Fiorenzo Stolfi, saluto al Meeting di Rimini

Sono onorato di intervenire all’incontro inaugurale della XXVIII^ Edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli, aperto con il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, al quale indirizzo il migliore saluto a nome anche del Governo della Repubblica di San Marino, che ha assicurato sostegno e partecipazione al Meeting proprio nello spirito di amicizia e proficua collaborazione che caratterizza le relazioni fra lo Stato italiano e quello sammarinese, e che si rinnova direi quotidianamente nel rapporto con la realtà della Provincia e della Città di Rimini e delle zone italiane limitrofe al nostro territorio.
Rivolgo il più cordiale saluto anche a tutti i presenti, ed in particolare a Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo, a John Waters, Editorialista di “The Irish Times”, ed alla dott.ssa Emilia Guarnieri, Presidente dell’Associazione Meeting per l’amicizia tra i popoli.
Il tema di questa edizione « La verità è il destino per il quale siamo stati fatti » è di sicuro interesse e attualità. La ricerca della verità, da sempre al centro delle speculazioni umane, soprattutto in questo particolare momento di grande incertezza storica e sociale, richiede la precisa volontà di continuare a indagare per arrivare alla maturazione di una visione basata su una concezione integrale dell’umanesimo, in grado di comprendere e valorizzare, all’interno di tale cornice, la varietà delle singole identità dei luoghi, delle culture e delle genti.
E proprio alla pluralità delle identità che compone il comune patrimonio culturale che appartiene all’intera Europa, la Repubblica di San Marino ha dedicato una notevole attenzione nella conduzione della Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che si è da poco felicemente conclusa, sostenendo il rafforzamento della cooperazione e della solidarietà fra gli Stati membri ed individuando, in particolare, nel dialogo fra le culture e fra le religioni uno strumento privilegiato nella ricerca di una strategia comune per lo sviluppo equilibrato e la stabilità del continente europeo, e non solo, nel rispetto della democrazia, dei diritti e della dignità dell’essere umano e dei popoli e delle loro molteplici appartenenze.
Sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale la Presidenza sammarinese ha voluto organizzare una specifica Conferenza a San Marino, a cui anche l’Unione Europea ha dato il proprio contributo, che ha favorito il confronto fra i Rappresentanti dei 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa con i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste in Europa e l’intervento di leaders religiosi, di esperti, di rappresentanti della società civile, e presentato il Libro Bianco del Consiglio d’Europa sul dialogo interculturale, che verrà pubblicato nel 2008, Anno dedicato dalla Unione Europea al dialogo interculturale.
Ci rallegriamo che proprio a San Marino sia stato ora affidato il compito di coordinare il primo degli incontri annuali fra tutti i rappresentanti che ho citato, per sostenere la promozione del dialogo interreligioso.
Ma l’impegno di San Marino durante questa Presidenza si è dispiegato anche per arrivare alla conclusione del Memorandum d’Accordo fra il Consiglio d’Europa e l’Unione Europea, di importanza rilevante in quanto definisce i campi di comune interesse ai fini della reciproca cooperazione, sulla base dei valori da entrambi condivisi.
Per la realizzazione di questo prioritario obbiettivo la Presidenza sammarinese ha condotto un confronto estremamente intenso, secondo le indicazioni concordate nell’incontro fra gli alti Rappresentanti delle due Organizzazioni a Bruxelles, nel febbraio scorso. La firma del Memorandum, a conclusione del semestre , ha segnato quindi un fondamentale passo in avanti verso una loro sempre più stretta e necessaria cooperazione.
Anche questa esperienza ha dimostrato come ogni Stato, indipendentemente dalle sue dimensioni, può esprimere contributi significativi nell’ambito delle Organizzazioni Internazionali e nei rapporti con gli altri Stati, come è per San Marino, fedele alla sua naturale vocazione al dialogo ed alla ricerca della pace.
Sono pertanto particolarmente lieto di partecipare a questo appuntamento dedicato al tema della identità europea, oggetto di grande interesse anche nella Repubblica di San Marino, che si sta interrogando sulle scelte da compiere rispetto allo scenario internazionale ed anche in relazione all’Unione Europea.
San Marino ha allacciato i primi rapporti ufficiali con l’Unione Europea all’inizio degli anni ’80, giungendo poi alla stipula, nel 1991, di un Accordo di Cooperazione ed Unione Doganale, ratificato da tutti gli Stati membri il 1° aprile 2002.
Nel corso degli ultimi quindici anni, il tema delle relazioni con l’Unione Europea è diventato un argomento sempre più importante del dibattito politico, sociale ed economico ed ora più che mai, con l’ulteriore allargamento dell’Unione Europea e il confronto aperto sulla possibilità di adottare una Nuova Costituzione da parte della stessa.
Gli sviluppi di tale dibattito hanno maturato nel Governo la convinzione che debba essere ulteriormente approfondito e rafforzato il rapporto con l’Unione così come l’opportunità di avviare un processo di maggiore e progressiva integrazione.
In tal senso, il programma di Governo ha previsto l’istituzione di una Consulta per l’Europa, cui partecipino rappresentanti della politica, dell’economia, del sindacato e della cultura, per effettuare valutazioni sul rapporto attuale con l’Unione Europea e sulla sua possibile evoluzione, e di recente la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri ha organizzato un “Forum San Marino-Europa”, con la partecipazione di esperti giuridici e un funzionario della Commissione Europea, per favorire la più consapevole ricognizione sulle possibilità di sviluppo del rapporto fra San Marino e la Unione Europea.
L’Europa sta vivendo una fase certamente delicata, non solo per la questione identitaria, ma anche per gli importanti processi di riforma del funzionamento dell’Unione, a livello istituzionale, politico e sociale. In questo percorso di crescita e rafforzamento, sia gli Stati membri che i Paesi esterni all’Unione, ma vicini ad essa per ragioni territoriali e culturali – compresi i piccoli Stati come San Marino – è necessario intensifichino il dialogo e la cooperazione internazionale, affinché l’Europa possa diventare un’entità forte e stabile, capace di conciliare libertà politiche e civili ed economia di mercato, con i valori della solidarietà sociale.
Nell’Enciclica Fides et ratio Giovanni Paolo II ricordava come «ogni uomo inserito in una cultura da essa dipende, su di essa influisce”. E’ mio fervido augurio, che l’audacia di visione dell’Europa, possa renderci tutti più consapevoli delle comuni radici culturali europee, favorendo una più intensa volontà di comprendersi, di rispettarsi, di ritrovarsi su temi e scelte comuni, pur nelle differenze, diventando un modello di coesistenza della diversità nella unità e stimolandoci a unire i rispettivi sforzi per la affermazione di valori imprescindibili come i diritti fondamentali dell’uomo.
Nel segno di questa volontà e di tali sentimenti, a nome del Governo sammarinese desidero rinnovare in particolare il mio più cordiale augurio per il più proficuo espletamento del suo alto mandato ad Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo, ed agli amici del Meeting per il pieno successo anche di questa edizione.

(Da San Marino RTV)

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