Di nuovo contro Psrs

Ringraziamo gli ironici estensori del comunicato del PSRS. La definizione, con similitudine enologica, di Segretario novello non dispiace: il vino novello è notoriamente buono e giovane.
Ringraziamo anche per aver pubblicamente esplicitato che negli anni passati sono state “gettate al vento le occasioni di confronto con le forze politiche del centro moderato e di ispirazione socialista”. Dal 2007 il Segretario era Paride Andreoli.
La cronistoria, raccontata per interposta persona, di quanto avvenuto alla Assemblea Congressuale di venerdì 24 non crediamo appassioni l’opinione pubblica.
Quello che interessa ai cittadini sono le proposte per il futuro del paese, e il PSD ha posto l’accento proprio su queste, in un momento di grande difficoltà per la crisi economica internazionale e per l’incerta situazione nei rapporti con l’Italia e le organizzazioni internazionali, alle quali il governo non sta rispondendo con efficacia.
L’accusa di utilizzo di linguaggi e metodi da vecchi politici è quindi da rigettare al mittente: dite piuttosto voi se provocare la scissione del partito con il maggior consenso elettorale del paese e maggior forza riformista, è un atto che dimostra un nuovo modo di porsi e va nella direzione del rafforzamento degli ideali socialisti e riformisti, della stabilità, del bene del paese in generale, troppe volte minato da personalismi che hanno interrotto esperienze di governo appena nate e gettato San Marino nell’immobilismo.
Non è affermando la falsità evidente che tutti i socialisti se sono andati dal PSD, che si conquista la mente e il cuore dei compagni che si aspettano risposte dalla politica e riforme economiche, istituzionali e sociali.
“La costruzione di una grande area socialista” era ed è già nei fatti, evidentemente non era nella testa di alcuni “padroni del vapore”.
Abbiamo atteso invano di comprendere le ragioni profonde della vostra dipartita, ora ci convincete di non aver nulla di cui preoccuparci: non avete elementi politici da contrapporre e la base del PSD è più vivace e presente di prima, come confermato dal dibattito dell’Assemblea e dalla numerosa partecipazione alla due giorni di festa della liberazione.

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