Consiglio Grande e Generale 16-22 marzo: seduta pomeridiana, giovedi’ 17 marzo. SMNA

COMUNICATO
STAMPA

CONSIGLIO
GRANDE E GENERALE 16-22 MARZO

GIOVEDI’
17 MARZO – Pomeriggio

I lavori consiliari
odierni riprendono con l’approvazione del Progetto di legge che
interviene sulla legge elettorale e su quella relativa al referendum,
presentato dal segretario di Stato per gli Affari interni,
Gian
Carlo Venturini
. Il
provvedimento viene licenziato a larga maggioranza, 42 sono infatti i
voti a favore, 2 i contrari e un astensione.

Quindi si apre il Comma
12
dedicato ad un
riferimento e a un dibattito sulla sanità e alla v
otazione
dell’Odg presentato da Upr, Su e C10 “affinché il Congresso di
Stato accerti il perdurare dei presupposti di nomina del Direttore
Generale dell’Iss”. A riguardo, il segretario di Stato per la
Sanità,
Francesco
Mussoni,

riferisce che “il Congresso, all’unanimità, ha espresso fiducia
al direttore generale”. Quindi, “in termini giuridici l’Odg non
avrebbe più senso” e “dal punto di vista logico- suggerisce-
andrebbe ritirato”.

Marco Podeschi
,
Upr, replica che le forze proponenti non hanno intenzione di fare
dietrofront: “R
iteniamo
sensato l’Ordine del giorno per formalizzare gli intendimenti del
Congresso di Stato sulla figura del Direttore generale- risponde-se
verrà approvato, servirà un atto formale del governo”. Inizia
così il dibattito consiliare in cui risultano 42 iscritti ad
intervenire. I lavori si interrompono con la conclusione del
riferimento del consigliere Francesca Michelotti di Su-LabDem e
riprenderanno in seduta notturna.

Di
seguito un estratto degli interventi della seduta pomeridiana
odierna.

Comma 14. Progetto di
legge “Modifiche alla Legge 31 gennaio 1996 n.6 “Legge
elettorale” e successive modifiche ed alla Legge Qualificata 29
maggio 2013 n.1 “Del referendum e dell’iniziativa legislativa
popolare”/ Approvato con 42 voti a favore, 2 contrari e 1
astenuto

Gian Carlo
Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni:

Nell’articolo 4 abbiamo indicato il 35esimo
giorno per la costituzione del comitato contrario. Viene a cadere
sempre di domenica. Se non ci sono problemi, mettiamo 34, così
cadiamo di lunedì. Rimetto la decisione al Consiglio”.

Dichiarazioni di voto

Roberto Ciavatta, Rete: “Ieri
sera si era andati a votazione senza dichiarazioni di voto. Poi si è
interrotta la convocazione anche se c’era tempo per votare. Erano
le 11 e 52. Qualcuno nella maggioranza faceva il giro per chiedere i
voti. Forse si sono accorti che non c’erano i 30 voti. Poi si è
sciolta la seduta. Non ho capito cosa è successo. Credo si sia fatta
una forzatura perché il tempo era fino alle 24. La votazione
rischiava di non raggiungere i 30 voti”.

La Reggenza chiarisce che in
chiusura della seduta notturna le dichiarazioni di voto non erano
cominciate e si correva il rischio di andare oltre l’orario previsto.

Francesca Michelotti, Sinistra Unita
– Labdem
: “Siamo favorevoli. Il progetto di legge permetterà
una semplificazione delle procedure. Resta un rammarico riguardo alle
modalità di accesso ai seggi di chi ha difficoltà motorie, per un
servizio diverso di quello previsto adesso. Penso a un seggio mobile
che può recarsi nelle abitazioni”.

Enrico Carattoni, Psd: “Esprimo
parere favorevole da parte della maggioranza. Il provvedimento
migliora l’attività di tutti gli operatori. C’è un risparmio di
costi. Si agevola l’accesso al voto a chi è momentaneamente in
stato di degenza”.

Alessandro Mancini, Ps: “Il
Partito socialista voterà favorevolmente. C’è uno snellimento
della macchina elettorale. Importante il servizio per chi è
impossibilitato a recarsi ai seggi”.

Giancarlo Venturini, Segretario di
Stato agli Interni
: “Rispondo a Michelotti. La disciplina di
rilascio dei certificati viene rilasciata da medici abilitati.
Abbiamo risolto la problematica degli anziani nelle case di riposo
private. Se poi è possibile semplificare le procedure, vedremo, ma
con le normative vigenti”.

Comma
12.
Riferimento
e dibattito in materia di sanità: a) Dibattito sulla organizzazione
dei servizi sanitari, a seguito dell’approvazione dell’Ordine del
Giorno in data 23 luglio 2015 sulle questioni riguardanti il
personale medico dell’Istituto per la Sicurezza Sociale b)
Riferimento del Segretario di Stato per la Sanità e la Sicurezza
Sociale sul settore socio-sanitario e successivo dibattito c)
Votazione Ordine del Giorno presentato dai Gruppi Consiliari di
Unione per la Repubblica, Sinistra Unita e Civico10 affinché il
Congresso di Stato accerti il perdurare dei presupposti di nomina del
Direttore Generale dell’I.S.S. di cui alla Delibera n.17 del 29
luglio 2014 e per un riferimento in merito entro il 31 marzo

Francesco Mussoni, Segretario di
Stato alla Sanità: “
Parto da un documento dei medici del
luglio 2015 in cui venivano evidenziate una serie di problematiche.
C’è stato poi un dibattito in Consiglio, l’approvazione di un
ordine del giorno preciso. Nel frattempo è nata una campagna
mediatica forte attorno all’ospedale, i servizi e la loro
riorganizzazione. Abbiamo una Sanità di qualità e un welfare molto
forte, all’avanguardia. C’è stata un’operazione di trasparenza
e legalità. Ho voluto seguire una linea di trasparenza e
rendicontazione consegnando un report che sul sito del Consiglio oggi
si può scaricare, all’attenzione dei consiglieri. Riproduce il mio
impegno nella Sanità, nella previdenza. E’ un settore articolato e
baricentrico per San Marino. 

Il funzionamento dell’Iss non dipende
solo dalla Sanità. Ma dal bilancio, dalle politiche economiche del
lavoro, dalle regole della Pa. Faccio un riferimento a nome del
governo, non personale, dopo una discussione in Congresso sulla
lettura politica emersa nella proposizione dell’Odg nelle sedute
consiliari precedenti. L’Odg chiede al Congresso di Stato se la
fiducia rispetto al Direttore generale è confermata. Riferisco che
il Congresso, all’unanimità, ha espresso fiducia al direttore
generale. In termini giuridici l’Odg non avrebbe più senso.
Sarebbe però una lettura superficiale. L’Odg vuole aprire un
dibattito politico che ha una connotazione chiara. Dal punto di vista
logico, l’Odg forse andrebbe ritirato, sempre che non si tratti di
un discorso politico verso il Segretario alla Sanità, ma non la
direzione dell’Iss.

C’è l’obiettivo politico di mettere la
sanità sammarinese in rete. Altrimenti non si ha sanità. Fino al
2015 San Marino non poteva vendere prestazioni ai cittadini italiani.
Oggi è riconosciuto come fornitore con l’Emilia – Romagna, nelle
prossime settimane con le Marche. Ho trovato una gestione disordinata
rispetto al personale. Nella mia agenda il tema del fabbisogno, del
piano organico del personale, è prioritario, così come il
precariato. Il precariato è stato oggetto di un accordo fra governo
e sindacati. I contratti di 3 e 5 anni hanno dato stabilità. Il
fabbisogno sarà portato in Aula entro settimane, non mesi. Spending
review: ci sono delle economie che si sono create. Un milione di
mobilità passiva in meno, 500 mila euro di convenzioni in meno
rispetto agli anni passati.
Sono emersi temi centrali, dalla
direzione dei dirigenti e del collegio sindacale. L’Iss da 20 anni
è stato sede di una gestione allegra, se non clientelare, del
personale. Una gestione particolare delle economie. Dal 2012, con
l’allegato Z che ha imposto una riduzione forte delle risorse in
favore dell’Iss, si è aperta una fase di complessità. E’
evidente che lo Stato ha usato la liquidità dell’Iss. Nel 2011 si
sono fatte scelte finanziarie confermate nel 2012. Si è fatto leva
sugli stanziamenti dell’Iss, si è attinto ai fondi pensione, i
problemi nascono da lontano”.

Marco Podeschi, Upr: “Manteniamo
l’ordine del giorno. Chiede di verificare se il Congresso ha le
motivazioni che l’hanno indotto a nominare il direttore generale
dell’Iss. Non l’abbiamo esteso al Comitato esecutivo. Abbiamo
indicato l’allenatore, non la squadra. L’audizione del Comitato
esecutivo in commissione è stata richiesta dall’opposizione. E’
una prassi normale. L’Odg lo riteniamo sensato per formalizzare gli
intendimenti del Congresso di Stato sulla figura del Direttore
generale. Se l’Odg verrà approvato, servirà un atto formale del
Congresso”.

Stefano Canti, Pdcs: “I lavori
in Commissione consiliare sono risultati utili perché i riferimenti
dei vertici Iss e del Collegio sindacale hanno fornito alla politica
i dovuti chiarimenti sulle problematiche riguardanti l’Istituto. Un
aspetto emerso chiaramente è il fatto che all’interno
dell’Istituto si stanno rivedendo e riorganizzando molte cose, che
se mal interpretate, possono portare ad un allarmismo generale. Per
dimostrare l’efficienza del nostro sistema sanitario, vorrei
riportare i dati citati dal Direttore Sanitario durante l’audizione.
Nel nostro Istituto per la Sicurezza Sociale nell’arco del 2015
sono state effettuate: 135 mila visite specialistiche complessive,

79 mila visite in medicina di base; 16
mila accessi al pronto soccorso, per un totale complessivo di 230
mila visite in un anno. Le principali attività diagnostiche: 36 mila
ecografie incluse quelle ginecologiche; 4 mila tac e altrettante
risonanze magnetiche all’anno. Questi numeri dimostrano come il
nostro Istituto per la Sicurezza Sociale sia un bene per la nostra
comunità ma allo stesso tempo fragile se li dovessimo
strumentalizzare. In un anno le segnalazioni effettuate dagli utenti
sono state 70. Anche questo dato è utile per dimostrare la buona
efficienza dei servizi e delle prestazioni offerte dal nostro
Istituto, poiché il numero delle segnalazioni è molto basso
rispetto all’elevato numero di prestazioni offerte. 

Di interventi
in ambito sanitario, in questa legislatura, ne sono stati fatti
tanti. Il Piano Sanitario 2015/2017 approvato a maggioranza dal
Consiglio Grande e Generale lo scorso mese di Maggio, per esempio,
credo abbia confermato la validità del nostro sistema. Altri
provvedimenti a cui il Governo sta lavorando ed a cui credo sia
possibile dare definitivamente una risposta concreta al problema
pocanzi citato, sono le stabilizzazioni e il fabbisogno. Questi due
provvedimenti riguarderanno l’intero personale sanitario e socio
sanitario che, qualora approvati, potranno certamente garantire la
stabilità ai rapporti lavorativi.

Io credo che i problemi dell’ISS
debbano essere valutati in funzione dei progetti di riorganizzazione
dei servizi. Il modello che ritengo più giusto alla nostra piccola
realtà, credo sia quello già intrapreso ovvero quello di
riorganizzare i settori per migliorare il servizio da offrire alla
cittadinanza, riducendo allo stesso tempo i costi della mobilità
passiva, senza ridurre i servizi. Personalmente ero tra quei
Consiglieri che sull’Istituto aveva molti dubbi, ma dopo aver
ascoltato i vertici dell’Iss posso dire che molti dubbi mi sono
stati chiariti, altri invece, come ad esempio quelli relativi al
reclutamento dei medici ed alla loro retribuzione mi sono rimasti, ma
in definitiva sono soddisfatto dell’audizione. Detto questo
confermo la mia personale fiducia nei confronti del Comitato
Esecutivo”.

Paolo Crescentini, Partito
Socialista: “
Cosa vogliamo fare della nostra Sanità? Sono
state scaricate le colpe sul passato. Si è parlato di clientelismo.
Ma non è stato fatto solo nella Sanità, bensì in tutta la PA. Il
Segretario di Stato dica cosa vuole fare della Sanità. Ci sono
medici che se ne vanno. Una ventina. Altri si lamentano dei contratti
in essere. Ma il governo non dà risposte certe. Non si fa molto per
mantenere le eccellenze che abbiamo nell’ospedale e danno garanzie
all’utenza. Sembra che qualcuno gode se c’è più confusione. Ma
poi ci rimette la collettività. Oggi è difficile andare dal medico
di condotta. La riorganizzazione del medico di base non ha portato i
risultato che doveva portare. I cittadini non vogliono parlare con il
call center, ma con il medico. Se devo parlare con il meccanico, non
vado dal macellaio. A Montegiardino si cambia medico di condotta un
giorno sì e l’altro no. Si deve creare un rapporto di fiducia fra
medico e paziente. Il medico deve conoscere i suoi pazienti. Si è
creata confusione, il paziente non sa da che parte rivolgersi. Ciò
non va bene. La riorganizzazione sotto questo aspetto ha fallito. 64
milioni di euro, per 33mila abitanti, significa che ognuno grava per
2mila euro sull’istituto. Non mi sembra una cifra esorbitante.
Anzi. E’ bassa rispetto alle medie europee”.

Mimma Zavoli, Civico 10:
“All’audizione si è arrivati a causa del grande allarme sociale
provocato dall’avvento della riorganizzazione dei servizi, in
particolare la medicina di base. Un altro allarme è relativo alla
mancata certificazione del bilancio da parte dei sindaci revisori.
C’è anche la gestione politica, che non è lineare. E non è
adeguata. I dati che vengono fuori sono massicci, corposi. Uno
riguarda, e mi ha allarmato, la questione della gestione degli
appalti. Ci sono criticità. Forse interruzione di appalti di
forniture importanti. La struttura dell’ospedale è obsoleta in
molte parti. Con il tempi andrà messa a norma. Ciò comporterà un
impegno di spesa al quale non ci si potrà sottrarre. Le criticità
vissute dalla cittadinanza sono lì a testimoniare che qualcosa non
funziona. Ci sono stati aggiustamenti rispetto al primo modello
organizzativo della medicina di base. Ne prendiamo atto, c’è il
tentativo di riconsiderare qualcosa sul quale ci si era incaponiti.
C’è un turnover continuo dei medici nelle condotte”.

Elena Tonnini, Rete: “Sono
diversi i problemi che ci troviamo di fronte: non abbiamo creato un
sistema sanitario in grado di camminare con le proprie gambe. Mussoni
ammette che la sanità è stata usata come bacino clientelare e di
consensi, ma tutto questo da dove parte? Dalla gestione partitica dei
vertici Iss e raggiunge le lotte intestine nei diversi reparti. Si
parla di drenaggio delle risorse pubbliche, accentramento di potere
in capo a 4 persone- il segretario e i membri del comitato esecutivo-
mancanza di trasparenza: così la sanità fa gola a molti. La
gestione di Mussoni è pura improvvisazione, una rincorsa ai
problemi, la sua è una segreteria di Stato debole che riconosce una
gestione clientelare, ma non ha trovato il coraggio di smantellare
interessi gli esistenti e i clientelismi interni all’ospedale, anzi
lo ha alimentato perché il clientelismo è utile a tutti i partiti
in modo trasversale. Il segretario parla di indagini in corso
all’ospedale, ma occorre capire: chi le ha messe le persone oggi
sotto indagine?

E Manzaroli e Caruso sono nel comitato
esecutivo per il bene della sanità o per gli allora interessi di
partito?

I partiti sono più concentrati a
trovare consensi che a gestione eque. Si preferisce tenere sotto
scatto i professionisti, il precariato è da vergogna, è un patto di
sangue da rispettare per i partiti. O vogliamo parlare delle
circolari interne da terrore, in cui si impone al personale di non
parlare di quello che succede all’Iss, come fosse il fight club? In
mezzo tutto questo c’è un bilancio che non regge, il problema di
milioni di crediti esigibili che non si sa quanto siano esigibili, un
bilancio falso, non reale rispetto la vera liquidità dell’Iss.
Quello presentato è un Odg assolutamente necessario, ma nemmeno
sufficiente, se dirigente e comitato esecutivo hanno lavorato male
per mancanza degli indirizzi del segretario di Stato. Al lui
chiediamo infine: di chi parla quando parla di strumentalizzazione
politica?”.

Alessandro Cardelli, Pdcs: “Chi
fomenta il problema sanità? Il suo intervento, consigliere Tonnini,
mi sembra la riprova di come si sia voluta creare una questione
sanità più ampia di quella che è. Vorrei farle osservare alcuni
punti del suo intervento che dimostrano come si voglia creare
contrasto politico sulle spalle dei cittadini. Lei dice che i
professionisti sono sotto scatto, il problema è opposto perché non
abbiano medici e li dobbiamo prendere in Italia, e cosa votano? Ci
ragioni prima di dire la falsità, o andiamo a far votare gli
italiani o queste cose non sono vere. Lei dice che non abbiamo
proposte per la sanità, ma io da lei non ho sentito una proposta.
Noi abbiamo la proposta di dare la stabilizzazione ai medici, la
riorganizzazione di medicina di base..dare certezze alle
professionalità che lavorano in ospedale. In primis ai medici. E il
contrasto con i medici si è creato qualche anno fa, con il
referendum sulla libera professione. E’ ovvio che molti dei problemi
detti ci sono. Uno dei prossimi referendum, quello che pone il tetto
di 100 mila euro lordi- 75 mila netti- per i dipendenti della Pa, se
dovesse passare, il 16 maggio ci troveremo una situazione di grossa
difficoltà in ospedale Dobbiamo guardare avanti sui problemi che
potranno ricadere sulla nostra sanità.

Il problema ‘medici’ è gravissimo, non
abbiamo una classe medica sammarinese, dobbiamo mettere in campo
politiche aggressive di formazione per il reclutamento di medici
sammarinesi. Dobbiamo fare accordi con università nel giro di poco.
Sul tema sanità dovremo fare fronte comune e non serve a nessuno
creare un clima di tensione.

Marco Podeschi, Upr: “All’università
mi hanno insegnato che quando si vuole la pace non si fa la guerra.
Noi facciamo politica, non facciamo lotta. E parto da inizio
legislatura, perché forse i giovani in Aula difettano di memoria.
Non si litigava nel 2012 sulla sanità, diversamente dal passato. Il
primo punto di contrasto c’è stato con la legge sulla libera
professione, vi ricorderete cosa venne fuori in quel dibattito,
quando il segretario la portò in Aula. Noi facemmo presente che non
era il momento di fare quella legge in piena recessione economica.
Avete voluto fare la legge comunque ed è venuto fuori il referendum
che ha diviso il Paese. Poi esponemmo la nostra disponibilità per
trovare una soluzione perché effettivamente i medici stavano andando
via dall’Iss, ma ci si dimenticò di quel problema.

Altro pandemonio: il provvedimento dei
giorni di malattia, noi proponemmo anche un Pdl per sistemare il caos
pazzesco che avete fatto voi, non noi.

Poi si diceva che i professionisti a
contratto andavano via dall’Iss, ma il segretario diceva che non era
vero, invece poi è venuto fuori che era così. Non tutte le colpe
sono del segretario, ma quale parte politica ha gestito questo
settore dal 2008 in poi? Poi voi parlate di divisioni, ma
l’opposizione su altri aspetti è collaborativo, lo dimostra ieri il
gradimento su direttore Bcsm. Io il problema sulla sanità faccio
fatica a capirlo: ai cittadini dei comunicati stampa che dicono che
va tutto bene non interessa niente. Servono i fatti. La gente guarda
ai fatti, la riorganizzazione medicina di base è un flop clamoroso.
Al di là dei comunicati, vorrei sapere segretario che idea di sanità
ha”.

Massimo Cenci, Ns: “Parliamo
di un argomento che si presta moto a strumentalizzazione e su cui
oggi il nostro Paese è molto sensibile e che coinvolge prima di
tutti i cittadini come utenti. In Commissione sono saltati dati che
mi hanno colpito. C’è chi ha parlato di consumismo sanitario, quando
ci hanno detto i numeri delle prestazioni fornite dal nostro istituto
è un termine che ha dato la giusta espressione del fenomeno visto
che ogni cittadino fa ogni anno 4 visite specialistiche, la maggior
parte delle visite al pronto soccorso sono inutili perché hanno il
codice biancoe ogni cittadino prende 10 ricette all’anno e fs 4 esami
del sangue, tutte considerazioni che ci devono fare riflettere.
Anche nell’Iss noi paghiamo fortemente l’ultimo trentennio di
ubriacatura vissuto dal Paese che ha portato disefficienze e
diseconomie. Oggi è difficile intervenire su una questione così
cristallizzata. Ben venga il mettere in ordine: quindi il fabbisogno,
la fine del precariato, lavorare su meritocrazia e per una sanità
non isolata”.

Andrea Zafferani, C10:
“Sottolineare quello che non va all’Iss non significa delegittimare
la sanità sammarinese, significa volerla migliorare. Rispetto
l’audizione in commissione, il comitato esecutivo ha portato una
serie di dati sicuramente interessanti che tendono ad attribuire i
problemi a scelte del passato. Sulla riorganizzazione di medicina di
base: ha creato un sacco di problemi, ha tolto delle possibilità ai
pazienti, come quella di farsi visitare di sabato, ha allungato i
tempi di attesa anche solo per fare ricette. Io vedo solo un
peggioramento. L’analisi non mi ha soddisfatto e non dà la risposta
centrale: la cittadinanza, rispetto 2 anni fa, ritiene che il
servizio ‘sanità’ sia migliorato o peggiorato? Si faccia questa
indagine in modo capillare, non attraverso l’Urp dell’ospedale, diamo
risposta a questo quesito e recepiamo il feedback degli utenti.

I fabbisogno è un miraggio, la
stabilizzazione rappresenta quasi una sanatoria, non guarda a merito
e capacità dei professionisti, potrebbe essere visto come qualcosa
di svilente, di concorsi non c’è neanche l’ombra, è assurdo che un
medico abbia lo stesso contratto della Pa. Tutto dimostra il
fallimento anche politico nella gestione Iss”.

Fabio Berardi, Pdcs: “L’attenzione
mediatica ‘non gradita’ di questi mesi mi ha fatto capire che i
colleghi che mi hanno preceduto hanno sollevato problematiche
amministrative reali, ma così hanno finito per gettare ombre sulla
sanità dei sammarinesi che io voglio sgombrare. Perché la sanità
sammarinese è di grande eccellenza: mi riferisco a chirurgia, pronto
soccorso, urologia, laboratorio analisi, tutta quella parte di
diagnostica che serve a prevenire e salvare da malattie incurabili
sta funzionando meglio che in altre realtà. La gastroscopia, poi
endocrinologia…Ben vengano critiche e dibattiti se il fine è
migliorare, ma ci tengo si rimetta in linea questa lettura e visione,
se no rischiamo, al di là del segretario di turno, di gettare ombre
ingenerose ai professionisti che stanno compiendo un lavoro egregio e
stanno mantenendo alto il livello della nostra sanità.

Di questioni ce ne sono e dobbiamo dare
merito al segretario che ha riconosciuto di aver fatto degli errori,
nel fare riforme e cambiamenti di fondo, con nuovi modelli di
gestione. Allora come correggerli? Ha già detto che le nuove
procedure tamponano la problematica. Le spese pregresse? Arrivano
anche a gestioni precedenti anche alla mia. Nessuno è sottratto
dallo sforzo di eliminare sprechi che in passato ci sono stati e
tutti quanti devono cercare di riallinearsi. Il segretario si è
ritrovato una contrazione consistente del budget, oggi siamo di
fronte alla sfida di garantire e conservare la qualità che c’è
nella sanità per il futuro”.

Marino Riccardi, Psd:“Vorrei
ricordare quanto si è speso il Psd, non solo oggi, ma nel tempo per
questa grande conquista che è l’Iss che ha dato la possibilità a
tutti i cittadini di avere assistenza gratuita qualificata e un
welfare dignitoso per un Paese civile. Le problematiche nell’Iss ci
sono sempre state, è un settore molto difficile da gestire e
sensibile, anche la politica ha riservato un’attenzione particolare.
Anche io mi sono trovato in fila in farmacia, ma si trattava di
aspettare qualche minuto. Anche io credo sanità non debba esser
strumento di scontro. 

Medici: ci sono condizioni di lavoro che devono
essere migliorate e sotto questo aspetto mi preoccupa molto il
referendum su cui dovremo esprimerci rispetto al tetto dei 100 mila
euro per i dipendenti pubblici. Dovremo andare, in caso di esito
positivo, a decurtare lo stipendio dei dirigenti medici. Se vogliamo
personalità qualificate dobbiamo aver la possibilità di spendere
qualche decina di migliaia di euro in più. In merito all’Odg di
alcune forze di opposizione, il rinvio sarebbe la cosa giusta da
farsi perché si interverrebbe su una nomina fatta dal congresso di
Stato. Affrontare questo argomento in modo così strumentale non
credo dia alcun risultato”.

Augusto Michelotti, Su-LabDem: “Sono
venuto a conoscenza, in commissione, di cose che non conoscevo.
Qualcuno dice che ci sono strumentalizzazioni politiche,
sciacallaggio, e che le accuse sono campate per aria. Faccio parte
della minoranza. Svolgo il mio ruolo di critica e osservazione delle
inadempienze da parte di chi gestisce il potere. Il mio dovere è
rendere pubblici gli errori e portarli alla pubblica conoscenza. Non
è compito mio trovare soluzioni ai problemi dell’ISS. Non ci sono
medici sammarinesi che garantiscono determinate specialità, chi
doveva dare gli indirizzi scolastici? Una mia amica è andata a
lavorare a Bolzano perché non ha trovato un posto a San Marino.
Parlo di libera professione. L’ISS fa parte della PA, dove c’è
una regola che si chiama “incompatibilità”. Le altre categorie
dicono, perché loro sì e noi no? 
E’ vero le prestazioni
sanitarie sono eccessive. C’è il problema della medicina
difensiva: i medici che cercano di garantirsi una forma di sicurezza
per non essere colti in fragrante sentendosi dire che non sono state
adottate le cure migliori.  Sono state evidenziate, dal collegio
sindacale, carenze a livello amministrativo nell’ISS. Non sono mai
stati fatti corsi di aggiornamento adeguati. Gli uffici non dialogano
fra di loro. Nell’ufficio appalti c’è una sola persona. Ce ne
dovrebbero essere minimo 10. Se fossi il segretario di Stato andrei
di persona a dargli una mano a questa persona che lavora da sola”. 

Roberto Ciavatta, Rete: “Ricordo
di un funzionario di Fondiss che come titolo di studio, anzi
esperienza lavorativa, aveva fatto la parrucchiera. Proveniva di una
famiglia importante. Il problema della Sanità è l’assenza di
politica. C’è stata una limitazione di fondi dati dallo Stato
all’ISS. Ciò avrebbe richiesto un’indagine, una valutazione,
sugli sprechi, sulla prospettiva, sul modello di Sanità che possiamo
garantire oggi. In passato c’era liquidità per tenere in piedi dei
carrozzoni. L’ISS è stata una PA in cui inserire, fino a oggi,
persone che non avevano i titoli. Potevamo permettercelo. Ora il
governo dovrebbe valutare in quali settori puntare, garantendo il
principio dell’universalità. 

Poi dovrebbe individuare un direttore
con delle professionalità adatte al progetto deciso per la Sanità.
Ciò non viene fatto. Il tecnico ha meno soldi e cerca di tagliare.
Noi non accettiamo che una categoria di lavoratori pubblici chieda di
essere portata fuori dalla PA. E’ vero che l’ISS ha delle
specificità. Nulla osterebbe all’ipotesi di garantire un 10% in
più rispetto alle tariffe medie dei medici in Italia. La volontà di
uscire dal contratto non la capisco, se non con la possibilità di
fare la libera professione. Lo Stato deve garantire l’universalità
della tutela. Non l’universalità dei servizi offerti a San Marino.
Dobbiamo fare accordi con le ASL e coprire così l’universalità”.

Roberto Venturini, Pdcs: “Gli
articoli apparsi su certi organi di stampa devono fare riflettere.
Sembra che la Sanità sia allo sbando. Chi fa queste dichiarazioni è
in malafede e non fa il bene dell’istituto. Le complicanze non sono
casi di malasanità. La nostra Sanità funziona, i dati statistici ci
fanno vedere che i numeri sono elevati, su indagini diagnostiche di
ecografia, radiografia, con medie più alte rispetto agli altri
Paesi. Vuol dire che siamo abituati bene, i cittadini non possono che
essere contenti. La sfida per il futuro è mantenere la qualità a
fronte della diminuzione delle risorse economiche. Una Sanità di
qualità la fanno i professionisti medici. La fuga dei medici
riguarda anche i professionisti sammarinesi. Con i sammarinesi non
riusciamo a rimpiazzare nemmeno quelli che andranno via in futuro.
Quaranta medici sammarinesi andranno in pensione, di iscritti a
Medicina e laureati ce ne sono una ventina. Attenzione, al prossimo
referendum. Sul tetto stipendi a 100mila euro lordi, 70 netti,
andremo a colpire diverse professionalità mediche”.

Vladimiro Selva, Psd: “Bisognerà
capire dove sono stati fatti degli errori e si può intervenire per
mettere riparo. Il direttore generale non è l’unico ad avere
responsabilità, positive e negative. Ha fatto degli errori, forse
per la non conoscenza della realtà sammarinese. Non può essere
tutto addebitato al direttore generale. Il sistema informatico è una
scelta fatta prima dell’arrivo della dottoressa Caruso. Sulla
riorganizzazione della medicina di base si stanno mettendo in campo
azioni correttive. Qualità e autonomia in ambito sanitario in un
Paese di 30mila abitanti non possono coesistere. Ben vengano gli
accordi con la regione Marche. Ci dobbiamo accreditare. Abbiamo
approvato un piano sanitario pochi mesi fa. Su quello il comitato
esecutivo va valutato. Sulla capacità di raggiungere gli obiettivi.
Se i risultati non sono soddisfacenti, si potrà valutare delle
sostituzioni, se necessarie”.

Matteo Zeppa, Rete: “Questo
dibattito nasce perché ci sono delle difficoltà in questo settore.
E di conseguenza verso l’utenza. E’ indecoroso proporre di
ritirare un ordine del giorno. Il Congresso di Stato pare essere un
alieno che ha la saccenza nelle proprie menti e non vede l’evidenza.
Parliamo di un dirigente che ha vietato ad alcuni esponenti dei
medici di parlare in serate pubbliche.Mussoni ha dato la colpa ai
segretari precedenti. Un segretario precedente ha dato la colpa a un
altro segretario precedente. Si va indietro fino a Garibaldi. Si
cerca di dare la colpa a tutti. Alla popolazione che fa richieste
inusuali. Il collegio dei sindaci ha rilevato evidenti negatività. I
prepensionamenti hanno creato la famosa coperta corta. Voi nel 2012
avete fatto lo spending-team. Ha individuato aree critiche in cui
intervenire senza togliere l’universalità delle prestazioni
all’utenza. Sembra che tutto sia risolvibile col pagamento di più
stipendi. Ma prima occorre eliminare gli sprechi”.

Valeria Ciavatta, Ap:
“Intervengo con uno stato d’animo particolare in questa occasione,
non ho particolarmente apprezzato il riferimento del segretario alla
Sanità. Vorrei concentrarmi su alcuni argomenti soltanto, visto che
la materia è molto ampia e richiederebbe tempi più lunghi. Prima di
tutto non ho molto apprezzato il riferimento del segretario di Stato
perchè allineato all’impostazione data da direttore generale Iss,
contestando tutto quanto è stato fatto dai predecessori. Non credo
che questo sia approccio il più adatto, devo dare ragione a Zeppa
quando dice che le responsabilità ce le dobbiamo assumere. Vorrei
soffermarmi sulla perdita di figure professionali di alta qualità.
Il reperimento ha avuto negli ultimi tempi esito insoddisfacente. 

Nella legislatura 2006-20008 è stata raddrizzata una situazione
gravissima in alcuni reparti per i pazienti, chi ricorda quel periodo
e le sostituzioni fatte in alcuni reparti, ricorderà alcuni
concittadini che hanno subito le conseguenze di una inadeguatezza
che, se è nell’ambito della Pa non è accettabile, ma se è in
quello della sanità diventa drammatica. Nella legislatura scorsa,
quando sono stati fatti interventi di spending review, sono stati
fatti distinguo. Il segretario agli Interni non ha preteso di
trattare in modo identico situazioni diverse, negli interventi
abbiamo distinto tra professioni amministrative e quelle sanitarie.

Cosa che in questa legislatura non è avvenuta e ciò non è
interamente attribuibile al segretario per la Sanità che ha provato
a pretendere un’attenzione diversa, in ragione di conseguenze che si
potevano prevedere. Ma altri componenti del congresso di Stato non
hanno tenuto ciò in considerazione, così si è proceduto alla
decurtazione del 10% delle indennità in modo indifferenziato ed è
iniziata la logica di non fare i distinguo. Il principio di
imparzialità di chi lavora nella Pa non deve essere letto in termini
formali, ma sostanziali, gli interventi devono essere differenti
perché ci sia parità. 

La politica ha preoccupazione di prendere
decisioni verso la popolazione in modo da accontentare ‘di pancia’,
senza ragionare su quello che è meglio fare per il Paese e, in
questo caso, per la tenuta del sistema sanitario. Ho sempre pensato
ci debba essere distinzione tra un amministrativo e un chirurgo o un
ortopedico in termini non solo di retribuzioni, ma di normative.
Invece mi sembra che questa oculatezza e lungimiranza non sia stata
del tutto recepita ed esercitata. Comincio dagli atti del governo:
per risolvere il problema della fuga dei medici- che è diventato
endemico- abbiamo stabilizzato il rapporto di lavoro a tutti. E’ così
che si creano discriminazioni. 

Questo comportamento governo è
paragonabile all’atteggiamento dell’opposizione che pensa che tutti
debbano avere lo stesso stipendio. Oggi Roberto Ciavatta ha corretto
il tiro, ma ha introdotto altro, dice che si propone di togliere i
medici dal rapporto di pubblico impiego, ma questo non è
assolutamente vero. Il segretario alla Sanità ha detto che lo Stato
ha attinto alla liquidità dell’Iss. Che liquidità? Non è mica una
banca, i fondi pensioni non sono dell’Iss. Anche Selva ha detto che
il sistema informativo adottato dipende dalla precedente gestione,
non è così, andate a vedere le date, la scelta della società è di
questa gestione.
Dobbiamo in generale stare attenti a non
chiudere sistema sanitario su se stesso. I quesiti referendari sul
tetto di retribuzione e sul polo del lusso sono in questa logica di
chiusura di San Marino su se stesso e senza risorse”.

Francesca Michelotti, Su-LabDem: “In
una cosa sono d’accordo con segretario di Stato, l’Iss è complessa.
Nessuno ha detto che la nostra sanità è pessima, siamo al 5° posto
per longevità e possiamo esserne fieri. Il punto è la sostenibilità
di un sistema che è stato e deve continuare ad essere il sistema di
protezione dei cittadini, nonostante situazioni di criticità, fatti
passati gravi e inefficienze che permangono.

La sostenibilità è il punto del
problema, bisogna razionalizzare la gestione perché non bastano
politiche di contenimento della spesa. Ci sarà del buono tra quanto
fatto, ma molte delle iniziative assunte anche da comitato esecutivo
e da direzione Iss non hanno suscitato alcuna reazione positiva, anzi
hanno impedito e sovraffaticato la struttura e gli oneri a carico dei
pazienti, c’è insoddisfazione negli assistiti, nei medici etc. C’è
stata molta delusione e si è creato un clima di sfiducia. Per
esempio, con il nuovo sistema informatico, ora in farmacia c’è
sempre fila, da mesi. Poi si è avuta la sospensione dello screening
per il tumore collo utero da maggio 2015 e abbiamo messo a
repentaglio una eccellenza del sistema. Su questo, il direttore
sanitario non doveva permettersi. Perché poi il bisogno di bugie?
Avere la faccia tosta di dire che non erano stati sospesi?

Riorganizzazione medicina di base: non
ho mai registrato un clima di conflittualità tra medici e infermieri
come quello attuale. Stendiamo un velo pietoso sulle proposte
migliorative”.

San Marino, 17 marzo 2016

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