Dibattito consiliare sul settore finanziario sammarinese

San Marino-Italia: opposizione promuove Gatti e boccia Mularoni

Psd a testa bassa contro segretaria: dipinge un paese di mariuoli


Claudio Felici, capogruppo PsdSAN MARINO– Promosso il segretario di Stato per le Finanze Gabriele Gatti, e soprattutto la sua relazione sullo stato e sulle prospettive del sistema bancario e finanziario sammarinese. Bocciato invece, o almeno rimandato, il collega agli Esteri Antonella Mularoni, e i suoi “Bignami” sugli accordi di collaborazione finanziaria e contro le doppie imposizioni che dovrebbero essere firmati a breve con l’Italia. Forse già la prossima settimana assieme a quelli, sicuri, con Andorra e Francia.

Sono particolari i contorni del dibattito partito in mattinata in Consiglio grande e generale sull’economia sammarinese, e che sfocia obbligatoriamente anche in riflessioni sui rapporti internazionali e in particolare con l’Italia. Anche perchè il comma ad hoc previsto all’ordine dei lavori slitterà alla prossima seduta. E forse neanche a quella che si aprirà la settimana entrante, dato che il diretto interessato, il segretario di Stato agli Affari Esteri, sarà a New York per la sessione dell’Onu. L’opposizione sostiene senza remore la relazione di Gatti, condividendo le proposte inserite e chiedendo più volte di andare decisamente verso l’Europa- “lo spazio economico europeo non basta”- e verso la trasparenza.

San Marino “rappresenta una realtà seria, non un sistema di mariuoli che gestisce solo capitali poco puliti come fanno pensare le dichiarazioni del segretario Mularoni”, apre il dibattito il capogruppo del Psd Claudio Felici. Che ha nel mirino proprio il titolare degli Esteri. “Non solo plaude allo scudo fiscale- attacca- dicendo che porterà capitali puliti; lascia intendere che ora sono tutti sporchi. Considerazioni superficiali e quasi ideologiche”. A preoccupare, inoltre, sono “i Bignami dei due accordi, su cui comunque non mi aspetto firme sollecite, e i cui contenuti assolutamente non corrispondono alla relazione di Gatti”. In particolare sotto accusa l’autorizzazione che la Banca d’Italia dovrà dare a “tutto ciò che facciamo oltreconfine. Così quale futuro abbiamo? Serve pari dignità”.


Giuseppe Maria Morganti (Psd)Anche il collega di partito di Felici Giuseppe Maria Morganti condivide i contenuti della relazione, “fanno parte della nostra cultura politica”, e se “il punto clou è il coinvolgimento”, altrettanto non viene fatto sugli accordi con l’Italia, “con ‘Bignami’ oscuri i cui contenuti non corrispondono alla relazione di Gatti. Il rapporto è ai minimi storici, ci considerano una località a statuto speciale, c’e molto da fare”, conclude annunciando la volontà di trasformare il riferimento del segretario di Stato per le Finanze in un ordine del giorno che impegni concretamente il governo.


“La relazione mi rispecchia in pieno, è puntuale, precisa e interessante” prosegue i complimenti a Gatti Paride Andreoli dei Socialisti riformisti. Convinto però anche che “l’inchiostro della penna viene probabilmente da tecnici molto preparati, quelli di Banca Centrale”. L’auspicio, prosegue, è di firmare al più presto gli accordi con l’Italia, ma ci saranno comunque “grosse difficoltà economiche”. Inoltre “non possiamo farci imporre i cambiamenti solo dall’esterno”. Dunque servono “nuove misure anticrisi per mantenere il nostro livello di benessere e inventiva per la riconversione a una nuova economia”.

Alessandro Rossi (Sinistra Unita). Ben venga la creazione di un tavolo con tutte le parti sociali, economiche e politiche per il percorso di integrazione internazionale e per superare la crisi, sottolinea dai banchi di Sinistra Unita Alessandro Rossi. Rappresenta “un’inversione di tendenza” di governo e maggioranza, “speriamo che contamini anche il segretario Mularoni sugli accordi, anche se forse è tardi”, aggiunge Rossi chiedendo al titolare delle Finanze un chiarimento sul sostegno finanziario al gruppo Delta segnalato nella relazione. Anche Mirco Tomassoni del Psd ritorna sull’“affare di Stato Crrsm-Sopaf, la prova che i poteri forti vogliono sottomettere il nostro Paese”.

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