Domenico Gasperoni a Francesca Barulli

Cara Francesca,

ti do del tu perchè ho i capelli bianchi e, forse, siamo anche un po’ parenti. Mi sono simpatiche le persone che sanno reagire e precisare il proprio pensiero. Anch’io preciso per un attimo il mio. Credo che tutti abbiamo capito che sto dalla parte dei giovani che hanno il coraggio, come te, di fare la scelta, senza avanzare scuse, né quelle del tempo né tanto meno quelle che “tanto la politica è sporca”. Ho voluto solo mettervi in guardia….perchè il “largo ai giovani” è solo uno slogan…C’è invece una via stretta, che vi dovete conquistare. Il tuo “voglio provare a fare l’attore” l’ho letto in chiave positivissima…e non come un voler subito salire sul carro dei potenti…Il fatto in sé che i partiti abbiano candidato i giovani, (o le donne) mi lascia indifferente…Quello che conta è ciò che faranno di loro… Questo era l’obiettivo del mio intervento. La mia conoscenza del “Palazzo”,essendovi vissuto per quasi trent’anni ( non come politico) mi ha reso un po’ smaliziato e desideravo trasmettervi parte di questo realismo. Il tasso di “ringiovanimento” del Consiglio non sempre è coinciso con l’innovazione del far politica. I famosi “ vecchi registi” dei partici ci sono sempre stati. Ammiro la tua energia e ti auguro di smentirmi a tutto campo. Per quanto riguarda il rifiuto di sentirti una “quota”, sono d’accordo. Ma la quota “under trenta” contiene un tesoro troppo grande di energie, idealità, reazioni anticompromessi, per non approfittarne.
Con tanta simpatia e in bocca al lupo. DOMENICO GASPERONI

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