Consiglio G. e G. Tardo pomeriggio e sera

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE
19 DICEMBRE – POMERIGGIO/NOTTURNO

Di seguito, gli estratti degli interventi di ieri del dibattito sulla legge di Bilancio 2012, gli ultimi della seduta pomeridiana e quelli in notturna.

Pomeriggio

Massimo Cenci, Nps:

“Il segretario di Stato Mussoni ha detto che questo bilancio è un punto di discontinuità con il passato: me lo auguro vivamente perché abbiamo bisogno di un salto di qualità da parte di tutti, politici e cittadini. Ci servono obiettivi raggiungibili e misurabili sulla gestione della cosa pubblica. C’è un problema di carenza di informazione, non di malafede. Per mantenere questo livello di benessere dobbiamo ripartire dalle nostre risorse, anche se non basteranno. E’ importante che nei fatti il turismo ricopra un ruolo primario nei progetti di sviluppo futuri: fissiamo principi-guida, non portiamo gente a prescindere. Possiamo attrarre tanti tipi sani di turismo, con focus sul nostro bellissimo centro storico, e scegliere da che turisti essere scelti. Integrare turisti e cittadini. Diciamo no al turismo di San Marino solo nel centro storico, bisogna coinvolgere altri Castelli. L’università è un motore fondamentale per lo sviluppo turistico.

In merito al bilancio, non voglio infierire su quanto si può ancora fare. Alle condizioni attuali c’è chi nel Paese non si rende conto della crisi che stiamo attraversando. La settimana scorsa, dopo circa un anno dalla celebrazione del censimento, sono arrivati i primi dati sulla nostra popolazione: vorrei che emergesse chi sfrutta il nostro sistema sanitario senza averne diritto, è bene che i controlli vengano intensificati su questo fronte”.

Alfredo Manzaroli, indipendente:

“Ad oggi molti sammarinesi ancora non hanno capito la situazione, sento spesso ancora dei discorsi e delle lamentele che non hanno motivo di esistere in un momento delicato come questo. Al contrario si deve ripartire da un cambio di mentalità e dalla consapevolezza dei sacrifici. Si deve agire sulla spesa corrente che ci mette in grossa difficoltà e ci impedisce soluzioni di medio e lungo periodo. In questi anni il patto sceleris tra la politica e le ‘infornate’ sospette nella Pa produce oggi tutti i suoi devastanti effetti. Bisogna mettere un freno a questo fenomeno, non c’è più un sistema bancario che può garantire il gettito necessario a mantenerci. Si deve arrivare alla privatizzazione di certi settori e alla parificazione dei contratti pubblici e privati.

E’ importante estendere i benefici della Smac card anche al settore dei servizi e al turismo, che diventa un pilastro su cui costruire un progetto economico valido e nel breve periodo. Il centro storico è sicuramente un valore aggiunto, richiama ogni anno più di due milioni di turisti, ma non basta. Va fatta una valutazione sul tipo di turismo che attira San Marino: il tempo medio di permanenza è molto basso. E’ importante che lo Stato incentivi le strutture turistiche. San Marino in questi anni ha dato un’immagine di sé pessima, malata, legata a truffe e a sistemi paralegali. La pulizia di questa immagine non può prescindere da un investimento nell’università e dalla creazione di un grande polo, che ci consenta di creare una nicchia di utenza stanziale. In conclusione, si possono chiedere sacrifici anche duri, ma è importante dare prova tangibile che si intraprende un percorso virtuoso di prospettiva”.

Angela Venturini, Udm:

“Il denaro facile ha fatto tanti danni a livello culturale, nessuno o quasi nessuno è disposto ad abbandonare gli antichi privilegi per approdare alla via più impervia della responsabilità personale e collettiva. Non ci sarà progetto, intervento o legge che produrrà benefici se nessuno tornerà ai valori veri di essere cittadini sammarinesi, della nostra appartenenza allo Stato, che è piccolo ma che ha forza nella sua identità. Dobbiamo trovare la forza di reagire da soli alle emergenze, non ci darà una mano nessuno. Lo abbiamo visto in questi anni di grandissima difficoltà nei rapporti bilaterali.
Cominciamo a lavorare dal recupero della fede nei nostri valori, dal senso di appartenenza al territorio sammarinese e non al terreno, dall’amore per il lavoro e non solo per lo stipendio, dal recupero del senso dello Stato, che non può essere considerato manna inesauribile. Se ogni sammarinese è disposto a fare sacrifici, allora il bilancio è cosa fatta. Invece assistiamo sempre più a manifestazioni di puro corporativismo, ovvero il sacrificio è bene che lo faccia qualcun altro. Ora che sappiamo che questa crisi non si risolverà in breve tempo, dobbiamo trasformare l’anno che verrà in un anno strategico. La manovra è dolorosa, inverte la tendenza di regalare tutto a tutti e per la prima volta chiede aiuto ai cittadini. Non è stato facile, ma mi preme sottolineare un concetto fondamentale per i Moderati quello di preservare e tutelare le fasce più deboli e le nuove famiglie. Se è vero che siamo tutti chiamati a contribuire è comunque opportuno che chi ha di più deve contribuire di più. Tradurre questo concetto in numeri e cifre non è un obiettivo facile. Si sta lavorando per questo, poi la gente ci giudicherà”.
 
Maurizio Rattini, Nps:
“Sulla legge di bilancio mi sembra si scarichino le insofferenze sulla maggioranza e non solo. Sarei sorpreso comunque se non ci fossero critiche, soprattutto in questo momento, anche se è difficile analizzare le affermazioni fatte da qualcuno, senza tenere conto del contesto. Nessuno vuole negare le nostre difficoltà o addebitarle solo alla crisi internazionale. A incidere in larga parte sono i rapporti con l’Italia e la black list. Al di là delle critiche condivisibili, sarebbe stato corretto riconoscere che, oltre alle difficoltà tutte nostre, hanno inciso quelle internazionali e che questa legge sconta il terremoto che sta avvenendo in tutto il mondo. Non voglio minimizzare le responsabilità, che ci sono, della politica e dei governi che c’erano prima. Le entrate sono in calo e di molto, la disoccupazione è in aumento, le attività economiche diminuiscono, il settore finanziario è in grossa crisi, esprimiamo quindi un giudizio di grande preoccupazione.
Tuttavia questo Paese, pur nelle difficoltà, non è vicino al fallimento come qualcuno vuole fare credere. Molte aziende hanno chiuso per le difficoltà, ma altre hanno chiuso per ben altri motivi. Una legge di bilancio come questa, che ha un’impostazione molto precisa, può piacere o no. Vuole contrastare il deficit di bilancio e mette in campo interventi per la crescita del Paese. Per evitare l’indebitamento le strade sono due: consolidare le entrate e contenere in maniera più forte la spesa. Su quest’ultimo punto si è fatta una scelta, quella di intensificare la politica del rigore, chiesta a tutte le segreterie di Stato e si è cercato di perseguire l’obiettivo di ridurre la spesa del 10%. E’ una strada necessaria”.

 

Notturno

Alberto Selva, Ap:

 “Sono un politico, non un tecnico e non farò un intervento come quello di alcuni miei colleghi. Non sono soddisfatto, avrei voluto scelte più importanti, più forti. Anche meno popolari: più tagli sugli sprechi. Ma qualcuno ha difeso il suo orticello. Do comunque atto a Valentini che il contesto è difficile. I sacrifici sono importanti, ma non incideranno sul livello di vita che abbiamo. Il 2011 è stato un anno incerto, ma sono state fatte riforme importanti: la politica, nonostante una legge elettorale che pare non piacere più, e rapporti non sempre sereni, è andata avanti.

Il bilancio registra pecche di sistema, osa poco, la sua prospettiva è breve. L’articolo 24 tenta di fare qualcosa, è un buon inizio. Non condivido tutto ma ora è difficile fare politica. Il nostro è uno Stato-mamma e il sammarinese è viziato, è abituato a chiedere e non a dare. Ci vorrebbe uno Stato rivoluzionario, alla maniera di Copernico, che si alleggerisce di parecchio e si fida più del privato e delle liberalizzazioni. C’è del movimentismo nel Paese e mi piace, ma se il confronto è concreto, non se non si firmano i documenti. Non mi piace chi fa demagogia e fomenta lo scontro. Mi piace il decalogo di Su, non l’ultima domanda ai consiglieri. In conclusione la finanziaria non ci fa pensare a tempi futuri felici, ma il Paese ce la farà”.

Alessandro Rossi, Su:

“Ci sono due aspetti politici principali che emergono dal dibattito: la maggioranza è in grandissima difficoltà e pure l’opposizione. Per cui la politica è in grandissima difficoltà. L’anno scorso, lo scontro sul bilancio è stato interessante, quest’anno le due linee di indirizzo scompaiono.
La legge elettorale a molti non piace ma senza, lo scenario politico sarebbe diverso. Ma c’è una crisi della politica e non ci si riesce a confrontare perché ha perso il suo ruolo primario. Ha vinto la forza attrattiva del potere per il potere, che supera qualsiasi livello etico. E siamo incapaci di prefigurare nuovi modelli di sviluppo. L’opposizione ha abdicato per diversi motivi dal creare un diverso modello politico dove si media al di là del potere attrattivo del governo.
Certi punti della finanziaria vanno bene, sono i nostri emendamenti dell’anno scorso, ma non si crea un progetto organico. È la crisi di un modello economico e sociale che ha fallito mettendo al centro l’individualismo e l’edonismo. Da noi non c’è ancora conflittualità sociale, ma nessuno ha il diritto di superare l’interesse della comunità. Neppure l’impresa.
Ci sono due criticità importanti, il sistema bancario e il settore immobiliare. Se li mettiamo in sicurezza possiamo uscire dalla crisi senza difficoltà. Ma per un diverso modello non possono esserci a guidare la transizione coloro che hanno portato al declino della Repubblica. Certe contaminazioni non le avremmo mai voluto vedere per cui certe figure politiche non possono più definire le scelte del Paese. Vanno escluse, anche con l’aiuto dei partiti. L’opposizione un anno fa ha fatto grande battaglia per l’Ue, ora è un obiettivo di secondo piano. Invece va sempre riproposto”.
 
Paride Andreoli. Psrs:
“Mi sembra che la maggioranza è diventata minoranza e viceversa. C’è grande preoccupazione per i numeri e infatti inizia l’indebitamento. E c’è confusione: l’articolo 21 parla di deficit di 26 milioni di euro. L’articolo 1 di mutuo a pareggio per 42 milioni. E l’articolo 31 presagisce un debito dell’Iss. Allora nel 2012 la perdita è di 72 milioni e in due anni di oltre 123 milioni.
Do atto delle buone intenzioni, ma il bilancio non soddisfa pienamente. Serve più coraggio e aprire nuove porte all’economia. Noi siamo pronti a contribuire, ma serve una filosofia diversa: meno pressione fiscale, meno spesa corrente e nuove entrate. Vogliamo capire bene la patrimoniale, ma è il lavoro il motore dell’economia, non la politica delle tasse.
Soprattutto: c’è determinazione nel concretizzare il piano di sviluppo? Non può essere un sogno, ma una reale volontà. Però assomiglia alla legge obiettivo che ha fatto cadere il precedente governo. Teodoro Lonfernini ha aperto sui giochi nonostante la moratoria del programma di governo; Cluadio Podeschi ha detto che il governo si regge sulla legge elettorale e che la maggioranza è debole nei numeri; Mario Lazzaro Venturini non voleva intervenire ma è stato molto agguerrito. Soprattutto sull’Iss. Non so se Podeschi sia felice, ma può sempre assumerlo come consulente esterno.
Non condivido il piano di sviluppo. Tutto l’allegato Z, non mi sembra, è il motore della nuova economia? La firma con L’Italia, se venisse, non risolverebbe tutto, servono lungimiranza e prontezza, mentre non c’è coesione di intenti. Ci sono invece contraddizioni, il piano sembra scritto a più mani e poi assemblato. C’è il trenino con il segretario Venturini che dice che quelle aree sono destinate a piste ciclabili e il potenziamento dell’università con minori investimenti.

C’è l’apertura sui giochi e sul settore immobiliare su cui va ricercato il confronto: deve contenere modalità e criteri precisi”.

Stefano Palmieri, Ap:

“Gli interventi previsti vanno fatti, il confronto è sul piano di sviluppo. E infatti ogni progetto di legge verrà discusso in Consiglio. Forse serviva più coraggio, ma comunque il prossimo anno faremo il prima possibile la riforma tributaria, perché il sistema va cambiato radicalmente. Così potremo alleggerire il peso dell’imposta sugli immobili. Poi l’accordo con l’Italia getterà le basi della normalizzazione dell’economia. Comunque finora abbiamo mantenuto la competitività, anche se l’Anis ha bocciato la manovra. Non abbiamo mai lasciato solo gli industriali, mi aspettavo di più da loro, che indicassero dei provvedimenti. Invece ho solo sentito: no alla patrimoniale, mettere l’Iva e togliere festività. Anche loro devono avere un ruolo sociale.
I tagli possibili sono tanti, senza con ciò diminuire la qualità nei servizi. Nella scuola, sui libri e accorpando alcuni plessi; nella sanità, dove facciamo esami come un Paese di 130 mila abitanti; diminuendo le domande di credito sociale, 500 di cui 400 poco credibili; con maggiori controlli, per esempio sugli assegni agli studenti. Questa maggioranza ha deciso di non mandare a casa nessuno nella Pa, ma serve un obiettivo di riduzione nei numeri e nella spesa.

I cittadini vogliono sapere quali sono le idee della maggioranza. Forse sono troppe ma i sogni occorre averli, e realizzarli. Noi siamo aperti al confronto con chi è responsabile”.

Stefano Macina, Psd:

“C’è un trend negativo nel Paese e gli interventi del dibattito hanno messo in luce che il bilancio è insufficiente. Ci sono diverse visioni, ma è bene confrontarsi sulle idee e spogliarsi dei panni di maggioranza e opposizione. Sempre che il Patto esca dalla sua prosopopea. Viviamo una crisi senza precedenti e dobbiamo riflettere su come affrontarla. Anche perché con l’Italia la firma potrebbe tardare e a dare date portate sfortuna.
Intanto c’è l’occasione mancata della Smac, anche per Natale, mentre nel piano di sviluppo alcuni punti vanno bene, ma servono risorse vincolate e progetti di breve termine. Non il trenino da Rimini a San Marino e altre iniziative che lo rendono non credibile. La priorità è il lavoro.
La finanza pubblica ha gravi problemi e il sistema bancario non è la soluzione a breve termine, servono 6-7 anni per ricostruirlo. Occorre per esempio muoversi in maniera ampia sul fronte internazionale. L’Ue in primis; e gestire la sovranità in maniera diversa.

Dobbiamo dare sostegno al turismo e al commercio, allo sport e alla sanità, al parco scientifico tecnologico e alle telecomunicazioni. Le nuove imposte vanno indirizzate allo sviluppo. La riforma della Pa non basta, dobbiamo accorpare servizi e unificare il mondo del lavoro. Fare la riforma fiscale e passare all’Iva. Il bilancio non è sufficiente: dipende molto dalla disponibilità della maggioranza sugli emendamenti. Mettiamo da parte gli interessi di bottega e agiamo per il futuro del Paese”.

n. 0/7

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