Forze di polizia lasciate sole, servono indirizzi politici. Cittadinanza Attiva

Sulla sicurezza è tempo che il Consiglio dia al Governo (e di conseguenza alle forze dell’ordine) i giusti indirizzi politici. 

Sembra incredibile ma il tema della sicurezza, indiscutibilmente una priorità peri cittadini, è tra i temi meno dibattuti in aula. Non si ricordano infatti da molti anni a questa parte dibattiti consiliari sul tema: la questione è gestita dal Governo e dai Comandanti dei corpi senza che nessuno sappia nulla.  

Tutto è competenza di pochi: non solo i piani operativi di controllo del territorio ed in particolare dei confini, ma anche le questioni legate al budget delle forze dell’ordine (che non si conosce e non si sa da chi viene deciso), dei corsi e dei programmi di formazione, la dotazione dei mezzi e delle attrezzature, la quantità di uomini sul territorio, in particolare nelle ore serali e sui confini, la necessità di una Centrale Unica per coordinare attività e spostamenti dei vari corpi di polizia. 

Non ci si è mai minimamente confrontati nemmeno sugli aspetti più “legislativi” della questione sicurezza, a partire dalla protezione legale per gli appartenenti ai corpi di polizia durante l’espletamento delle loro funzioni. Cosa succede in caso di colluttazioni, sparatorie, perquisizioni, ecc, soprattutto oggi che gli uomini in pattuglia girano anche soli, quindi senza testimoni? Nulla neppure sui limiti e le modalità di utilizzo delle armi per le forze dell’ordine (che ovviamente richiedono una adeguata formazione pratica), sulla possibilità di avere il processo per direttissima nel nostro ordinamento, questo nonostante vi sia nei cassetti del Governo un OdG di Cittadinanza Attiva approvato da quasi due anni. Vi sono anche aspetti che richiedono accordi internazionali adeguati, a livello di governo o di polizia stessa: in particolare ci riferiamo alle possibilità di sconfinamento per le nostre forze dell’ordine (all’atto dell’inseguimento di criminali in fuga) e alla necessità di collegamenti adeguati fra database italiani e sammarinesi (ad esempio riguardo a bande che facciano atti criminali transnazionali). 

Possono esservi poi scelte che facilitano e aiutano i cittadini che decidono di proteggere adeguatamente le loro abitazioni, per esempio con allarmi o inferriate, semplificando la vita alle forze di polizia: scelte che possono essere favorite con adeguati e significativi incentivi economici. 

Tutte queste sono tematiche su cui vige il silenzio più totale. Su cui un confronto vero, a livello politico, non c’è mai stato. Per quanto ci riguarda, sentire sempre più cittadini che chiedono di potersi armare non è ammissibile in una piccola repubblica democratica come la nostra. 

Per questo, e per tutti i motivi sopra elencati, ci faremo promotori di una specifica mozione in Consiglio Grande e Generale, per avviare un confronto su questi temi, capace di identificare soluzioni adeguate. Ci auguriamo che il Governo permetta di accelerarne la discussione, senza aspettare i sei mesi previsti dal Regolamento. Crediamo sia importante portare questo dibattito già nella seduta di Marzo, con riferimenti precisi su tutti i temi sopra riportati. 

Il tema è delicato, la situazione critica e sia i cittadini che le nostre Forze dell’Ordine chiedono risposte celeri da parte della politica.

CITTADINANZA ATTIVA

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy