. Per quanto riguarda l’Iss posso solo constatare che è iniziato lo
smantellamento: si toglie la pietra nell’angolo della casa e nel giro di
pochissimo tempo verrà giù tutto. Ho sentito il segretario Mussoni parlare a
lungo della disparità tra dipendenti pubblici e privati:  diceva che ‘la
disoccupazione c’è nel privato, ma non nel pubblico’ e questo è un discorso
pericoloso perché tende ad insinuare un argomento particolare, ovvero si inizia
a profilare l’ipotesi di licenziamenti anche nel pubblico. Inaccettabile.
Invece di intervenire sugli sprechi, si preferisce adottare misure
indiscriminate che finiranno per colpire le fasce più deboli della popolazione
andando a colpire un caposaldo della nostra comunità: la gratuità delle
prestazioni sanitarie”.

Gian Nicola Berti, Ns: “Non è corretto attentare alla tranquillità dei
cittadini facendo affermazioni non veritiere. Già in questa sessione consiliare
abbiamo cercato di fare un intervento molto importante, ovvero la riforma
tributaria appena licenziata. L’equità fiscale, inserita dalla riforma
tributaria, e il potenziamento dei tagli alla spesa, legati alla spending
review, potranno creare un fondamentale volano per la nostra economia. La lotta
all’evasione è un obiettivo raggiungibile. Siamo aperti al confronto e questo
passaggio rappresenta semplicemente un inizio, manca ancora tanto al traguardo.
I problemi attuali non dipendono soltanto da noi, bensì da alcuni errori del passato.
Gli errori sono attribuibili a tutti: alla classe politica, ai cittadini,
all’imprenditoria e all’inefficienza dell’apparato pubblico. Tenere San Marino
in black list è una scusa per impedire a questo paese di svolgere appieno la
propria sovranità e di inserirlo tra i paesi europei integrati. Non tollero più
l’associazione San Marino-malavita organizzata: una distorsione che ritroviamo
spesso sui media italiani. Inizio un po’ a riflettere sull’anomalia di una
Riviera adriatica infestata di camorra e ’ndrangheta che sostiene che la causa
di tutto ciò sia San Marino, mentre io penso il contrario, ovvero che
l’avvicinamento della malavita a San Marino sia dovuto alla vicinanza con la
Riviera. L’Italia ha paura di una piccola realtà come quella sammarinese e
dobbiamo iniziare a dire tutti insieme “basta”, a perseguire le nostre imprese
che vogliono avere diritto di cittadinanza quando fanno impresa all’estero. San
Marino presta un’assoluta collaborazione alle autorità italiane. Infine andiamo
avanti con convinzione sul percorso che dovrà rendere le retribuzioni del
sistema privato equivalenti a quelle del settore pubblico”.

William Giardi,Upr: “Le mie aspettative su questa legge sono state
disattese. Nella pochezza dei contenuti per lo sviluppo assume un significato
il contenimento della spesa. Io non sono contrario alla politica dei
pensionamenti, però mi piacerebbe capire se su questi prepensionamenti sono
stati fatti calcoli ben precisi. Nell’Iss sono previsti  30/40
prepensionamenti, ma siccome non mi risulta che i direttori abbiano indicato
degli esuberi nei propri dipartimenti, mi viene da pensare che queste persone
verranno prontamente sostituite. Volevo poi parlare anche di alcuni temi come
quello della disparità tra dipendenti pubblici e privati. Se a San Marino
fossero introdotti concorsi seri si potrebbe allora spiegare perché un pubblico
prende più di un privato. Ma così non è. Per quanto riguarda l’Iss posso dire
che sta già affondando perché si tratta di un sistema che non può reggere.
Prima del ticket però si possono mettere in campo altre misure che
risulterebbero più accettabili. Concludo dicendo che rimango piuttosto stupito
ascoltando le parole del consigliere Cardelli che con entusiasmo abbraccia
questa legge. Non capisco dove un consigliere così giovane possa intravedere
uno sviluppo prospettico in questa normativa. Il problema non è la riforma
Felici in se, ma la riforma Felici in te”.

Rossano Fabbri , Ps: “Il ragionamento del collega Berti è in alcune parti
anche condivisibile, ma io mi chiedo, poteva San Marino fare meglio? Penso alla
possibilità che nel 2006 avevamo avuto di chiudere l’accordo bilaterale con
l’Italia . Avremmo avuto meno problemi da superare oggi nelle relazioni
internazionali. E magari non avremmo avuto il problema ossessivo di uscire
dalla black list. Tornando al bilancio, le entrate accertate sono 589 milioni
di euro e le uscite sono 626 milioni di euro, dunque si registra un disavanzo
di 36 milioni di euro. Da notare che c’è un forte disallineamento rispetto alle
stime fatte in sede di previsionale. A giugno 2013 il debito pubblico ammonta a
96 milioni di euro. Siamo molto perplessi sulla legge previsionale del 2014
perché manca di concretezza e di scelte mirate per garantire il rilancio della
nostra economia. C’è disomogeneità progettuale. Consideriamo carente la
proposta che ci viene sottoposta e proporremo una serie di emendamenti per
cercare di introdurre l’azione di rilancio di cui il nostro paese necessita”.

Oscar Mina, Pdcs: “La legge di bilancio dovrà tendere verso il
contenimento e la razionalizzazione delle spese, ma dovrà valutare anche
infrastrutture strategiche per garantire le entrate dello Stato. Penso
all’università; in tempi di crisi investire sull’istruzione è uno degli
elementi più importanti, ma qui mi pare si parli molto di investire su docenti
e personale, più che sugli studenti. Non è una critica ma una considerazione.
Su questo settore, che potrebbe essere un indotto importante per la Repubblica,
si dovrebbe riflettere per incrementare gli introiti dal circondario. Altro
punto è il piano strategico del turismo, che è una componente essenziale sulla
politica nazionale e che può consentire una crescita economica e l’occupazione.
Sugli enti pubblici allargati il trasferimento economico rappresenta l’80%
delle uscite del bilancio, un dato altamente significativo. Ci sono settori in
cui lo straordinario sta diventando una piaga da un milione e mezzo di euro,
bisogna rivedere gli aspetti organizzativi. Sulla camera di commercio, Cvb,
Smtv, ci sono dati impressionanti. Sono esempi su cui valutare aspetti su cui
intervenire”.

Alessandro Mancini, Ps: “Ancora una volta non possiamo non sottolineare la
difficile situazione dei rapporti con l’Italia. 
La permanenza in black list oggi è ancora una realtà. Il dato più
preoccupante della nostra economia è il Pil, abbiamo perso ben 31 punti
percentuali, la chiusura delle aziende i 1.300 disoccupati testimoniano la
situazione. Il debito è destinato a crescere, abbiamo ascoltato che il
disavanzo 2014 sarà di 16 mln di euro che dovranno sommarsi ai 95 mln attuali.
Sono sufficienti per capire la difficoltà. Visto la difficoltà del sistema
economico e il disequilibrio dei conti pubblici, la legge doveva essere
diversa. Ma è mancato il confronto annunciato un anno fa e che doveva
coinvolgere tutte le forze politiche, i sindacati, le categorie economiche e
tutti gli attori. Confronto che doveva esserci sulla riforma tributaria, sulla
revisione della spesa e sullo sviluppo. Nonostante il tavolo per lo sviluppo,
il confronto non c’è stato. Delle nostre proposte, nessuna è stata accolta.

Con il progetto di legge sul
bilancio siamo tornati alla vecchia impostazione di legge omnibus. Ultima
riflessione sui pre-pensionamenti: sono contrario per due ragioni, primo perché
significa fare un giochino di bilancio, riducendo la  spesa tutta sul bilancio e aumentare il fondo
pensioni. Secondo, perché c’è da chiedersi come verranno rimpiazzate queste
risorse umane. Sarà la volta buona, che si affronterà il problema con la
mobilità interna o l’ennesimo strumento per riaprire la stagione di
clientelismo? Infine, con questa legge di bilancio restiamo lontani
dall’avvicinare pubblico al privato”.

Luca Santolini, C10: “Concedo al segretario Felici di aver fatto un buon
riferimento, ha parlato per l’ennesima volta di una disponibilità al confronto,
forse a Natale si è tutti un po’ più buoni. Per il nuovo assestamento del
sistema previdenziale, che andrà in difficoltà tra non più 15 anni, si pensa a
una sua auto-sostenibilità, cosa che vediamo con favore, a meno che i costi
siano scaricati sulle future generazioni. Il sistema attuale non è sostenibile
e può essere superato, speriamo si apra il ragionamento sulla solidarietà
generazionale. Nel testo diverse ci sono sottolineature da fare: cifre non sono
sufficienti per la riqualificazione energetica, è incomprensibile la ratio
dell’articolo 35 sulla riduzione degli stipendi dei dipendenti che hanno
accettato il nuovo regime, lasciando intatti quelli del vecchio regime. Quindi
prepensionamenti che scaricano le spese sul fondo pensioni. Le nostre proposte:
abbiamo previsto un emendamento modificativo per l’aumento dell’imposta sui
beni di lusso, uno sullo stanziamento del fondo disabilità per raddoppiarlo,
quindi proponiamo incentivi a favore dei dipendenti pubblici che si mettono in
proprio. Crediti monofase, ancora non si fa nulla per la messa a bilancio dei
residui, ma così si falsano i bilanci. Proponiamo interventi per raggiungere
l’80% di raccolta differenziata, 
riproponiamo l’introduzione del co-finanziamento degli eventi, lo
sportello unico per le imprese, proponiamo la residenza speciale a chi decide
di investire in territorio con l’obbligo di assunzione di sammarinesi.
Proponiamo incentivazioni a rotazione per vendere prodotti di categorie diverse,
abbiamo un emendamento per poter confrontarsi sulla cannabis a scopo
terapeutico. Sono solo alcune proposte di emendamento, vedremo nella
discussione se alle parole seguiranno i fatti e si potrà avere un confronto
reale”.

Elena Tonnini, Rete: “Questa mattina dai segretari ho sentito un po’ di
confusione. Felici parlava tempo fa dell’eliminazione di interventi
straordinari, ma oggi sembra prevederli, parla del rapporto con l’Italia,
mentre non lo fa il segretario Valentini che preferisce citare Malta e il suo
esempio per giustificare l’aumento del carrozzone diplomatico.

Il segretario Belluzzi
demolisce la legge delle libere professioni di Mussoni, affermando che non è il
momento di far lavorare di più chi ha già un lavoro. Il segretario Lonfernini
ci dice che dobbiamo occuparci di occupazione, ma nulla ha fatto sulla
questione appalti. Mussoni parla di finanza e industria ed evita di parlarci
del ticket sanitario, intervento che prima ha promosso, poi ha deciso di far
cadere sul comitato esecutivo dell’Iss. Il tema delle politiche energetiche è
affrontato in Finanziaria, ma in contrasto con la decisione del congresso di
Stato. Poco tempo fa si è parlato di un nuovo piano energetico, per cui si
stanziano solo 300 mila euro di incentivi.

Il congresso trova una
soluzione dando mandato di costruire un impianto a gas per produrre energia
alla Dundee Corporation, società canadese. Si parla spesso di
internazionalizzazione, ma a livello internazionale non ci si sta muovendo
verso il principio di sostituzione di una risorsa rispetto a un’altra, ma sul
risparmio energetico. Mi viene da pensare, se tutti quei soldi dati fino ad ora
al parco scientifico fossero stati finalizzati per un indirizzo preciso di
ricerca, avremmo avuto già dieci anni di vantaggio, il tempo dedicato per la
costruzione del parco, in cui la ricerca avrebbe risolto già il problema che
oggi ci troviamo ad affrontare in emergenza. Di un’azienda canadese che usa il
gas per fare energia non ne avremmo bisogno se il governo facesse un giro ad
Ancona, dove è stata inaugurata da poco una casa che non consuma energia.
All’efficienza energetica diamo invece briciole”.

Roberto Venturini, Pdcs: “Solo uno sforzo congiunto da parte di tutti i
cittadini potrà consentire di mirare al pareggio di bilancio. Sforzo che dovrà
essere proporzionato alla capacità contributiva di ognuno. Ora però occorre
cambiare passo. I tagli lineari lascino spazio alla meritocrazia. Si operi un
dimagrimento nel numero dei dipendenti del settore pubblico allargato grazie a
un programma triennale di prepensionamento. Proponiamo l’accorpamento di uffici
o unità operative e, nella sanità, l’accorpamento di reparti sotto utilizzati”.

Tony Margiotta, Su: “La crescita economica del nostro paese è stata un
disastro tanto che San Marino è in continua decrescita. Peggio di noi solo la
Grecia. I disoccupati sono 1.427 e le aziende che hanno chiuso negli ultimi 5
anni sono 1.157. Quello che preoccupa maggiormente è il rischio di degrado che
la nostra comunità può avere se non iniziamo a pensare a come risolvere questi
problemi. Ci sono 40 famiglie che ogni mese si rivolgono alla Caritas oltre a
tutte quelle famiglie che preferiscono chiedere aiuto ai propri familiari. E
noi ci ritroviamo una Finanziaria studiata solo per fare cassa. Il segretario Valentini
non ha detto assolutamente niente sui rapporti con la vicina Italia: noi ci
troviamo ancora in black list. Avremo perso un’occasione se maggioranza e
governo non avranno atteggiamento collaborativo e di condivisione. Avremo perso
un’occasione se ancora una volta maggioranza e governo vorranno mantenere la
propria bandierina sulla legge di bilancio”.

Stefano Canti, Pdcs: “La crisi non è dietro le nostre spalle, ma anzi
siamo nella fase più acuta. Diventa non più rinviabile un controllo rigoroso
dei conti pubblici. Non possiamo più dire ‘faremo’ ma dobbiamo dire ‘fare ora’.
Da una prima analisi si evince che le disposizioni sul contenimento della spesa
sono superiori a quelle sullo sviluppo economico. Risposta concreta alla
necessità di una revisione della spesa corrente. I primi provvedimenti
individuati dal governo di spending review mirano a diminuire le componenti
accessorie delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. L’obiettivo del pareggio
di bilancio rappresenta la priorità dell’esecutivo perché uno Stato che non ha
conti pubblici in ordine non garantisce stabilità alle imprese e dunque risulta
meno attrattivo. Il nostro paese è sottoposto a una continua campagna
diffamatoria e a causa della prolungata permanenza nella black list italiana:
così le imprese non lavorano con serenità. Tornando nel merito della legge:
valuto positivamente anche la possibilità di prepensionamenti d’ufficio perché
per perseguire l’obiettivo della riduzione della spesa corrente il governo
aveva due strade da seguire: 1) ricorrere alla mobilità nel settore pubblico,
incrementando disoccupazione 2) favorire l’esodo dei dipendenti dimettendoli
dal servizio e mettendoli a riposo. Pertanto credo che con i prepensionamenti
anticipati il congresso di Stato abbia intrapreso la via più efficace. La
Finanziaria contiene diversi provvedimenti per ridurre la spesa e ritengo che
la coerenza del governo sia la migliore difesa delle nostre idee”. 

San Marino, 16 dicembre 2013/02

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