Giancarlo Raschi, La Tribuna Sammarinese. Ispettori e lavoro nero

Giancarlo Raschi, La Tribuna Sammarinese. Ispettori e lavoro nero

La Tribuna Sammarinese

Il lavoro nero è una piaga sociale e le belle parole spesso rimangono tali

 Chi controlla il controllore?

 Buongiorno Direttore, sono frustrato!!!!!! Leggo ogni giorno sui quotidiani locali,i proclami sul lavoro nero. Personalmente trovo giusto che chi lavora venga regolarizzato,ma non trovo giusto che persone già operanti sotto la P.A. svolgano un lavoro extra come spesso succede(e potrei citare decine di casi),senza che nessuno dica nulla. E’ troppo facile avere già uno stipendio sicuro che pantalone puntualmente elargisce e fare,nel contempo, lavori extra time magari durante l’orario di servizio. Questa è una vera ingiustizia,perché un imprenditore non può competere con queste persone che comunque operando senza rischio,portano via una fetta di mercato a chi vive di quel mestiere ed il loro superiore spesso e volentieri è compiacente,perché a sua volta, da un pessimo esempio. Questi signori,visto che già percepiscono uno s t i p e n d i o p i ù c h e remunerativo,con un alto tasso di assenteismo e una scarsa produttività,dovrebbero far bene il lavoro per cui a fine mese portano a casa uno stipendio superiore a quello della pari categoria italiana del 70% più elevato. Spesso mi trovo a girare per uffici ed è pieno di persone che durante l’orario di lavoro navigano su internet per i fatti loro,oppure dipendenti pubblici che con le auto bianche dello stato, vanno a fare spese personali oppure nei bar del paese. Alcuni giorni fa, ho saputo di un Ispettore del lavoro che ospitava abusivamente in un suo appartamento di Falciano,una ragazza forense senza permesso di soggiorno la quale lavorava in nero In un’attività commerciale di San Marino. Questo signore,che quando fa controlli è anche arrogante,percepiva d a l l a r a g a z z a 350.00€ al mese nel pugno,fregandosene se la ragazza era in regola o meno,tanto quando ci fa comodo,ognuno di noi tira l’acqua al proprio mulino. Penso che ritrovare il buon senso del “vivi e lascia vivere” sia auspicabile,visto che anche dall’alto(Polit ici,ispettori,gendarmi,p residenti,ecc …)il buon esempio non c’è. Se si vuole adottare la tolleranza zero,adottiamola anche per l’ispettore del lavoro con l’abusivo in casa(radiarlo dal posto di lavoro),il sindacalista che per vendemmiare la sua vigna chiama extracomunitari in nero,il gendarme che nel bar che gestisce tiene le bariste in nero,il politico che nella palestra di cui è socio tiene gl’istruttori in nero ecc..ec ecc. E’ troppo facile predicare bene e razzolare male,uno sport che a San marino è molto in voga. Ogni riferimento a fatti,cose e persone non è puramente casuale,ma chi leggerà l’articolo si identificherà in queste figure. Purtroppo però,come dicono a Napoli,il pesce puzza sempre dalla capa,e a monte dobbiamo capire chi deve controllare il controllore? I miei rispetti…..a chi se li merita.

Giancarlo Raschi 

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