I segretari generali Beccari e Ghiotti sul terzo sindacato

Scatta l’operazione verità. I segretari Giovanni Ghiotti (CSdL) e Marco Beccari (CDLS) in una lettera informano gli iscritti su chi c’è dietro al cosiddetto terzo sindacato. Alla missiva è allegato copia dell’articolo del Corriere della Sera che riporta la dichiarazione del dirigente nazionale della UIL, Carmelo Barbagallo, in cui afferma di essere il “promotore” dell’operazione.

Ecco il testo della lettera dei segretari CSdL e CDLS.

Adesso si è fatta chiarezza sulle origini del terzo sindacato: la regia dell’operazione non è sammarinese, ma porta la firma dei vertici romani della UIL. La prova, lampante, sta nella dichiarazione di Carmelo Barbagallo, responsabile organizzativo della UIL, rilasciata al Corriere della Sera.

Quel “siamo finalmente riusciti a promuovere il terzo sindacato a San Marino” è l’esplicita conferma della volontà della sigla sindacale italiana di tentare la “scalata” al Titano, di aprire cioè in un altro Stato una sorta di “succursale”. Il tutto naturalmente grazie anche alla complicità di diversi politici nostrani di primo piano: sui loro nomi stendiamo un velo pietoso per non interferire nella campagna elettorale ormai alle porte.

Le parole del responsabile organizzativo della UIL offendono prima di tutto l’autonomia del nostro Stato sovrano: non è infatti ammissibile che qualche sindacalista romano tratti la Repubblica di San Marino come il sobborgo di una qualsiasi città italiana. Poi non rispettano la lunga storia del movimento sindacale sammarinese, nato e cresciuto solo, sottolineiamo solo, grazie all’impegno e alle lotte dei lavoratori occupati in Repubblica.

Scoperto che dietro a questo terzo sindacato ci sono condizionamenti e interessi che non abitano in Repubblica, si capisce anche il perché i finti promotori locali hanno sempre agito nell’ombra, senza mai promuovere incontri con i lavoratori, lanciare un manifesto programmatico, presentarsi in pubblico. Del resto deve essere piuttosto difficile spiegare che si vuole dividere il movimento sindacale sammarinese per un ordine arrivato da Roma. Spiegare cioè di essere asserviti alle logiche e ai programmi di una organizzazione non sammarinese.

Questa impropria e pesante ingerenza di una confederazione sindacale italiana non lascia insomma dubbi sull’assenza di autonomia da parte di chi vuole far nascere a San Marino il cosiddetto terzo sindacato. Di chi crede di rappresentare i lavoratori presentando una pratica in Tribunale.

Appurato dunque che i registi stanno a Roma, è forte l’amarezza di fronte a un gruppo di sammarinesi che, trainati da diversi politici nostrani, si è prestato a questa manovra, raccontando a tanti ignari lavoratori la favola che tutto è nato in nome del pluralismo sindacale. E che magari il terzo sindacato è il frutto genuino di chi vive e lavora in Repubblica.

I Segretari Generali
Giovanni Ghiotti (CSdL) Marco Beccari (CDLS)

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