Fabrizio Goria di Il Riformista, sulla stampa a San Marino per lo scudo fiscale

il Riformista

Come i giornali del Titano vedono lo scudo fiscale

di Fabrizio Goria

Mancano pochi giorni al condono valutario. Nella Repubblica di San Marino crescono i timori di fughe di capitali e sanzioni. Ecco come viene vista la misura tremontiana dai quotidiani sammarinesi.

Mancano pochi giorni all’inizio dello scudo fiscale promosso dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Nella Repubblica di San Marino, il paradiso fiscale più vicino all’Italia, crescono i timori di fughe di capitali e sanzioni per gli evasori. Nei giornali del Titano, infatti, lo scudo è spesso definito alla stregua di una «confisca», come scrive la testata online Libertas, fautrice anche di una lettera al ministro Tremonti. A smorzare i toni però ci pensa il primo quotidiano della Repubblica, La Tribuna Sammarinese che, tramite la voce dei giovani politici di San Marino, chiede una regolarizzazione dei capitali esteri. Ecco quindi come lo scudo fiscale viene visto dall’alto del Titano.

Uno dei quotidiani più attivi è Libertas, visitabile via web. Sebbene la componente grafica lasci a desiderare, il sito è strutturato come un grande ricettacolo di articoli su San Marino, i quali vengono poi commentati dalla redazione diretta da Marino Cecchetti. Forte di 3500 visitatori unici al giorno, Libertas cura molto la rassegna stampa, che propone ogni giorno articoli in merito alle società del Titano. Largo spazio infatti è stato dato alla vicenda Delta, la holding su cui Intesa Sanpaolo ha proposto una due diligence. La maggior parte degli articoli comprendono però la copertura delle tappe dello scudo. Dalla fine del segreto bancario decisa dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), Libertas ha curato la vicenda intorno al segreto bancario con fare polemico e critico. Un esempio sono i comunicati rilasciati più volte a settimana. Uno di questi, datato 23 luglio scorso, spiega che in materia di lotta all’evasione fiscale «la novità è questa: ricompare la confisca». Libertas ha poi pubblicato nello scorso maggio uno studio dello Studio Ambrosetti sulla reale perdita di capitali da parte del Titano in caso di scudo fiscale. Secondo l’analisi, «lo scudo italiano del triennio 2001-2003 prevedeva l’applicazione di un’aliquota pari al 2,5 per cento». In questo caso «il contribuente italiano poteva scegliere se rimpatriare il denaro (rientro fisico del patrimonio), oppure, se regolarizzare la propria posizione (rimpatrio giuridico) continuando a detenere il denaro presso i depositi esteri». Tale condizione ha permesso di recuperare in tre anni 1,471 miliardi di euro. Sulla base di questi dati, per Ambrosetti con la terza versione dello scudo che prevede un’aliquota al 5 per cento saranno scovati 1,65 miliardi di euro. Ma lo scenario potrebbe essere diverso, dato che Libertas cita l’ex presidente di Banca commerciale italiana, Enrico Braggiotti, per il quale «uno scudo fiscale europeo, ipotizzato dal G20 londinese, costerebbe a Monte Carlo circa un terzo della raccolta bancaria totale». Cifre, queste, che se replicate a San Marino «significherebbero una riduzione di circa 4,6 miliardi di euro». Proprio su questo tema, il direttore Cecchetti ha inviato una lettera aperta a Tremonti, in cui il direttore dice: «Lei ha definito questo luogo, caverna di Ali Babà. Offesa più grande non ci poteva arrecare». Cecchetti poi cerca la compassione del ministro: «Ci creda, i primi soffrirne siamo noi. Addirittura materialmente: per tenere nascosti i nomi dei responsabili di un dissesto bancario (quello di Banca del Titano nel 2008, nda), i nostri politici hanno taglieggiato tutti i sammarinesi di 500 euro a testa, per quasi un punto e mezzo di Pil».

Curioso invece il caso di Giornale.sm, secondo quotidiano d’informazione del Titano. La testata è di proprietà della Giornale Group SA., con sede a Panama City, e risulta nebulosa la sua storia. Tuttavia, Giomale.sm negli ultimi mesi ha più volte intervistato il ministro sammarinese delle Finanze, Gabriele Gatti, che in un’occasione ha spiegato che «gli accordi sono una base per affrontare queste situazioni in maniera diversa: oggi subiamo, domani sarà chiaro quello che possiamo fare o che non possiamo fare». Ma poi Gatti ha continuato, specificando che «nei prossimi incontri con l’Italia si parlerà anche di esterovestizione e di residenza revocata a chi non dimostra di essere sammarinese realmente».

Più istituzionale l’approccio alla vicenda de La Tribuna Sammarinese, principale quotidiano della Repubblica, diretto da Davide Graziosi. Di aspetto curato e con un taglio oggettivo, La Tribuna risulta essere più razionale nella discussione sullo scudo, rispetto a Libertas. Non mancano però le critiche nei confronti delle misure da adottare, specie nei confronti della Grey list dell’Ocse, dalla quale il giornale si augura che «San Marino possa uscire al più presto, specie nei confronti con altre nazioni meno virtuose». E su questo punto, anche Libertas è concorde. Nella lettera a Tremonti, il direttore Cecchetti parla del Forum dei Giovani sammarinesi, che ha proposto a Palazzo Pubblico di aderire allo scudo. «Società anonime e segreto bancario non sono più vie percorribili per la nostra economia, vanno regolamentate e riportate alla luce del sole» spiegano i giovani politici sammarinesi.

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