Giovanni Galassi su Mario Fantini. La Voce di Romagna San Marino

La Voce di Romagna San Marino

Realizzò una lungimirante impresa. Non accetto che venga colpevolizzato, altri hanno fatto danni” /“Sull’operato di Fantini il benestare di BI” / L’ex presidente della Fondazione Galassi sulla vicenda Delta-Carisp

Antonella Zaghini

SAN MARINO. “Viviamo in un Paese in cui gli interessi dei singoli prevalgono sul bene comune. E io non posso non difendere coloro che hanno lavorato nell’istituto bancario da me diretto”. Giovanni Galassi era presidente della Fondazione Cassa di Risparmio quando scoppiò l’inchiesta Varano. Inchiesta che dopo tre anni non è giunta ancora ad alcuna conclusione, ma che nei fatti è stato un colpo ferale a San Marino. Galassi, consapevole di quanto la banca sia importante nell’economia della Repubblica, rompe gli indugi e mette i puntini sulle “i” rispetto all’affaire Delta, spiegando che cosa ha rappresentato per San Marino e che cosa si sta buttando via svendendola. Una ricostruzione che deve fare i conti con la consapevolezza che oggi, chi è ai posti di comando ha già preso la sua decisione: prendere il più possibile le distanze dal passato.

“Ho sempre apprezzato il dottor Mario Fantini. Si impegnò in un’impresa mai tentata, da imprenditore. Ha  creato Delta una realtà imprenditoriale che ha portato prosperità e lavoro sia a San Marino che in Italia. Un lavoro onesto. Nessuno potrà mai affermare che Fantini si è approfittato della Cassa. Fantini ha lavorato sempre per la Cassa”. Al cospetto di una San Marino che sembra già averlo giudicato colpevole, Galassi ribatte ricordando che la Carisp è un tesoro per la piccola Repubblica e che non si è difeso a dovere il suo investimento in Italia, “uno Stato ha il diritto di tutelare i suoi gioielli”.
Il professor Galassi, già decano degli ambasciatori di San Marino, una lunga esperienza come rappresentante diplomatico nella Santa Sede, ha seguito la nascita e lo sviluppo di Delta passo dopo passo. “Sull’operato di Fantini c’era il beneplacito preventivo di Bankitalia. Sono a conoscenza, per esempio, dell’incontro fra il dottor Fantini e l’allora governatore Antonio Fazio quando Delta acquistò Sedicibanca. Un passaggio utile per l’Italia e per la stessa holding felsinea”. Il tempo è galantuomo, si valuterà alla fine della partita se errori gravi ci sono stati, “ma non accetto – rileva – che venga colpevolizzata una persona che ha agito correttamente, mentre sono altri che hanno distrutto le cose. Sono altri che hanno lavorato per smantellare la reputazione del Paese. E ce l’hanno fatta perfettamente, perché fuori dai confini ormai ci vergogniamo a essere sammarinesi, per quanto siamo additati”.
Sempre rispetto alla vicenda giudiziaria, Galassi ricorda altri particolari. La Carisp era sotto il controllo di Banca Centrale e dopo l’acquisto di Sedicibanca Delta sottostava al controllo di BI. Inoltre, prima degli arresti c’erano state diverse ispezione nel Gruppo. Ispezioni che non hanno mai portato a conclusioni importanti, “è mai possibile che ad un tratto tutti sono diventati dei delinquenti?”. La spiegazione? “Posso solo pensare che ci sia stato un errore nell’interpretazione delle norme. La finanza è una materia complessa. La mancata difesa ha fatto il resto”. Ma su un altro punto l’ex presidente della Fondazione si sofferma e che coincide con quanto Fantini ha sempre sostenuto: “I nostri problemi sono iniziati con l’arrivo di Sopaf, la finanziaria dei Magnoni. L’unica che in questa vicenda ci ha guadagnato, insieme ad Intesa che ha l’opportunità di acquistare bocconi pregiati a prezzi d’occasione”.
Fantini, ricorda Galassi, aveva costruito una nuova avventura imprenditoriale. Un’impresa di successo. La sue idea era quella di dare lustro a un piccolo stato come San Marino. “Per questo non posso accettare sia additato come colpevole. Creando qualcosa di grande come Delta si possono compiere errori, ma non quello che qualcuno ha interesse a fare credere”. Davanti all’attacco, perché quello che ha subito la Carisp è stato un attacco vero e proprio, “è mancato lo Stato”.
Ora la partita è quasi chiusa. Non è chiaro se Intesa acquisterà e a quali condizioni, per uno scatto di orgoglio da parte di San Marino i tempi ci sarebbero ancora, ma Galassi si fa poche illusioni: “Si va avanti di ‘pouparler’ fra i soggetti in gioco. Si potrebbe scrivere un finale diverso solo se il nostro governo si ponesse il problema di gestire al meglio una sua proprietà. Perché la Cassa è dello Stato e Delta era il suo gioiello. Ma ho molti dubbi che questo possa accadere. L’obiettivo è quello di chiudere con il passato. La vicenda Delta, per chi ha possibilità di decidere, prima finisce è meglio è. Lo so per esperienza diretta perché la decisione di chiudere alla svelta il mio incarico, era in prorogatio, è stato dettata anche da questa necessità”.
Antonella Zaghini

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