Decreto banche: uno strumento di sistema

Un segnale positivo, di grande capacità del “sistema San Marino” di reggere l’urto anche di questa nuova emergenza.
Così la pensa il Patto sul decreto emesso dal governo per affrontare le criticità del sistema bancario nella sua complessità e la situazione contingente del Credito Sammarinese. L’immediata scadenza per lo sblocco dei conti e l’impossibilità di un’acquisizione in tempi celeri da parte di investitori esterni, con il rischio di un panico collettivo da parte dei risparmiatori, necessitava di decisioni importanti e coraggiose.
Due le direttrici di intervento che hanno mosso il governo: in primo luogo la messa in sicurezza dell’intero sistema per garantire strumenti di tutela verso i depositanti; contestualmente, una visione di prospettiva perché il sistema San Marino possa trovare un nuovo appeal per investimenti anche su scenari internazionali.
Durante questi mesi di commissariamento del Credito Sammarinese, l’imperativo è sempre stato lo stesso: garantire i risparmiatori e tutelare i dipendenti. Cosa non facile in una congiuntura come quella attuale, dove sembra che gli incidenti non debbano finire mai.
Dopo numerose riunioni tecniche tra governo, Banca Centrale e i rappresentanti delle maggiori banche sammarinesi, a fronte di un atto di liquidazione, è stata dunque prevista una distribuzione di attività e passività sulle banche locali, mentre lo Stato, dal canto suo offre un credito di imposta sulle passività diluito per i prossimi dieci anni, intervento assai minore rispetto a quello che Stati a livello mondiale hanno dovuto fare per sostenere il sistema bancario e finanziario.
Il Patto è concorde nel giudicare l’intervento, molto articolato e complesso, adeguato a fronteggiare la delicatezza della situazione.

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