Crediti monofase. Civico10

“Siamo entrati in pieno in una fase politica in cui tutti si stanno svegliando, accorgendosi che la situazione dei conti dello Stato è gravissima. Tutti, ora che il ricordo delle elezioni sta sfumando, stanno iniziando a parlare di sacrifici e di spending review.
E’ una presa di coscienza che apprezziamo, ma che finora ha portato a tante parole sul versante del taglio della spesa e ad una bozza impresentabile ed inspiegabile presentata sul versante della riforma fiscale.
Posta la necessità di incidere efficacemente e preventivamente sul versante della riduzione della spesa e posto l’obbligo di confronto che finora non c’è stato sulla riforma fiscale con opposizioni e forze sociali, che possa portare ad uno stravolgimento della bozza presentata in termini di maggiore equità ed attenzione verso le fasce più deboli, in tanti ancora sottolineano una grande mancanza, capace di inficiare la credibilità della classe politica che va a chiedere sacrifici.
Nei mesi scorsi il nostro movimento ha sottolineato fortemente la necessità in questo senso che il Governo operi concretamente per risolvere il problema dei crediti monofase, sintomo di un sistema truffaldino che oggi non deve più esistere e che non può rimanere impunito.
Crediamo ci sia un modo per andare a recuperare perlomeno parte di quei crediti e il Segretario alle Finanze Claudio Felici dovrebbe conoscerlo, dato che ad individuarlo fu un Governo di cui lui stesso ha fatto parte.
Proponiamo infatti al Governo di percorrere celermente la strada individuata dalla delibera del Governo n.93 del 6 marzo 2006 e inspiegabilmente mai applicata.
In quella delibera si richiedeva all’Avvocatura di Stato di procedere con cause civili, per le quali la prescrizione arriva ai 30 anni, nei confronti degli amministratori di quelle società coinvolte in procedure penali prescritte, nel caso specifico ci si riferiva ai fatti dell’inchiesta Long Drink. In questo modo si potrebbe provare a recuperare parte di quella monofase mancante andando a toccare direttamente i patrimoni, spesso cospicui, degli amministratori.
Ora è il momento di rimettere in campo quella delibera (mai attuata), dando al Paese un segnale forte e dimostrando che è finito il tempo delle impunità per tutti.”

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