Discorso di insediamento dei nuovi Capitani Reggenti

La Reggenza desidera porgere sentimenti di viva gratitudine ed alto apprezzamento per il messaggio augurale appena pronunciato dal Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato in Repubblica, Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Bertello, unitamente ad un saluto deferente al pubblico presente e ad un augurio di pace, serenità e benessere a tutto il popolo sammarinese.
Lo spirito del messaggio dell’Alto Plenipotenziario è pienamente recepito e condiviso dalla Reggenza e sottolineiamo in particolare l’accorato appello indirizzato all’azione di ognuno di noi verso l’unità, nella difesa dei valori e dei principi irrinunciabili per ogni essere umano, sia per la sua esistenza sia in quanto facente parte di una collettività, che per garantire il vero sviluppo di tutti deve essere responsabile e coesa.
Un’azione che, in un momento storico quale l’odierno, non semplice e denso di incognite anche per la nostra antica Repubblica, deve ricondurre ad una solidale unità di intenti per affrontare nel modo migliore le sfide verso gli obiettivi individuati.
La Reggenza intende formulare un particolare saluto ai Rappresentanti Diplomatici e Consolari recentemente accreditati in Repubblica e rinnovare l’auspicio di un progressivo rafforzamento delle relazioni bilaterali e multilaterali, nella consapevolezza dell’indifferibilità dell’impegno concertato e solidale fra Stati ed in seno alle maggiori Organizzazioni Internazionali per fronteggiare insieme le sfide della globalizzazione, le emergenze e le problematiche di portata planetaria.
Nello stesso spirito la Reggenza accoglie, all’esordio di questa giornata così significativa per la Repubblica, Marc Perrin de Brichambaut, Segretario Generale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, nella sua attuale qualità di Oratore Ufficiale dell’odierna cerimonia ed allo stesso rinnova sentimenti di sincera gratitudine per aver accettato un incarico tanto caro ai Sammarinesi.
L’aver ottenuto la disponibilità del Segretario Generale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa ad intervenire in uno dei momenti salienti della cerimonia istituzionale, in cui si rinnovano e si perpetuano i simboli ed i valori della tradizione democratica e di libertà sammarinese, ci lusinga e ci onora, oltre che consentirci di rimarcare l’attenzione ed il ruolo attivo e costante che San Marino ha svolto fin dagli esordi all’interno di questa importante Organizzazione internazionale, convinta della necessità della piena espressione del concetto di sicurezza comune attraverso gli strumenti della cooperazione e della fiducia tra tutti gli Stati membri.
Richiamandosi ai valori sottolineati da Sua Eccellenza Monsignor Bertello, la Reggenza intende soffermarsi sulla straordinaria opportunità di poter ospitare sul Titano, nel prossimo mese di giugno, il Santo Padre. Tale evento rappresenta per il popolo e per le istituzioni del Titano un’occasione di riflessione sul nostro essere una comunità tanto diversa da altre, che affonda le sue origini nell’opera pastorale del Santo Marino, il primo evangelizzatore della comunità sul monte, che ha permeato l’identità sammarinese e lo spirito dell’attuale ordinamento.
La Reggenza sarà custode e garante della preziosa testimonianza che Sua Santità Benedetto XVI vorrà offrire alla Repubblica di San Marino, sulla scia del lascito del Suo predecessore, Giovanni Paolo II, salito sul Titano nel 1982 e del quale il primo maggio prossimo verrà celebrata la beatificazione.
L’omaggio alla Repubblica che il Pontefice renderà attraverso la visita pastorale al popolo ed alle istituzioni sammarinesi rimarrà certamente profondamente radicato nei cuori dei Sammarinesi.
Abbiamo accolto con viva gratitudine l’invito pervenutoci dal Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, a recarci a Roma il prossimo 2 giugno per il prosieguo delle Celebrazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia.
L’occasione rappresenterà certamente un’ulteriore affermazione dell’amicizia che da sempre lega la Repubblica di San Marino alla Nazione Italiana.
Consentiteci di cogliere questo spunto per formulare alcune riflessioni sul tema delle relazioni con il nostro grande vicino, partendo proprio dal concetto, mai posto in dubbio da entrambe le parti, di questa solida, storica, fraterna amicizia.
La storia di San Marino, che affonda le proprie radici in secoli lontani, si è sviluppata in un percorso non sempre facile di relazioni con le varie realtà che circondavano il nostro esiguo territorio, relazioni che hanno impegnato i nostri avi in una strenua difesa della libertà, più volte messa a rischio dai ben più potenti vicini.
Nel periodo risorgimentale il Governo e il popolo sammarinesi, forti delle proprie tradizioni e portando in dote all’Italia una lunga storia di democrazia, di pace e di difesa della propria identità, manifestarono alla nascente Nazione italiana la concreta intenzione di stabilire un legame inscindibile con l’amico popolo italiano.
“Ben venga il rifugiato”, affermò la Reggenza di allora nell’accogliere Giuseppe Garibaldi, in fuga dopo la disfatta romana: un gesto determinato dal precipitare degli eventi, ma coraggioso, dato il rischio altissimo rappresentato dall’esercito austriaco che circondava il nostro territorio. Un gesto che forse ha cambiato le sorti del risorgimento italiano.
Da allora la storia dei due Paesi è stata inscindibilmente legata, fortemente caratterizzata da un comune destino: l’Italia ha accompagnato la crescita della piccola comunità sammarinese, ha permeato con l’amicizia e il buon vicinato le proprie relazioni con il nostro Paese, ha sostenuto il nostro cammino nel contesto internazionale e ne ha ricevuto in cambio l’amicizia fraterna, il rifugio per gli oltre centomila profughi nel difficile contesto del secondo conflitto mondiale, il prosperare delle relazioni fra i due popoli che vivono e lavorano in territori contigui e per molti aspetti inscindibili, in Italia e a San Marino.
Vogliamo credere che nulla sia cambiato, che permanga la consapevolezza del valore della nostra Repubblica e delle sue Istituzioni, che questa volontà comune di cooperazione continui ad essere certa e condivisa, nel rispetto reciproco. Vogliamo credere che il delicato momento storico che stiamo vivendo sia frutto di contingenze in via di superamento.
E’ per questo che siamo onorati di celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia come la festa dei nostri più cari amici, una festa che vedrà, anche a San Marino, iniziative celebrative concordate con l’Ambasciatore d’Italia a San Marino.
La Reggenza è profondamente convinta che questa amicizia sarà la chiave per riaprire la porta della cooperazione con lo Stato Italiano ma non può, tuttavia, non soffermarsi sulle criticità e sulle incomprensioni che hanno caratterizzato ultimamente il rapporto bilaterale con quel Paese, che determinano una situazione molto grave e preoccupante per la tenuta economica del sistema San Marino e per l’uscita da una crisi globale che non ci ha risparmiato.
Non è certo questa la sede per approfondire questo tema: ci sia consentito tuttavia di esprimere un parere ed un auspicio.
E’ convinzione della Reggenza che il Governo sammarinese sia impegnato fortemente sulla strada non facile dell’adeguamento della realtà economica e finanziaria del nostro Paese alle nuove regole di trasparenza e di cooperazione internazionali, e che sia chiara la determinazione di proseguire su questa strada.
Siamo consapevoli che il Governo Italiano è impegnato in tante problematiche per l’Italia certamente più importanti e stringenti di quel che può essere il rapporto con il nostro piccolo Paese. Tuttavia per San Marino il tempo è vitale e non possiamo più permetterci di attendere.
Tutti dobbiamo ancor più attivarci affinché l’amico Governo Italiano, nel rispetto anche del sentimento sincero dei Sammarinesi, voglia riconoscere il valore del nostro Stato, certamente piccolo di dimensioni, ma grande per i valori alti di libertà, di indipendenza, di solidarietà, di ospitalità che ha sempre rappresentato.
Confidiamo pertanto che il Governo italiano voglia recepire la necessità di definire a breve le procedure per rendere operative le intese già raggiunte.
La Reggenza è convinta che la comunicazione diretta fra i due Governi sulle rispettive esigenze e necessità sia la via più breve per riprendere quel cammino di crescita da percorrere insieme, nel reciproco vantaggio e nella riaffermazione dei valori da sempre condivisi.
Questo è l’auspicio ed è l’invito che vogliamo rivolgere, per il tramite dell’Ambasciatore italiano, al suo Governo.
La Reggenza è altrettanto convinta che, ora più che mai, la complessa congiuntura che sta pesantemente abbattendosi sul nostro Paese si potrà affrontare solo attraverso l’unità e nel rispetto reciproco; valori questi che dovranno permeare l’azione politico-istituzionale in tutti gli ambiti e che permetteranno di ridisegnare un quadro di opportunità per la crescita e lo sviluppo di San Marino.
Inoltre la Reggenza ritiene che senza radicare ed ispirare l’impegno politico-sociale ai valori del rispetto degli altri e della vita, della protezione dei più deboli e della promozione del lavoro, ciò che potrebbe apparire un successo si rivelerà una pura ed effimera illusione.
Occorre fare tutti uno sforzo maggiore per ricondurre ogni azione politica alla dimensione più vera e più profonda del servizio esclusivo per l’attuazione del bene comune.
Solo in questo modo si potrà affrontare, con responsabilità ideale e progettuale, il futuro, non solo dei nostri giovani.
In loro confidiamo per l’edificazione di una rinnovata società di cittadini laboriosi ed onesti, sollecitandoli a percorrere instancabilmente la strada della rettitudine e dell’impegno, senza facili illusioni o falsi effimeri ideali. Per loro occorre dunque continuare ad investire in formazione, affinché con preparazione possano contribuire alla crescita ed allo sviluppo della Repubblica e in essi questo Paese potrà trovare guide affidabili nel momento in cui saranno chiamati ad avere responsabilità pubbliche o sociali.
I giovani sono l’espressione di una famiglia che si è profondamente modificata, in cui si evidenzia sempre più il valore della donna come moglie, madre e lavoratrice, ma che resta e resterà sempre il fulcro vitale per l’educazione degli stessi e per lo sviluppo della società del domani.
La famiglia è la prima comunità naturale e neppure la straordinaria accelerazione dei processi storici che sta sperimentando l’attuale generazione l’ha privata di valore, Anzi. Quando le famiglie pur nelle difficoltà, sanno superare le divisioni, i giovani crescono più sereni, più sicuri, consapevoli e pronti ad assumere le responsabilità della vita.
La Reggenza sosterrà ogni iniziativa che la promuova e la tuteli, per consentirle di mantenere il duplice ruolo di attiva protagonista della crescita del Paese e di riferimento materiale e morale per i nostri bambini, per i nostri giovani, per i nostri anziani, per le categorie più deboli.
Al di là dei nostri confini, il panorama internazionale è al momento minacciato da un futuro pieno di incognite gravi e da rischi pesanti, tra i quali preoccupa ed inquieta in maniera crescente l’aggressione all’ecosistema mondiale.
San Marino sta seguendo altresì con particolare attenzione e preoccupazione ciò che sta avvenendo sulla sponda meridionale del Mediterraneo.
Per quanto riguarda la situazione libica, la Repubblica di San Marino ha sostenuto e sostiene gli obiettivi delle risoluzioni delle Nazioni Unite e ne auspica un rapido raggiungimento nel superiore interesse della popolazione, per favorire al più presto il superamento dell’attuale fase – che sta generando tante vittime innocenti – affinché il popolo libico possa al più presto scegliere liberamente il proprio futuro.
Sentimenti di solidarietà altrettanto sinceri la Reggenza esprime al popolo del Giappone che, in seguito al sisma devastante ed allo tsunami, è stato colpito al cuore e che ora, attraverso la drammatica vicenda dell’allarme nucleare, sta vivendo la minaccia di una catastrofe di immani dimensioni, allargata all’intera comunità internazionale.
Ha colpito tutti la dignità di un popolo che, con la forza della vita, sfida tale catastrofe con coraggio, dignità, determinazione e tanta voglia di ricominciare.
E non si può non ricordare che questo popolo è drammaticamente colpito per la seconda volta in maniera così pesante dalla sfida atomica.
San Marino, all’indomani della tragedia, si è unito all’unanime cordoglio tributato per le vittime della calamità e si è prontamente mobilitato per accogliere gli appelli per i più urgenti interventi umanitari.
La Reggenza sarà vicina ad ogni istanza che si leverà al proprio interno, o che perverrà da sollecitazioni esterne e che impegnerà gli attori politico-istituzionali, nell’azione costante di promozione della identità, non solo statuale di questa piccola Repubblica che, sempre più, ha necessità del più ampio coinvolgimento e del sostegno di tutte le sue componenti.
Alla luce dell’attuale congiuntura, stringersi intorno alle istituzioni repubblicane e confidare nella garanzia democratica che le stesse rappresentano è più che mai auspicabile, per un popolo unito, senza alcuna diversità e divisione fra cittadini, che vuol far fronte comune attraverso una solida unità d’intenti, al fine di fronteggiare gli attuali scompensi ed addivenire ad una soluzione condivisa di superamento delle persistenti criticità.
Con questo spirito, la Reggenza sarà fedele interprete dell’unità dello Stato e dei suoi cittadini ovunque essi si trovino, nonché del messaggio della sua storia di Stato libero e democratico; dall’alto della Suprema Magistratura ad essa conferita proseguirà nel ruolo di garante dei principi costituzionali e custode del peculiare ordinamento, nel supremo rispetto delle istituzioni e delle tradizioni che ci caratterizzano e ci distinguono in ambito internazionale, che sono l’espressione dei valori fondanti della nostra comunità del nostro patrimonio più grande di cui tutti noi sammarinesi dobbiamo essere orgogliosi.

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