I Popolari sammarinesi a difesa di Valerio De Molli di San Marino Forum

Il bel tacer non fu mai scritto…

La presentazione del Forum Ambrosetti, per chi ha avuto il beneficio di assistervi, è stata non tanto l’occasione formale di un vernissage, quanto piuttosto un’opportunità di “formazione per politici di bassa levatura”. Non si sono udite infatti le solite frasi di circostanza e di esaltazione del potere politico vigente, ma l’illustrazione di un programma di lavoro. Dati, concetti, conoscenze, analisi statistiche, proiezioni, come avviene nei Paesi più evoluti, finalizzati all’individuazione di un percorso e di obiettivi che raffigurano San Marino nei prossimi cinque /dieci anni. Non una San Marino futuribile, ma una San Marino possibile, semplicemente valorizzando, migliorando e offrendo valore aggiunto alle caratteristiche tipiche del nostro sistema. Ovvero: competenza, professionalità, tecnologia e informatica da riversare su quelle forme imprenditoriali che già esistono e che oggi hanno solo bisogno di un salto di qualità. Il risultato è esaltante, senza snaturare in termini economici, ma anche sociali, quell’identità che è a tutti così cara.
Naturalmente, in un quadro di tal genere, non c’è molto spazio per i giochi. Non possono essere un obiettivo politico, o economico – ha detto De Molli – caso mai un mezzo per fare cassa.
Non ci può essere spazio per una piazza finanziaria, per la quale occorrono competenze, regole e capitali. San Marino muove circa 12 miliardi di euro all’anno, meno di un decimo dell’Emilia Romagna: dove pensiamo di andare?
San Marino non è monitorato e quindi non è presente negli elenchi della Banca Mondiale, né dell’ONU, né di altri importanti organismi mondiali, ai cui coefficienti ogni imprenditore o manager fa riferimento per i suoi investimenti e la sua operatività. Perché non ci siamo?
Soprattutto, casi come quello dell’Asset Banca, riportato così negativamente da tutti i maggiori quotidiani italiani, avrebbero dovuto avere ben altro tipo di risposta dalle istituzioni. De Molli, che rappresentava Ambrosetti, quindi un back ground culturale, professionale e diplomatico di tutto rispetto, si è fermato a questa semplice considerazione.
Ma tutti noi sappiamo che dietro a quel caso c’è una violazione delle leggi di un altro Stato. Vogliamo chiamarla “presunta”, visto che non sono stati ancora espletati i tre gradi di giudizio? Bene, diciamo presunta violazione. Rimane però la gravità di un fatto, che è quasi “costume” per molti nostri operatori locali.
E poi chi l’ha detto che non sono state violate le leggi sammarinesi?. C’è stata un’indagine del Tribunale? No. C’è stata un’indagine di Banca Centrale? No.
Ci sono state solo le affermazioni di alcuni referenti politici, molto bravi a raccontare bugie. Vediamo da anni quelle che si raccontano sull’Accordo con l’Italia e sul bene del Paese…
Ovvio che su questo caso, come su molti altri, ci sarebbe voluta una risposta autorevole, seguita da comportamenti consoni..
Non è questione di budget per comprare costosissimi spazi sui massa media italiani e diffondere un’immagine che non esiste. E’ questione di professionalità e di autorevolezza. Questo è stato detto nella presentazione del Forum Ambrosetti.
Ma è più facile comprare i voti che non competenza e credibilità. E’ più facile comprare dei lacchè che non le intelligenze libere. Per questo, certi esponenti politici di primo piano, che quando intervengono, parlano in nome del Paese, per una volta almeno avrebbero fatto meglio a stare zitti!

Popolari Sammarinesi

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