Don Carron a San Patrignano: la droga è un falso infinito

21 agosto 2012

Don Carron a San Patrignano: la droga è un falso infinito

Non è stata una semplice visita di cortesia. Julian Carron, Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, arrivato stasera a San Patrignano, è apparso davvero interessato alla comunità e alla sua struttura. «Davvero impressionante», ha più volte commentato non appena entrato, rivelando di aspettarsi una struttura molto più piccola. E’ così che accompagnato non solo dai responsabili della Comunità e da Don Fiorenzo, il sacerdote che segue i ragazzi di San Patrignano da 20 anni, ha prima visitato la casa delle mamme dove sono accolte ragazze con i relativi figli, poi il centro per i minorenni, dove ha assaggiato pure la pizza cotta dai ragazzi nel forzo a legna, il centro studi e infine il centro medico della comunità. Come detto una visita davvero interessata, con il padre spirituale di Comunione e Liberazione che ha fatto non poche domande ai vari responsabili e si è intrattenuto con i ragazzi. «Questo è un mondo e si vede che è figlio di tanti anni di lavoro – ha commentato Carron – Un luogo che risponde a un bisogno reale delle tante persone coinvolte». Un problema che Carron ha dimostrato di non voler sottovalutare: «Come tutti i problemi umani anche la questione della tossicodipendenza è un problema personale non risolto. Come ha detto Papa Benedetto nella lettera indirizzata al Meeting, uno cerca falsi infiniti, come quelli di questo tipo o di altri. Non si deve sostituire l’infinito con un falso infinito. Si deve cercare che cosa può rendere la vita bella e degna. Dobbiamo proporre ai ragazzi un modo affascinante e concreto, altrimenti sarà difficile risolvere il problema». Un Carron che non si è tirato indietro alla domanda sulla legalizzazione: «Io credo non risolva il problema, ma semplicemente lo sposta. E’ un guardare da un’altra parte senza che questo costituisca una risposta. Legalizzare risolve o rimanda? Credo sia solo una soluzione temporanea e non penso si possa rimandare il voler dare una risposta a sto problema». Terminata la visita ad alcune strutture della comunità, don Carron si è prima intrattenuto con i ragazzi nella sala da pranzo e poi sarà in teatro con loro per un incontro. E chissà che fra San Patrignano e Comunione e Liberazione non potrà nascere una collaborazione come lui stesso ha sottolineato: «Da come ci ha educato don Giussani noi siamo sempre aperti e disponibili a collaborare con tutte le istituzioni che ci chiedono un tipo di rapporto e di aiuto. Noi aiutiamo, diamo collaborazione, ma non vogliamo impadronirci di nulla. La collaborazione è nel nostro Dna. Dobbiamo trovare la modalità adeguata ai vostri bisogni».
Ufficio stampa San Patrignano

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