I sindacati chiedono il cessate il fuoco a Gaza

Striscia di Gaza: appello del sindacato

Le confederazioni sindacali lanciano un appello al Governo e alle Istituzioni sammarinesi affinché, in un contesto di neutralità tra le parti in lotta, si facciano portavoce presso la comunità internazionale della necessità di imporre la fine delle ostilità, fare fronte all’emergenza umanitaria, consentire la ripresa del processo di pacificazione

Il conflitto nella città palestinese di Gaza è un cruento bagno di sangue che non solo sta producendo numerose vittime, ma rischia di creare i presupposti per una guerra senza fine. In tal senso, CSdL e CDLS si uniscono agli appelli lanciati dalla Confederazione Sindacale Internazionale (CSI) e dalla Confederazione Europea dei Sindacati (CES), che chiedono alla comunità internazionale e all’Unione Europea di imporre alle parti in conflitto l’immediato cessate il fuoco e di impegnarsi per fare fronte all’emergenza umanitaria, anche attraverso la creazione di corridoi per consentire alla popolazione palestinese di uscire dalla città devastata dai combattimenti, e di ricevere gli aiuti necessari in particolare in campo sanitario e alimentare.

Le Confederazioni Sammarinesi intendono mettere l’accento proprio sull’emergenza umanitaria che si è creata a Gaza, in quella che – come è stata definita dal Segretario Generale della CES John Monks – “è una reazione sproporzionata di Israele alle condannabili provocazioni ripetute da Hamas”.

Oltre un milione di cittadini palestinesi sono asserragliati in un territorio ridottissimo, senza aiuti umanitari, con una situazione sanitaria catastrofica, in cui gli ospedali non riescono più a prestare adeguate cure ai numerosi feriti, e con l’impossibilità di uscire da questa città in cui si sta consumando una mattanza quotidiana. In generale, CSdL e CDLS seguono con forte preoccupazione gli eventi nella città palestinese all’indomani dell’attacco sferrato dall’esercito israeliano che, dopo una fase di bombardamenti, ha fatto il suo ingresso nella città di Gaza, dando luogo a violenti combattimenti che hanno già causato centinaia di vittime civili, tra cui molti bambini. In tutto ciò, la tregua va rispettata da entrambe le parti, compresa Hamas, che deve cessare il lancio dei missili sulle città israeliane.

Particolarmente esecrabili, in questo conflitto, sono gli attacchi che hanno colpito obiettivi civili, tra cui strutture gestite dalle Nazioni Unite e da organizzazioni umanitarie; tra queste, una scuola dell’ONU in cui avevano trovato rifugio centinaia di persone, e in cui sono morte trenta persone. Questa drammatica riesplosione del conflitto riporta alla luce l’intera questione israelo-palestinese, e quindi la necessità di trovare una soluzione negoziata che affermi i diritti dei due popoli a vivere ognuno in un proprio Stato sovrano e in condizioni di sicurezza.

Il dialogo e la negoziazione devono tornare ad essere le uniche vie possibili per affermare la pace, ridimensionare il peso della frange più estreme all’interno dei due schieramenti, creando le condizioni per giungere ad una giusta e definitiva soluzione del conflitto israelo-palestinese, basata sui diritti dei due popoli. In tal senso, riteniamo che un ruolo decisivo debba essere svolto dagli Stati Uniti e dai governi dei maggiori paesi europei.

Il Sindacato lancia quindi un appello alle Istituzioni sammarinesi, e in primo luogo alla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e al Congresso di Stato, affinché – in un contesto di neutralità tra le parti in lotta – si facciano portavoce presso la comunità internazionale della necessità di imporre la fine delle ostilità, fare fronte all’emergenza umanitaria che si è creata a Gaza, consentire la ripresa del processo di pacificazione tra palestinesi e israeliani.

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